I programmi? Il Cattaneo li ha letti, e ha scoperto che…

Il pensatoio bolognese ha condotto un’analisi sulle proposte dei principali partiti italiani, esaminando i punti specifici presenti al loro interno.
scritto da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO

Non basta dire “programma, programma” per salvarsi l’anima. Almeno quella elettorale.

I partiti attuali, alla riscoperta del proporzionale e del probabile ritorno del confronto per costruire coalizioni in parlamento (un confronto probabilmente lungo, se Mattarella ha chiesto a Gentiloni di non presentare le dimissioni allo scioglimento delle camere), si ritrovano de-ideologizzati e tutti ormai in preda a quello che Jospin, in un fortunato pamphlet di qualche anno fa, definì il “mal napoleonico”.

Molto leaderismo, molti cerchi magici, e allo stesso tempo poca disponibilità alla riflessione di lungo periodo e pochissimi intellettuali che “si sporcano le mani” scrivendo, proponendo e organizzando proposte di future leggi o provvedimenti.

E il lavoro sui programmi elettorali sembra risentirne, soprattutto se si guarda a un’interessante analisi svolta dall’Istituto Carlo Cattaneo, da ieri on line sul sito del sempre attento istituto di ricerca bolognese.

L’analisi, che è stata realizzata sui programmi presentati dalle forze politiche e depositati al ministero dell’interno, è molto interessante e significativa della fase politica in cui viviamo, caratterizzata da scambi di battute velenose sulla realizzabilità o meno delle promesse altrui.

L’Istituto Cattaneo ha deciso di andare a guardare “dentro” i programmi presentati, offrendo delle chiavi di lettura con parametri scientifici che rispondono sostanzialmente a tre interrogativi: quanto sono concreti i programmi elettorali presentati; quali sono gli argomenti affrontati e in particolare le tematiche che prevalgono; il posizionamento dei partiti presenti al voto, da soli o in coalizione, per verificare coerenza e congruità dei desideri dei dirigenti rispetto alle reali posizioni.

Anche perché è sulla percezione dei programmi e del posizionamento (quindi non necessariamente dalla lettura e analisi completa dei programmi stessi) che dipenderà il voto degli elettori (o anche l’ampia area di non voto prevista).

Andiamo subito al sodo.

1Quanto “concreti” sono i programmi? L’Istituto Cattaneo ha appositamente evitato di esprimere un giudizio di contenuto e, semplicemente, ha separato le affermazioni generiche su obiettivi e ideali in senso astratto dalle proposte specifiche mirate all’approvazione o abolizione di leggi e regolamenti. Ad esempio: “le pensioni vanno aumentate” stanno nel primo gruppo, “la legge Fornero va abrogata” nel secondo.

Frequenza di «affermazioni generali» e «proposte politiche» nei programmi elettorali dei partiti (valori percentuali) (Fonte: Istituto Cattaneo)

Guida la classifica del “concreto” CasaPound con oltre il 65 per cento di affermazioni specifiche, riferite a cambiamenti che si riallacciano a leggi, seguita da +Europa di Emma Bonino che scende però drasticamente al trenta per cento. Poi via via tutti gli altri, fino al 18 per cento circa di Civica Popolare e Potere al Popolo.

Ovviamente non è un giudizio di valore o di capacità politica: alcune richieste sono maggiormente indicate senza particolare complessità e possono quindi essere sottoposte agli elettori con maggiore facilità. In ogni caso, è da notare che oltre il settanta per cento delle indicazioni (del novanta per cento dei partiti politici) sono dichiarazioni di principio o di indirizzo. Dei tre grandi gruppi coalizzati, ossia centrodestra, centrosinistra e M5S, quest’ultimo è il più “astratto”, ma la differenza è minima.

È interessante come l’Istituto Cattaneo abbia trovato che le proposte più specifiche riguardano l’economia, mentre l’ambiente è il più citato in forma generica e di principio. Probabilmente, questo la dice lunga sulle cognizioni scientifiche e ambientali del mondo politico e sulle abitudini retoriche e declamatorie in questo campo degli italiani stessi; e, in fondo, anche sull’assenza di un soggetto politico ambientalista dello stesso valore di altri grandi paesi (Insieme e Angelo Bonelli ci scuseranno, ma la loro presenza è estremamente ridotta).

2Di cosa parlano i programmi elettorali? Il gruppo di tematiche più diffuso in realtà farebbe ben sperare, essendo quello del welfare e dell’istruzione. Ma, come abbiamo visto, non è quello delle proposte più specifiche. Tuttavia, almeno come “ispirazione” ha un buon successo poiché riguarda il 25 per cento del totale, seguito dall’economia al 17 per cento (e qui, avendo l’economia presenza e specificità, il fact-checking delle proposte dovrebbe essere più pungente sui giornali e nelle trasmissioni televisive… ma lo è?). Al terzo posto ci sono temi legati a sicurezza e legalità: e come potrebbe non essere?

Composizione dei programmi elettorali di tutti i partiti in base a sette distinti settori di policy (valori percentuali) (Fonte: Istituto Cattaneo)

Seguono poi le riforme istituzionali, più presente del lavoro e dell’ambiente, e in ultima posizione ci sono le tematiche relative a Europa e politica estera. Paradossalmente, Lega e CasaPound dedicano lo stesso spazio ai temi europei di Insieme e +Europa: il tredici per cento, ovvero sopra la media degli altri partiti.

Composizione dei programmi elettorali dei partiti in base a sette distinti settori di policy
(valori percentuali) (Fonte: Istituto Cattaneo)

Com’era prevedibile, le tematiche sociali sono prevalenti nel centrosinistra, mentre legge e sicurezza nel centrodestra.

3 Dove si collocano i partiti? Qui, occorre precisare, si sono seguiti parametri di riferimento per destra e sinistra utilizzati anche in altri sistemi politici europei. Anche nel caso italiano, le tematiche hanno un tradizionale svolgimento nel continuum destra/sinistra. È da notare come il M5S si avvicini al centrosinistra nelle politiche sociali e invece al centrodestra nel rapporto con l’Europa – in questo caso, addirittura superato in europeismo da Forza Italia. Altro caso, di diversa rilevanza (ma tradizionale se si guarda alla storia dei partiti), è quello di Potere al Popolo, al confine ultimo della sinistra sul sociale, ma superato solo da CasaPound per anti-europeismo.

Posizione dei programmi dei partiti politici nello spazio politico in Italia (Fonte: Istituto Cattaneo)

Un’annotazione finale: se partiamo dai programmi, il vero dato nuovo è che oggi lo scontro sull’Europa è la “faglia”, l’elemento di fragilità delle coalizioni possibili, intendendo per coalizioni possibili non solo quelle classiche come centrodestra e centrosinistra, ma anche le “intese”, larghe o semi-larghe che siano.

Madamina, il programma è questo… 

I programmi? Il Cattaneo li ha letti, e ha scoperto che… ultima modifica: 2018-02-08T17:28:33+00:00 da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO

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