Le due Coree e il precedente delle due Germanie

Il dialogo tra due stati parti della stessa nazione avvenne in Europa all'epoca della cortina di ferro. Che lezione se ne può trarre per la penisola asiatica in vista dei giochi olimpici invernali?
scritto da FRANCESCO MARIA CANNATÀ

Alla vigilia dei giochi olimpici invernali di Seul Corea del nord e del sud sono tornate al tavolo delle trattative. L’unico esempio di dialogo tra una nazione divisa in due stati retti da sistemi sociali e politici contrapposti, il mondo l’aveva conosciuto con la Germania del secondo dopoguerra. E, per alcuni versi, la situazione nella penisola asiatica ricorda quella della nazione tedesca separata al centro dell’Europa. Come la Germania anche la Corea deve la propria attuale situazione alle conseguenze del secondo conflitto mondiale. Come Berlino est e Bonn, anche Pyongyang e Seul propagandano il tema della riunificazione. Come per la Germania allora, oggi la riunificazione coreana è vista dal mondo come pretesa irrealistica.

Del resto questo è un obiettivo che, come nelle due Germanie, anche nelle due Coree solo una parte vuole davvero raggiungere. Se nel centro dell’Europa era Berlino est a prevedere – come infatti è poi avvenuto – la propria fine in caso di fine della divisione, oggi è Pyongyang a essere perfettamente cosciente di questa prospettiva.

I circoli dirigenti della Rdt riprendevano questa opzione ogni volta che sentivano allontanarsi la solidarietà della potenza protettrice, l’Urss. Riuscivano così a compensare l’assenza sovietica poggiandosi all’opinione pubblica della Germania occidentale. Contemporaneamente questa moderazione permetteva loro di incassare dalla Rft gli aiuti materiali indispensabili a mantenere in vita il primo Stato socialista in terra tedesca economicamente in bancarotta.

Mutatis mutandis cosi si sta comportando oggi la Corea del nord. Con la differenza che mentre nella Germania del dopoguerra a partire dagli anni Settanta la parte occidentale sentiva sempre meno i legami nazionali con la Rdt, questo sentimento è ancora forte nella Corea del sud. Ultimo ma non meno importante, Berlino est non possedeva l’arma nucleare, mentre, apparentemente, questo asso è nelle mani di Kim Jong-un.

Perciò si possono definire intelligenti le mosse fatte dal capo di stato nord-coreano in questi primi giorni del 2018. Nel suo discorso di fine anno il giovane leader ha certo attaccato gli Stati Uniti trovando però parole amichevoli verso il sud invitato al dialogo. Avance che a Seul hanno trovato porte spalancate. La ripresa delle trattative con il nord era tra gli obiettivi preelettorali del presidente sud-coreano Moon ed è stata una delle sue prime affermazioni da capo di stato. Se finora Pyonyang aveva risposto a queste aperture col disprezzo era perché puntava a trattative di pari livello, da potenza nucleare a potenza nucleare, con Washington. Non è detto però che questi positivi segnali, il dialogo appena iniziato o la partecipazione di atleti nord-coreani ai prossimi giochi invernali, siano il preludio a quella distensione che in Europa aveva permesso, prima il riavvicinamento tra le superpotenze di allora e dopo la riunificazione tedesca. E non solo perché il gioco in corso nella penisola coreana registra l’assenza del grande casinista di Washington. Anche questa una differenza con quanto successo in Europa centrale dove era impensabile che il dialogo intertedesco o tedesco-occidentale sovietico e i momenti cruciali di queste dinamiche internazionali, potessero svilupparsi all’insaputa o in assenza della superpotenza americana.

Sarebbe da anime belle ritenere che dietro la gentilezza improvvisa di Kim Jong-un verso la Corea del sud non vi siano gli interessi personali del leader o quelli dello stato nord-coreano. Pyongyang sa di star dialogando con Seul da posizioni di forza, di conseguenza crede di poter costringere la controparte a forti concessioni. Due cose appaiono scontate. Kim vuole introdurre un cuneo tra Washington e Seul cosa che non dovrebbe essere difficile visto che, a differenza della Germania ovest del dopoguerra europeo, gli Usa non sono visti di buon occhio in Corea del sud. L’altra è che i tentativi di avvicinamento all’altro stato coreano rappresentano la logica prosecuzione, con altri mezzi, della politica nucleare del nord.

A differenza di Honecker che ne era sprovvisto, l’arma atomica è la vera assicurazione sulla vita di Kim. Se ora Seoul abbraccerà completamente questa strategia si potrà dire che Kim avrà fatto bingo. La Corea del nord diventata inattaccabile militarmente, sarà anche alimentata economicamente. Dunque politicamente stabile e più lontana che mai dalla riunificazione.

Le immagini sono tratte dal sito uriminzokkiri.com

Le due Coree e il precedente delle due Germanie ultima modifica: 2018-01-10T16:40:37+00:00 da FRANCESCO MARIA CANNATÀ

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento