Grazie Alexandria. I love NY

La sorprendente, straordinaria vittoria di una ventottenne socialista di origini portoricane contro un notabile del Partito democratico nelle primarie per il Congresso nel distretto di Bronx e Queens
scritto da JOHN JAY DEER

Ventotto anni, attivista di origine portoricana, Alexandria Ocasio-Cortez ha battuto un notabile del partito nelle elezioni primarie democratiche nel diciottesimo distretto di New York City (Bronx e Queens) per la camera dei rappresentanti. Alexandria ha stravinto contro Joe Crowley, 56 anni, dieci legislature alle spalle, il quarto più importante deputato nella gerarchia del gruppo democratico alla House e il più autorevole aspirante, fosse stato riletto, alla leadership del gruppo stesso, al posto di Nancy Pelosi: 57,5 per cento contro il 42,5

Lo sconfitto, inoltre, godeva dell’appoggio dei maggiorenti del partito dello stato di New York, con Andrew Cuomo in testa. Anche per Cuomo una bella mazzata, e un pessimo auspicio: il governatore dovrà affrontare nelle primarie democratiche di settembre, nel tentativo di ottenere un secondo mandato, Cynthia Nixon, che ha appoggiato la candidatura di Ocasio-Cortez.

Crowley ha goduto di notevoli finanziamenti, ha speso diciotto volte più di quanto abbia speso la sua avversaria, che anche per questo può dire:

Abbiamo battuto un apparato con un movimento, ecco che cosa abbiano fatto oggi.

Quanto è successo martedì scorso, nelle primarie di NYC, dimostra

quel che succede quando offri una scelta alla gente. La gente partecipa, e rigetta lo status quo,

ha commentato Cynthia Nixon dopo la vittoria di Alexandria Ocasio-Cortez.

Le fa eco Matt Blizek, di MoveOn, che ha dato man forte alla candidata vincitrice:

Questi risultati sono una scossa lungo tutto l’arco dell’establishment democratico a Washington: una giovane, appartenente a una minoranza, una coraggiosa militante del Resistance Movement non è stata ad aspettare di essere unta dai poteri stabiliti. Gli americani di ogni provenienza di vita che chiedono il cambiamento stanno prendendo in mano le redini del potere e mostrano al Partito democratico com’è il futuro.

Nativa di Bronx, orgogliosa delle sue ascendenze portoricane, membro dei Democratic Socialists of America, impegnatissima contro le misure anti immigrazione di Trump, Alexandria è stata molto attiva nella campagna presidenziale di Bernie Sanders, nel 2016. La sua è dunque anche la vittoria della sinistra che si rifà a Bernie. Di cui ha ripreso alcuni dei suoi temi di battaglia, l’assistenza medica per tutti, la politica abitativa per i meno abbienti e  la riforma della giustizia che penalizza fortemente le minoranze. Si definisce socialista e si rifà anche al laburista Jeremy Corbyn.

Ma la sua è anche una vittoria emblematica nel momento che vive l’America – lei che incarna il crogiolo della multietnicità e del multiculturalismo che le politiche discriminatorie e xenofobe dell’amministrazione Trump, l’America che Trump cerca di annientare.

A novembre Ocasio-Cortez dovrà vedersela con il repubblicano Anthony Pappas, professore di economia alla St. John’s University.

Grazie Alexandria. I love NY ultima modifica: 2018-06-27T23:24:24+00:00 da JOHN JAY DEER

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