Harley Davidson: la moto, il sogno

È uno dei miti del ventesimo secolo, un simbolo del sogno americano. Per generazioni. Oggi l’Harley Davidson lascia gli Stati Uniti (almeno la produzione delle moto che vende in Europa). Uno dei risultati della guerra commerciale di Trump.
scritto da ENRICO SUNSERI

Qual è la materia dei sogni? Quella che vogliamo dargli. Nel nostro caso, l’American dream (il sogno americano) è fatto di una motocicletta: l’Harley Davidson. American? Mah, staremo a vedere perché l’Harley Davidson ha intenzione di delocalizzare ulteriormente la produzione delle proprie moto a causa dei dazi che l’Unione Europea ha posto sulle importazioni dagli States.

La realtà che sta dietro al sogno inizia nel 1902, quando William Harley e Arthur Davidson costruirono il loro primo prototipo in un garage di Milwaukee. Nel 1904 nacque il marchio ufficiale Harley-Davidson e nel 1906 venne creato il primo impianto produttivo che è tuttora la sede principale della compagnia.

Insomma, una delle tipiche storie di un inizio secolo dominato dalla rivoluzione industriale.

La vera svolta per l’HD avvenne durante la prima guerra mondiale. Gli Stati Uniti vi entrarono nel 1917 e chiesero all’HD una fornitura di moto per le operazioni belliche. La fornitura complessiva fu di 45.000 esemplari e ciò, unito al fatto che HD forniva moto a praticamente tutte le polizie degli Stati Uniti, ne fece il maggior produttore di motociclette in tutto il mondo.

La naturale selezione che avviene in un’economia di mercato e, soprattutto, la mazzata della Grande Depressione negli anni Trenta fecero rimanere solo due produttori di rilievo: la Indian e l’Harley Davidson. Così, all’inizio della seconda guerra mondiale, a chi si rivolsero le forze armate americane per una fornitura di motociclette? Non alla Indian…

Finita la seconda guerra mondiale, la HD conosce una grande, considerate le condizioni, diffusione in Europa. Due componenti importanti di questa diffusione furono il surplus di produzione per le forze armate americane e il fatto che moltissime HD vennero abbandonate per strada dai soldati americani con la massima tranquillità…

Qui inizia il nostro sogno. La dimostrazione di potenza e l’impressionante quantità di materiale che gli americani avevano mostrato di avere a disposizione durante la guerra avevano impressionato, per non dire marchiato, gli europei. E anche dopo, tra il 1948 e il 1949, gli americani dettero un’altra dimostrazione di potenza logistica e materiale ponendo fine, dopo 462 giorni al blocco di Berlino iniziato dall’Unione Sovietica. Senza sparare un colpo, ma facendo atterrare un aereo carico di rifornimenti più o meno ogni due minuti. Al giorno, per più di un anno.

Insomma, gli americani sembravano forti, ricchi e generosi e si aspirava a essere come loro (ricorda niente Carosone?) e l’Harley Davidson faceva parte del corredo. Niente di meglio di un Harley Davidson per percorrere l’American way of life.

Ma l’HD è stato uno dei mezzi che ha fatto intravedere anche qualche lato oscuro di questo sogno. Marlon Brando era il capo di una banda di motociclisti ne Il Selvaggio (1953) e il suo avversario era Lee Marvin (il “Chino”). È vero che Marlon Brando girava su una Triumph ma Lee Marvin girava su una Harley Davidson, così come tutto il film era pieno di Harley. E non vi dico di più così andate a vedervi il film che ha creato lo stile “macho”…

Più caustico è divertente, si potrebbe dire la versione cinematografica di Carosone, è Alberto Sordi nell’indimenticabile interpretazione di Nando Meliconi (Un americano a Roma, 1954) che, nella sua esilarante smania di omologazione al modello americano, in qualche sequenza, guida una Harley Davidson.

Ma Easy Rider (1969) ha forse mostrato la faccia più oscura dell’American dream. Anche qui non vi dico altro, ma sappiate che le Harley Davidson sono coprotagoniste.

Le Harley sono state mezzi (in tutti i sensi) per mostrarci le facce brutte e belle di un sogno, quello americano, che ha caratterizzato una buona metà del ventesimo secolo. Cosa succederà nel ventunesimo? L’Harley Davidson ci farà sognare ancora? Difficile dirlo.

È iniziata una guerra commerciale e forse è iniziata anche l’alba, il momento in cui tutti i sogni muoiono.

Harley Davidson: la moto, il sogno ultima modifica: 2018-07-06T23:02:48+00:00 da ENRICO SUNSERI

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