La sceriffa di Bologna

Una candidata di Forza Italia l'ha "sparata" davvero grossa. Un esempio raccontato dallo scrittore Paterlini di come e quanto violenza chiami violenza, nella maledetta vicenda politica che stiamo vivendo
scritto da GIORGIO FRASCA POLARA

Un esempio di come e quanto violenza chiami violenza, nella maledetta vicenda politica che stiamo vivendo? Eccola, come me l’ha raccontata un carissimo amico, lo scrittore Piergiorgio Paterlini, e come la racconterà sull’edizione bolognese de la Repubblica.

C’è dunque, proprio a Bologna, una candidata di Forza Italia al senato, Elisabetta Brunelli, in quello stesso collegio uninominale che vede anche lo scontro tra Casini ed Errani.

Allora – mi spiega Piergiorgio –, per essere un po’ più sicura [la famosa questione sicurezza] di essere ricordata in quella mezz’ora che non si nega a nessuno, che cosa fa Elisabetta Brunelli? Eccola dichiarare in un dibattito nel quartiere di Navile: “Occorre incentivare i vigilantes privati attraverso l’uso delle armi”. Oh diamine, aggiunge Paterlini: incentivare addirittura! Forse una citazione sul giornale se la sarebbe presa già così. Invece la candidata di Forza Italia ha creduto bene di aggiungere: “Non solo per legittima difesa”. Ah, sì? E per che cosa anche? Per legittima offesa? Perché qualcuno mi ha fatto la faccia cattiva e meglio stenderlo subito, lì sul marciapiede? Perché la mia squadra del cuore ha perso e avrò bene il diritto di sfogarmi? Il fatto è che le armi sono una faccenda delicata, commenta Piergiorgio Paterlini: se si spara, si sa quando si comincia ma non quando si finisce. Anche a sparare cavolate, è la sarcastica, irritata sua conclusione.

Non credo sia necessario aggiungere altro per i lettori/consumatori di ytali.

La sceriffa di Bologna ultima modifica: 2018-02-22T21:10:59+00:00 da GIORGIO FRASCA POLARA

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