Quel palazzaccio di via Merulana dove rinasce la cultura

scritto da LUNA MOLTEDO

Dall’abbandono alla rinascita: il vecchio edificio che ospitava Ufficio di igiene di Roma, dopo più di cinquant’anni di desolazione e oltre tre anni di lavori di restauro, torna a splendere. Duemila metri quadrati, quattro piani, un grande ristorante e un terrazzo. L’importante collezione di Scuola Romana della famiglia di costruttori Cerasi sta per aprire la sua straordinaria casa, il prossimo 10 maggio, in via Merulana, a Roma.

L’edificio dell’Istituto d’igiene nel degrado, prima dell’intervento di ricostruzione…

…e oggi

Palazzo dei primi del Novecento che ospitava l’Ufficio d’igiene, nel cuore della Roma umbertina del Rione Esquilino, si popolerà dei quadri di Donghi, Pirandello, Mafai, Raphael, Casorati e Depero.

Al piano terra saranno collocate le grandi sculture visibili dalla strada grazie ad un sistema di grandi vetrate.
Al piano nobile saranno esposte opere come il “Ballo sul fiume” di Giuseppe Capogrossi, il “Ritratto di Primo Carnera” di Balla e il gioiello dei “Piccoli saltimbanchi” di Antonio Donghi.
E ancora: i Cambellotti, i Dottori, i Casorati, i Campigli, i Funi, i Depero, i Pirandello, gli Scipione, i De Chirico.

A Roma sono già presenti: il Museo della Scuola Romana e l’Archivio della Scuola Romana (Villa Torlonia).

Il progetto del museo, pensato dall’architetto Carlo Lococo, lo stesso che ha restaurato la nuova galleria di Lorcan O’Neill, si sviluppa su due aree.
Una di circa mille metri quadrati destinata a una hub culturale; un’altra, invece, più grande, monumentale di circa duemila metri quadrati che comprende la galleria di sculture con spazi per la pittura e sale anche destinate a mostre temporanee, un corridoio espositivo al terzo piano e in cima, al quarto, un ristorante e un terrazzo.

L’Ufficio d’igiene nel giorno dell’inaugurazione, 27 ottobre 1929, in un’immagine dell’Istituto Luce

Il nuovo polo culturale risplende nella quinta affascinante della strada che da San Giovanni va verso la basilica di Santa Maria Maggiore, il trait-d’union tra il Rione Esquilino e Celio e il Rione Monti.

La Fondazione di Elena e Claudio Cerasi, i due capostipiti di una famiglia di costruttori che ha realizzato edifici importanti come il Maxxi di Zaha Hadid, il Teatro dell’Opera di Firenze e l’Agenzia Spaziale Italiana, hanno deciso di donare a Roma, allestendola in uno spazio aperto al pubblico, la loro collezione di grandi lavori della Scuola Romana e del Novecento.

La gestione è affidata a CoopCulture.

Prosegue la riqualificazione del Rione Esquilino, la Fondazione, come suddetto, avrà la sede nell’ ex Ufficio d’igiene, all’angolo fra via Merulana e viale Manzoni in stato di degrado per anni. Un nuovo polo culturale della capitale di cui si sentiva gran bisogno. Una riqualificazione esemplare. Palazzo Merulana prende forma, si anima e vive di arte e cultura.

in alto Giuseppe Capogrossi, “Ballo sul fiume” (1935-36), della collezione Cerasi

Quel palazzaccio di via Merulana dove rinasce la cultura ultima modifica: 2018-04-15T11:00:29+00:00 da LUNA MOLTEDO

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