Ma per chi vota Fausto?

Tutti i leader appartati negli ultimi anni dalla politica attiva si sono già espressi: Prodi, Rutelli, Veltroni. E Bertinotti? Diversi indizi indicano che l’ex segretario di Rifondazione voterà la lista di Potere al popolo. Ma lo dichiarerà pubblicamente?
scritto da ALDO GARZIA

Per chi vota Fausto Bertinotti? Domanda e curiosità sono più che legittime. Tutti i leader appartati negli ultimi anni dalla politica attiva si sono già espressi: Romano Prodi, Francesco Rutelli, Walter Veltroni e altri ancora. Alle dichiarazioni pubbliche in questi ultimi giorni di campagna elettorale manca in effetti quella di Bertinotti. E pare che non ci sarà alcun atto pubblico da parte sua per riserbo e per evitare polemiche, pur se alcuni indizi indicano che l’ex segretario di Rifondazione voterà la lista di Potere al popolo.

Tra i promotori di quest’ultimo raggruppamento, insieme a centri sociali e movimenti, ci sono del resto Maurizio Acerbo e Paolo Ferrero, attuale segretario ed ex segretario di Rifondazione, successori di Bertinotti alla guida del partito lasciato nel 2008.

L’ex presidente della camera non ha tuttavia particolari rapporti con quest’area, ma ne ha sicuramente meno con i promotori di Liberi e uguali nonostante Nichi Vendola e Nicola Fratoianni (ex Sinistra ecologia e libertà, poi Sinistra italiana) siano stati a lungo in sintonia con le sue posizioni: gli scambi di opinione sono però diventati con il tempo sempre più rari. Stima e ancora più distanza da Pietro Grasso e Massimo D’Alema, verso i quali c’è una profonda divisione sull’analisi della portata della sconfitta storica della sinistra e sulle modalità di una possibile ricostruzione.

Bertinotti avrebbe confidato solo agli amici più intimi le proprie intenzioni di voto. I suoi collaboratori più stretti – quelli del nucleo della rivista Alternative per il socialismo da lui diretta, per esempio – avrebbero lo stesso orientamento pro Potere al popolo. Qualcuno dei bertinottiani, come Roberto Musacchio, ex parlamentare europeo di Rifondazione, e Patrizia Sentinelli, ex sottosegretaria agli esteri, l’ex assessore laziale Salvatore Bonadonna sono molto attivi nella campagna elettorale di Potere al popolo. Altri, invece, è il caso di Alfonso Gianni, direttore della Fondazione Cercare ancora di cui Bertinotti è presidente, mantiene riservata la propria scelta elettorale ricordando di essersi strenuamente battuto per un’unica lista della sinistra radicale al tempo delle assemblee di “quelli del Brancaccio” e di aver vissuto con amarezza la nascita di Liberi e uguali da una parte e di Potere al popolo dall’altra.

Pure l’Associazione per il rinnovamento della sinistra (Ars), presieduta da Vincenzo Vita e fondata da Aldo Tortorella, presidente onorario, ha preferito la neutralità nei confronti delle due liste della sinistra radicale pur dando indicazione di voto, con apposito comunicato, a sinistra del Pd sostenendo che

l’unico voto utile contro i rischi di arretramento della democrazia è quello dato per rafforzare le forze di sinistra che non hanno dimenticato i valori costitutivi

e che si preparerebbero a una continuità delle proprie politiche con un governo di coalizione con la destra berlusconiana.

Nello stesso comunicato “voto a sinistra” fuori dal Pd, che non apparterrebbe più a questo schieramento, è la formula per non schierarsi né con l’una, né con l’altra lista (anzi, nel comunicato dell’Associazione per un eccesso di preoccupazione unitaria non vengono neppure citate le due liste di Liberi e uguali e Potere al popolo).

Per la verità, prima di scegliere il silenzio, Bertinotti aveva avanzato una proposta alla sinistra radicale: “saltare un giro” in questa consultazione elettorale, non essendoci le condizioni di un adeguato radicamento e di una unità tra forze diverse che avrebbero dovuto presentarsi insieme.

Saltare un giro – aveva dichiarato – per ricostruirsi nel rapporto con il popolo e la società [pur sottolineando di riconoscere che questa era] una suggestione di difficilissima attuazione per le forze attualmente in campo.

Nessuno ha preso sul serio questo ammonimento. E dopo qualche tentativo di dialogo (l’assemblea del Brancaccio) si è giunti alle due liste.

Ma per chi vota Fausto? ultima modifica: 2018-02-28T17:06:34+00:00 da ALDO GARZIA

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1 commento

Michele 28 febbraio 2018 a 19:34

E’ facile, per uno che sta bene e prende un vitalizio, dire “saltiamo un giro”: nel frattempo – mentre si aspetta il “giro buono” -la gente muore, gli anni passano, la situazione della classe media peggiora… Fausto, hai perso il senso dell’urgenza rivoluzionaria!

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