Voto in Cile. Piñera in testa ma la sinistra spera nel ballottaggio

Il tycoon della destra vince al primo turno ma modestamente. Guillier, il candidato del centrosinistra, può ragionevolmente puntare al sorpasso nel secondo turno il 17 dicembre
scritto da CLAUDIO MADRICARDO

Sebastián Piñera vince ma non convince al primo turno delle elezioni presidenziali cilene, svoltesi ieri nel paese. Con il 99 per cento delle schede scrutinate al momento in cui scriviamo, l’ex presidente si è imposto col 36,64 per cento dei voti, ben al di sotto di quanto i sondaggi gli davano, collocandolo stabilmente sopra il quaranta e addirittura verso il 44 per cento, come l’aveva dato il sondaggio della Cep.

Un risultato che è stato vissuto nel suo quartier generale come una sorta di sconfitta e che ha posto la sordina ai festeggiamenti che già erano stati preparati da parte dei suoi sostenitori.

Al secondo posto, questa volta come da copione, si piazza Alejandro Guillier, il candidato di centro sinistra delle Fuerza de la Mayoria col 22,69 per cento delle preferenze, che lo stesso sondaggio dava al 19,7 per cento. Sarà lui a contendere il posto di presidente alla Moncloa il prossimo 17 dicembre. In termini di voti, Guillier ha ottenuto 1.486.539 preferenze, contro Ie 2.400.915 del candidato della destra. Un buon risultato quindi per l’ex giornalista e senatore di Antofagasta, che è seguito da vicino da una sorprendente Beatriz Sánchez, che era data all’8,5 per cento, e che invece si è portata a casa  1.328.280 voti, che corrispondono al 20,27 per cento.

Sebastián Piñera con i sostenitori festeggia la vittoria al primo turno

Al quarto posto, José Antonio Kast, con un 7,93 per cento delle preferenze, i cui 519.325 voti faranno spostare a destra Sebastián Piñera da qui all’appuntamento del secondo turno, visto che difficilmente gli potrà riuscire l’operazione di impossessarsi dei voti centristi della candidata della Dc, Carolina Goic, che ha ottenuto un 5,88 per cento, cifra che lei stessa ha giudicato un “cattivo risultato”, dichiarandosi comunque a favore del voto a Guillier il 17 dicembre.

Concludono il panorama dei risultati ottenuti dagli otto candidati alla presidenza, il sesto posto del leader del Pro, schieramento di sinistra. Marco Enríquez-Ominami, con il 5,71 per cento, seguito da Eduardo Artés (0,51 per cento) e Alejandro Navarro (0,36 per cento), sempre posizionati a sinistra dello schieramento politico cileno.

Queste, a scrutinio quasi concluso, le forze in campo che fotografano un paese in cui la sinistra, nelle sue varie articolazioni, dimostra di avere ancora un peso che la mette al centro dei giochi politici delle prossime settimane, e soprattutto le da una speranza di poter evitare una presidenza di destra dopo gli anni di governo di Michelle Bachelet che ha introdotto riforme sostanziali in Cile. Nonostante tutti i sondaggi che si erano esercitati in una narrazione che vedeva la destra vincente, e che la giornata di ieri si è incaricata di smentire sonoramente. A tal punto che ai primi risultati Roberto Izikson capo di Cadem, l’istituto che dava Sebastián Piñera al 41 per cento, ha dovuto ammettere la débâcle dei sondaggi, giustificandola con una errata interpretazione del voto degli indecisi.

Sebastián Piñera

Cosa che ha portato Beatriz Sánchez a dichiarare a botta calda alla stampa che se i sondaggi “avessero detto la verità, probabilmente ora saremmo al secondo turno”, consapevole comunque che ora il pallino sta in mano al Frente Amplio e ai suoi elettori, che Bea, come viene comunemente chiamata, ha invitato a una discussione nelle prossime settimane per decidere chi appoggiare al ballottaggio, tra Guillier e Sebastián Piñera.

Dal suo canto suo il deputato Giorgio Jackson (Rd) che fa parte del Frente Amplio che ha sostenuto Sánchez che dovrebbe ottenere tra i 18 e i 22 seggi al parlamento che si andranno ad aggiungere a lui e al collega Gabriel Boric, ha parlato di un eventuale appoggio a Alejandro Guillier durante una conversazione nel programma “Tolerancia electoral” di Chv, precisando che “oggi sta a chi è passato al secondo turno condurre e convocare le persone che hanno votato per noi e che si sono sentite storicamente disilluse” dal progetto della Nueva Mayoría.

Alejandro Guillier

Appoggio che pareva non scontato anche dall’ex presidente Ricardo Lagos, che il centro sinistra aveva scaricato scegliendo Guillier, e che precedentemente non aveva dichiarato chi avrebbe sostenuto, il quale dal suo account Twitter ha fatto sapere che gli sembrava inaccettabile la divisione. Ora, ha affermato Lagos,

è necessario che intorno al candidato si generi un programma progressista e ampio per affrontare l’avversario della destra. Per questo do il mio appoggio ad Alejandro Guillier affinché attraverso questa proposta siamo capaci di mantenere la coalizione e vincere il 17 dicembre.

Un commento a caldo è provenuto anche dalla presidente uscente Michelle Bachelet dalla quale il risultato deve essere stato letto come un riconoscimento alla sua azione di governo che era solo impensabile alla vigilia delle elezioni.

Oggi, ha affermato Bachelet durante lo spoglio, sappiamo che il Cile vuole continuare ad avanzare, questo è ciò che chiedono i cittadini, e quello che hanno detto le urne,
sottolineando la necessità dell’unita di tutti coloro che vogliono le trasformazioni che il progresso del paese richiede.

Partita aperta, dunque, per le presidenziali cilene, che vanno a collocarsi in un quadro economico in cui da qualche tempo il prezzo del rame, la maggiore esportazione cilena, sta crescendo. Il che permetterebbe al nuovo inquilino che occuperà la Moneda il prossimo anno di continuare con maggiore serenità il programma di riforme he Bachelet ha avviato e che ora, da più parti, si chiede di approfondire. Una curiosità riguarda il voto dei cileni che risiedono all’estero, che è andato in schiacciante maggioranza a Sánchez e Guillier.

Ma vediamo chi sono I due candidati che si sfideranno il 17 dicembre.

Sebastián Piñera, predecessore di Bachelet, è il leader di una nuova coalizione di destra, Vamos Chile. Ex imprenditore, ha 67 anni ed è la terza persona più ricca del paese. Ha promesso di separare la politica dagli affari e ha criticato aspramente gli scandali di corruzione che hanno colpito l’attuale governo. I suoi avversari ricordano che pure lui è stato sfiorato da casi di corruzione e lo accusano di difendere i suoi ex ministri coinvolti in queste cause. Molto criticate le sue uscite maschiliste. Al primo turno ha promesso di migliorare la sicurezza cittadina, la salute, l’educazione e i trasporti.

Alejandro Guillier (Nueva Mayoría) è giornalista, sociologo e ex presentatore della tv. Ha cominciato a fare politica solo quattro anni fa, come senatore indipendente.
Guillier ha 64 anni e ha battuto l’ex presidente Ricardo Lagos nelle elezioni interne allo schieramento del centro sinistra, ed è stato molto criticato per non aver voluto le primarie della coalizione che stanno alla base della scelta della Dc Carolina Goic di correre da sola al primo turno presidenziale. Vuole riformare il sistema sanitario e quello privato delle pensioni, approfondendo la riforma dell’educazione fatta da Bachelet.

Voto in Cile. Piñera in testa ma la sinistra spera nel ballottaggio ultima modifica: 2017-11-20T11:58:03+02:00 da CLAUDIO MADRICARDO

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