Reddito di cittadinanza, idea di un comico

Ieri si chiamava assistenzialismo, ma è sempre la stessa brodaglia italiana.
scritto da BEPI COVRE
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Solo in Italia poteva succedere. Un comico (senza mai candidarsi e assumere responsabilità) fonda un partito che diventa nel giro di pochi anni il più votato alle elezioni del parlamento. Ora riprende a fare il comico.

Altra novità. La struttura organizzativa del M5S, la direzione operativa, la selezione dei candidati alle elezioni politiche (attraverso la piattaforma Rousseau) è proprietà esclusiva della s.r.l. di Davide Casaleggio, socio e amministratore unico della stessa.

Novità e stranezze; in politica non siamo secondi a nessuno, facciamo scuola.

Sta scritto nel (sacro) blog di Beppe Grillo:

È il reddito che include nella società, non il lavoro. Abbiamo l’idea che l’uomo non possa far altro che lavorare, che sia la finalità ultima avere un lavoro. Niente di più sbagliato. Le risorse ci sono, ci vuole solo la volontà politica.

In queste poche parole il fondatore e garante del movimento, stabilisce nuove regole che definire rivoluzionarie è riduttivo. Al confronto le teorie di Karl Marx e Friedrich Engels, ispiratori del socialismo scientifico, sono distrazioni della storia.

Piazza del Popolo, roma, 2 marzo 2018

Grillo afferma che il reddito prescinde dal lavoro. Allineandosi così alle teorie dell’economista francese, Serge Latouche sostenitore della decrescita economica,  critico persino dello sviluppo sostenibile.

Sino ad oggi, in tutto il mondo, si è pensato il contrario: è il lavoro che produce reddito e il reddito benessere.

Si può discutere, criticare e modificare (ci sono state rivoluzioni, sovvertimenti sociali, lotte sindacali) le modalità di distribuzione del reddito. Nessuno ha mai pensato di prescindere dal lavoro. Mai il lavoro è stato messo in discussione come elemento indispensabile per la produzione del reddito.

Ripeto quanto scrive Grillo: “abbiamo l’idea che l’uomo non possa far altro che lavorare, che sia la finalità ultima avere un lavoro. Niente di più sbagliato. Le risorse ci sono”. Incredibile!

Dopo tanta novità non mi resta che consultare il dizionario.
Reddito:

l’utile che viene dall’esercizio di un mestiere, di una professione, di un’industria, di un qualsiasi impiego di capitali.

Sembra proprio che il reddito non si produca da solo; che sia necessario  lavorare o impiegare capitali.

E poi, visto che siamo in Italia, mi risulta ci sia più debito pubblico che reddito accumulato, disponibile per la distribuzione.

Durante la prima repubblica, chi ci ha (mal) governato ha inventato le pensioni baby, le pensioni di anzianità (per non offendere la vecchiaia), le false invalidità, le guardie forestali dove non esistono foreste. Ha falsificato i conti pubblici, distribuendo reddito che non c’era, caricando le generazioni future con montagne di debiti. Ieri si chiamava assistenzialismo, domani si chiamerà, Dio non voglia, reddito di cittadinanza, ma è sempre la stessa brodaglia italiana.

Ieri hanno convinto milioni di cittadini, in aree del paese sottosviluppate (le stesse che oggi votano Grillo) che il pane può arrivare compilando un modulo intestato “reddito di cittadinanza”.

Ritengono di poter prendere in giro persino il Padre Eterno. Sta scritto nella Genesi, 3.17.18, a proposito del lavoro

[…] con dolore ne trarrai il cibo, per tutti i giorni della tua vita. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane.

Nei sacri testi, non si parla di reddito, ma si stabilisce per sempre e per tutti che il reddito deriva solo dal lavoro. San Paolo, ad adiuvandum, scriveva ai Tessalonicesi: chi non lavora, almeno non mangi.

Altra cosa sarebbe,  come si è anche fatto, e come si fa in Europa, legiferare per migliorare il welfare, fornire integrazioni al minimo, contributi sociali per il disagio, ammortizzatori per chi perde il lavoro, formazione per il reinserimento ecc. Ma non si può assolutamente non incentivare e creare lavoro!

Ora qualcuno dovrà formare un governo e governare il paese. Se questo è il programma del primo partito, saranno problemi seri, cavoli amari.
Per fortuna c’è l’Europa, abbiamo la moneta unica, ci terranno d’occhio.

Caso mai ci penserà lo spread a bastonarci com’é già capitato pochi anni fa.

Reddito di cittadinanza, idea di un comico ultima modifica: 2018-03-13T23:31:44+01:00 da BEPI COVRE

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