Porto Marghera. Il centenario riguarda tutta la città

Avvicinandoci alla conclusione delle iniziative per la ricorrenza di un secolo di storia del polo industriale, va detto innanzitutto che essa va considerata una grande opportunità di riappropriazione di un pezzo di storia collettiva da parte di tutti i suoi abitanti
scritto da ELISABETTA TIVERON

Ci avviamo verso la conclusione di questo anno dedicato al centenario di Porto Marghera (il Comitato ministeriale all’uopo designato ha iniziato a operare ufficialmente nel mese di luglio 2017). Essendomene a mia volta occupata, in qualità di co-curatrice con Cristiano Dorigo del volume “Porto Marghera. Cento anni di storie (1917-2017)” per Helvetia Editrice, e di ideatrice/curatrice dello Spazio Venezia Industriale (dedicato a libri e incontri con l’autore sul tema di Venezia nel Novecento e in questo nuovo millennio), esprimo qui alcune brevi considerazioni.

Personalmente, fin da subito, ho rifiutato di parlare di “celebrazione”, in riferimento a Porto Marghera. Il centenario è stato ed è, certamente invece, occasione per ricordare, riflettere, imparare e guardare avanti costruttivamente. Ha riportato a galla una serie di questioni, divenute domande, riconducibili a tre argomenti: bonifiche, futuro dell’area, lavoro (e a questo proposito, la sensazione è che i cittadini si aspettassero qualcosa di più durante questo anno, da parte dell’amministrazione comunale, ritenuta la prima voce in capitolo: meno spettacolarizzazione, meno fari e giochi di luce, più incontri, dibattiti, informazione).

È anche – ma forse direi che è innanzitutto – una grande opportunità di riappropriazione di un pezzo di storia della città da parte dei suoi abitanti, tutti: di qua e di là del ponte della Libertà. Riappropriazione di una storia collettiva. Venezia è da quasi cent’anni una e multipla, dopo che a metà degli anni Venti ha incorporato i comuni di Pellestrina, Murano, Burano, Mestre, Zelarino, Chirignago, Favaro. Operazione, questa di annessione, direttamente connessa con la nascita del grande polo industriale in terraferma, e a sua volta parte del progetto di Giuseppe Volpi di creare una “grande Venezia” con funzioni specifiche in ogni sua porzione.
Venezia nella sua forma e struttura attuale parte proprio da Porto Marghera: la storia di quest’ultima riguarda perciò, inevitabilmente, tutti i cittadini.

Va però detto che, dopo un iniziale acceso interesse, Porto Marghera sta tornando a essere argomento tenuto in ampia considerazione solo da chi ha, o ha avuto, un diretto legame/rapporto – lavorativo, abitativo, intellettuale, o in qualche modo “affettivo” – con quella parte di città.

Ancor più difficile è comunicare, coinvolgere i cittadini in un racconto condiviso di Venezia una e multipla; sembrano prevalere da un lato il disinteresse per la questione, dall’altro le spinte separatiste: entrambi sintomi, forse, di un vuoto progettuale sull’intera città che si è protratto nel tempo, e di cui ora si pagano le conseguenze.

Il centenario non riguarda solo Porto Marghera, ma la città nel suo complesso e ciò che vorrà, potrà, saprà essere in futuro.

Elisabetta Tiveron

Porto Marghera. Il centenario riguarda tutta la città ultima modifica: 2018-04-03T13:11:36+02:00 da ELISABETTA TIVERON

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