“Pd, l’errore d’aver scelto Marchionne”. Parla Piero Ignazi

"Per gli elettori l’immigrazione conta molto meno dei temi economici e sociali. Da qui deve ripartire il Partito democratico", dice il politologo dell'ateneo bolognese
scritto da Matteo Angeli

Dopo l’ennesima sconfitta fragorosa dei Dem, in occasione del secondo turno delle comunali, ci si interroga sul perché gli elettori, anche quelli tradizionalmente di sinistra, abbiamo scelto di sostenere soggetti politici radicalmente diversi, come 5 Stelle e Lega.

È una questione di caratteristiche dell’elettorato o piuttosto delle politiche condotte dagli ultimi governi di sinistra? Ne abbiamo discusso con Piero Ignazi, professore di politica comparata all’università di Bologna.

Piero Ignazi

Professor Ignazi, come valuta la disfatta della sinistra nelle sue tradizionali roccaforti in occasione del secondo turno delle elezioni comunali di domenica scorsa?
È l’ultima di una serie di sconfitte che ha inizio nella primavera del 2016. Segna il declino di un Pd rinnovato nella veste del suo nuovo leader, che non è stato in grado di raccogliere altri successi se non quello iniziale del 2014 (alle elezioni europee, ndr).

Pensa che la débâcle di domenica sia paragonabile a quella di fine anni Novanta, quando, per esempio, Giorgio Guazzaloca divenne sindaco di Bologna?
No, non c’è niente in comune. Oggi è tutto diverso.

Alle recenti comunali, elettori che dieci anni fa votavano a sinistra hanno votato per 5 Stelle e Lega. Pensa che sia un fatto culturale? Una parte dell’elettorato tradizionalmente di sinistra è da sempre contro la società aperta?
Assolutamente no, direi piuttosto il contrario. Quella della società aperta è una gran bella idea ed essa ha trovato nella sinistra la sua espressione migliore, nei temi di solidarietà, per esempio quando si parlava della solidarietà internazionale con i popoli in lotta per l’indipendenza. Quindi da questo punto di vista non vedo alcun problema di tipo culturale.
Il problema ha a che vedere con cose più terra a terra, legate alle politiche che sono state condotte in questi anni dai governi di sinistra. Sempre su questo tema, va notato che il Pd non ha saputo valorizzare il lavoro dell’ex ministro dell’interno Marco Minniti, che è l’unico ad aver dato risposte di sinistra al problema della sicurezza.

In uno scenario politico dove 5 stelle e Lega sono forti di due leader carismatici, non è un problema per il Pd essere senza un leader degno di questo nome?
No, questa è una situazione transitoria e di breve periodo, che verrà risolta entro qualche mese. Non si tratta certo di un problema strutturale.

Da cosa può ripartire il Pd per risalire la china?
I problemi sentiti dall’opinione pubblica sono chiari. Sono quelli, in primo luogo, relativi all’economia. In questo senso, per l’opinione pubblica l’immigrazione ha un ruolo molto basso in termini di importanza. Non crediamo che quello che enfatizzano i politici sia quello che pensa la stragrande maggioranza degli elettori! Questi sono preoccupati dalle questioni economiche. Il problema riguarda il tipo di prospettiva che il Partito democratico può dare sul piano economico e finanziario, al fine di farsi di nuovo interprete delle domande di larga parte della popolazione.

Di quali domande parla?
Sono sempre le stesse: occupazione, lavoro dignitoso – che non sia troppo precarizzato, possibilità di ascesa sociale. Sono quelle domande che sono sempre venute da sinistra e alle quali il Partito democratico non ha sempre corrisposto.

I 5 Stelle rispondono meglio del Partito democratico a queste domande?
Sì, è proprio questo il punto.

Cosa pensa di un eventuale alleanza tra Partito democratico e 5 Stelle?
Per adesso è fuori discussione. Sottolineo, per adesso.

Potrebbe dirmi una cosa di sinistra che se fatta permetterebbe al Pd di rilanciarsi?
Il Pd dovrebbe ripensare la sua politica economica e sociale. Ciò vuol dire ripartire dalle esigenze non tanto degli industriali ma dei lavoratori. Il problema è che ha scelto Marchionne invece che gli operai.

“Pd, l’errore d’aver scelto Marchionne”. Parla Piero Ignazi ultima modifica: 2018-06-27T16:48:49+02:00 da Matteo Angeli

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