No, san Marco no, Signor Sindaco

Il concerto di Zucchero nella piazza simbolo della città. Non c'è mezza ragione buona per farlo, ma tante, pessime, per volerlo a ogni costo contro ogni ragionevolezza.
scritto da BÄRBEL SCHMIDT

Il cittadino veneziano Hugo Marquez esprime oggi, attraverso lo spazio che La Nuova Venezia riserva alle lettere dei lettori, il suo radicale dissenso circa l’annuncio fatto dal sindaco pro tempore Luigi Brugnaro di voler organizzare un concerto in Piazza San Marco del cantante Zucchero Sugar Fornaciari.

Nel suo grido di dolore, Marquez sfiora la poesia e urla il suo amore per Venezia, ricordando al Sindaco che

i suoni gravi si trasmettono a terra come onde vibratorie e si propagano fino ad arrivare ai delicati mosaici della basilica e ai fragili marmi di Palazzo Ducale. 

E se, Signor Sindaco, continua Marquez, anche dopo quest’osservazione lei insistesse nel malsano proposito, meglio sarebbe allora Campo San Polo, che ha tre vie di fuga naturali, e che già in passato ha avuto il merito di ospitare per secoli la caccia di tori, insieme alla stessa piazza e altri campi per essere onesti. 

Oltre all’Arena del Cinema estivo, che nel suo lento e inesorabile declino era alla fine disertata anche dai pochi di noi che sono rimasti. Salvo poi tutti a incazzarsi e sdegnarsi per la sua chiusura, decisa dalle magre del bilancio. E il fiorire di appelli, di cui siamo tutti prodighi, tra i quali quello, particolarmente fiero, di un’ex amministratrice cittadina, di cui non conta fare il nome, perché già lei da tempo non conta finalmente nulla. Amen!

Alla quale era stato pur ricordato che avrebbe potuto convenientemente ovviare all’irrimediabile perdita del suo, e di pochi altri, cinema privato in campo, dove pare andasse con qualche raro amico. Prendendosi la briga di far scendere in calle schermo Lcd e divano di casa, e al fresco notturno dell’estate veneziana godersi nuovamente il cinema, più o meno in privé, come già faceva a San Polo. E con nessun esborso di pubblico denaro.

Di sicuro, e torno al ragionamento del nostro lettore, rispetto alla bomboniera, come qualche veneziano si spinge a chiamare la piazza, definita anche, chissà perché, la più bella del mondo, come se non esistessero in giro piazze altrettanto degne e forse persino più graziose, San Polo è meno fragile, per gli edifici meno pregiati che vi si affacciano. 

Anche se, e chiude, Venezia è tutta fragile e delicata, e tanto varrebbe allora metterci definitivamente una pietra sopra, e fare musica solo in luoghi più consoni, come al Parco di san Giuliano. 

Ora, dopo sette anni che i concerti vi erano stati banditi, la Piazza il prossimo luglio si aprirà di nuovo alla musica per volontà del Sindaco, scritto con la maiuscola come pare si usi fare, in segno di profondo rispetto, nel “Gigio magico” che lo coccola e asseconda. 

Tanto più, e siamo alle boutade, che Fornaciari, “à vrai dire” un po’ musicalmente in declino, pare abbia aderito alla campagna umoristica #EnjoyRespectVenezia, promossa dal Comune per educare le orde di visitatori a comportamenti virtuosi e non soltanto balneari. E avanti col rispetto della città e con il controllo dei tormentati flussi, di cui l’amministrazione Brugnaro si fa vanto. 

Bravo Signor Sindaco, mi aggiungo ai suoi ammiratori che vedono nel suo attivismo finalmente un cambio di rotta rispetto al disastroso passato. Resta da spiegare come il fare nuovi eventi in città, che in tale settore per numeri eguaglia New York, si possa conciliare con l’asserita volontà di mettere freno al turismo. 

Già che ci siamo, permetta la licenza Signor Sindaco, è mai possibile che nessuno della Sua Amministrazione, Lei o il suo assessore al turismo, non abbia pensato di alzare la voce contro Trenitalia e la sua recente campagna a favore del viaggio a Venezia. Non l’ha trovata, come tanti e la sottoscritta, non solo nociva, ma a dir poco offensiva? Venezia a dieci euro!! A tal punto è sceso il prezzo di questa città in cui la stagione dei saldi sembra non aver mai fine!! 

Mi sorge conseguentemente spontanea una domanda: dove e fino a quando pensate di spalmarla tutta questa gente, per usare un concetto che, conciliando flussi e portafoglio, sembra esservi particolarmente caro? E’ notizia di questi giorni che sempre le ferrovie dal giugno prossimo faranno viaggiare un treno che collega Gardaland a Venezia. Premesso che quelle che furono le ferrovie dello Stato perseguono lecitamente il loro obiettivo di vendere biglietti, non Le pare chiaro il messaggio? Vuole che glielo spieghi meglio? 

Da uomo d’impresa, Luigi Brugnaro vive come l’orticaria ogni limite posto all’espansione del lavoro. Per i nostri figli dice Lui. Per il guadagno dei padri intanto, dico io, perché forse quando giungerà il loro momento, i figli saranno già fuggiti. E chi avrà la fortuna di vivere, vedrà. 

Tutto si può ben capire. Il guaio è che Lei, Signor Sindaco, è anche Sindaco di Venezia. Non se lo scordi. E in questa veste dovrebbe mettere al bando gli indugi e a darsi una mossa per chiudere intanto un accordo con le ferrovie, di cui da decenni si parla, le quali scaricano in calle migliaia di turisti mordi e fuggi.  Incontrollabili. 

Intanto questo, se solo si vuole accennare a una timida politica di contenimento dei flussi, e batta i pugni per ottenerlo, s’incateni davanti a Montecitorio o al Quirinale se necessario.  E, a  costo di far passare l’appetito all’amico sindaco di Jesolo Valerio Zoggia con cui in passato ha persino sognato un pubblico colegamento tra le due città, che a ogni pioggia che cade dal cielo ci invade con le sue truppe svuotando i campeggi, blocchi gli arrivi dalle spiagge.

Altro che farli scendere a Sant’Elena, come si era minacciato scatenando la rivolta degli abitanti che hanno giustamente visto in pericolo la pineta, o spostare l’arrivo dei lancioni alle Fondamente Nuove. Con mare forza dieci e nessun controllo. 

Se ciò alla fine non fosse possibile, per insufficienza di poteri che a Lei fanno capo, non crede che sarebbe utile avviare finalmente quel lungo percorso che porterà alla prenotazione per venire in città, anziché perdere ancora gli anni che le restano del mandato in inutili chiacchiere? 

Sono in molti a chiederglielo, a cominciare da Zaia in Regione. Bravo a parole pure lui, perché quanto a turismo, sarà bene non scordare che è la prima causa della proliferazione di B&B. Per favorire le piccole località venete che costituiscono la sua base elettorale, ha dato l’ultima mazzata a Venezia. Trasformando la “share economy” nel nuovo untore, l’ultimo diffusore della pestilenza che sta portando a morte certa la città. 

Possibile che le corporazioni che basano i propri affari sui numeri esponenziali dei visitatori la condizionino fino al punto da costringerLa a fingere di darsi da fare, mentre al contrario, alla prova dei fatti, non fa nulla? 

Perché, caro Sindaco, sempre più in città la gente si rende conto di questa situazione. Questo persino tra le file dei suoi soldatini fucsia. Lo verifichi, parli con loro, e si renderà conto.  Non pensa sia un campanello d’allarme e che il giochino stia mostrando le corde? 

Il signor Fornaciari, che già si è esibito alla sua festa privata di Capodanno alla Misericordia, canterà alla fine in Piazza. Consapevole delle potenziali polemiche che la sua decisione avrebbe scatenato, Lei ha pensato bene di dichiarare che nulla di quanto si andrà a organizzare sarà come hanno fatto “quelli di prima”.

Ci ho pensato anche un po’ e sinceramente, caro Sindaco, Lei mi sembra in perfetta linea con gli amministratori di prima.  Anche su questa vicenda dei concerti in piazza. E in che cosa mai si discosterebbe? 

Come loro, non ha avuto il coraggio di sospendere i plateatici dei caffè in piazza. A tal punto che, è facile prevederlo, molti troveranno ben più conveniente sedersi a un tavolino di bar, dove ti danno pure da bere e da mangiare, spendendo alla fine meno del costo del biglietto. 

Si differenzia perché, al contrario di prima quando il palco era tenuto per settimane per ammortizzare i costi, lo avremo solo per due giorni? Lei è accusato di voler favorire il signor Fornaciari, lo sa bene, che dal passaggio in piazza ha tutto da guadagnare in pubblicità per il suo tour. 

E già le polemiche fioccano. Comitati e associazioni le hanno dichiarato guerra, accusandola di aver privatizzato la piazza senza un progetto organico. Che proprio non ha. Sarebbe in verità difficile sostenere che tale concerto possa rientrare in qualcosa di organico. Mentre, da come ha gestito la cosa, ha tutta l’aria di un’ennesima improvvisazione. O di una graziosa concessione del potente al guitto di turno che gli ha allietato una serata. 

Così che nemmeno questa volta si è usciti dallo spot casuale in Piazza San Marco. Mentre per molti versi sarebbe quanto mai interessante poter conoscere le ragioni e la storia di questo rapporto tra la città e il cantante. Così, per allontanare in primo luogo i mali pensieri, “pinsieri nivuri” come direbbe il nostro Camilleri, che Lei già ben conosce. Sono certa che Lei ben mi capisce, Signor Sindaco. 

Mi ricordava un amico proprio stamattina come in decine di località nel nostro bel paese abbiano svolgimento concerti estivi senza tante polemiche. E mi portava l’esempio di Ferrara che ha mille posti a sedere. Di Modena. Di Piazza Unità d’Italia a Trieste, che con milletrecento sedute da anni ospita eventi musicali con buon successo. Di mio potrei ricordarLe, Signor Sindaco, gli esempi positivi di Taormina o di Sesto al Reghena. O di Verona. Ma si potrebbe andare avanti. 

Piazza San Marco ha circa quattromila posti. Chi sta in fondo non vede nulla e subirà la beffa di aver pagato un biglietto mentre dai caffè circostanti un pubblico comodamente seduto potrà godersi lo spettacolo. Non so se lo sa, Signor Sindaco, ma a Trieste i locali della piazza non fanno le barricate e nei giorni di concerto si adeguano chiudendo addirittura prima del solito orario.

I nostri, invece, forse perché più blasonati, si sentono padroni del “più bel salotto del mondo”, come con insostenibile provincialismo ancora definiamo la piazza che è ridotta a bazar e da cui ormai fuggono i negozi migliori. E dettano legge e Le impongono, a Lei decisionista, di scendere a patti. 

In tutto e per tutto come avveniva “con quelli di prima”, da cui lei quasi in nulla in sostanza si discosta, apparendo sempre più come un loro rassegnato epilogo. Più ciarlone, quanto ad annunci, cui poco o nulla fa in genere seguire.

Con qualche corposo sospetto d’intrallazzo personale, quanto alla scelta del cantante. Premiando gli amici anche in piazza, come già ha fatto distribuendone a iosa nei consigli di amministrazione delle società partecipate con le nomine decise. 

Con la prevedibile ondata di polemiche che seguiranno all’evento. E già qualche collega anziano nelle redazioni dei quotidiani locali, incredulo di fronte a tanta pacchia che gli risparmia il lavoro, rispolvera articoli scritti sette anni addietro. Una rapida rimaneggiata e saranno pronti per essere di nuovo pubblicati. A Venezia non cambia mai nulla, e se cambia, si va in peggio. Anche con Lei, Sindaco Brugnaro. 

No, san Marco no, Signor Sindaco ultima modifica: 2018-05-23T16:42:47+00:00 da BÄRBEL SCHMIDT

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento