Il divo Ronaldo e il raccoglitore di pomodori

"Non ho ragione di invidie o critiche nei confronti delle star del calcio. Mi spiazza invece chi – quasi tutti – non si rende conto  della differenza stellare di guadagno fra chi lavora nei campi per tre euro al giorno e chi calcia un pallone"
scritto da MARIA LUISA SEMI

Non sono una sportiva, soltanto una modesta tifosa. Un tempo preferivo il ciclismo in quanto sport individuale, ma oggi non è molto seguito: c’è soltanto il calcio. Seguo con interesse le partite alle quali partecipa la nazionale italiana  e – non so perché – sono juventina. Forse perché il bianco e nero mi sembrano eleganti, a fronte del giallo/rosso o del rosso/nero. Il tifo ha dell”irrazionale.

Mi diverto ai rigori, capisco quando si verifica il motivo per un calcio d’angolo; ma – ignoranza o disinteresse – non mi rendo conto del “fuori gioco”.

Insomma una capra.

Tuttavia di altro m’interesso. Pare che il divo Ronaldo venga acquistato – bel termine – dalla Juventus. Ricordo una bella frase (mi pare di Nereo Rocco): “Io la merce la guardo dalle mutande”; geniale.

Sembra che il prezzo s’aggiri sui cento milioni. Si tratta, per fortuna, di un commercio fra privati e quindi niente da dire. Quello che invece mi colpisce è lo “stipendio”che il soggetto si beccherebbe ogni anno: la bellezza di trenta milioni all’anno per quattro anni. E anche qua si tratta di commercio privato: come acquistare una borsa di Hermes o di una pelliccia di Fendi.

Ma… la gente? Leggo che giustamente tutti o quasi protestano o peggio per gli stipendi o indennità o pensioni di parlamentari o di amministratori di banche o di grandi imprese. A fronte di pensioni da sopravvivenza, di stipendi da fame – circa 1200 Euro al mese per gli insegnanti, ad esempio – non vedo nessuno indignato per questi guadagni. Perché? Sembra normale che un ragazzo, bravissimo, per carità, passi le giornate in allenamenti faticosi, vada in campo e magari segni un goal o esegua una parata da favola, e venga in tal modo pagato.

Si dirà: ma a quarant’anni anche un campione è fuori combattimento. Vero, ma prima, a quei livelli, quanto ha accumulato e, se non è uno stupido, come ha investito?

Totti mi è pure simpatico, ma la folle sceneggiata del suo matrimonio, la ricordiamo?

Non c’è comunque soltanto il guadagno dovuto alla professione; ci sono gli spot pubblicitari. Ovviamente, spero, sui guadagni, tutti, saranno versate le imposte, ma Del Piero col  passerotto, Chiellini con l’assicurazione, mi pare, Buffon con qualcosa d’altro, e….ancora, quanto incassano?

Certamente, se mi offrissero mille miliardi, regolarmente, non so per qual motivo, non li rifiuterei. E quindi non ho ragione di invidie o critiche nei confronti dei divi calciatori. Mi spiazza invece l’atteggiamento, la mentalità di chi – quasi tutti – non spende una parola di critica, non si rende conto  della differenza stellare di guadagno fra chi raccoglie pomodori per tre euro al giorno, e chi calcia un pallone.

Capacità, bravura, intuito nel gioco e altre caratteristiche non discutono, certo, ma, secondo me, una critica o almeno una riflessione non starebbero male.

Il divo Ronaldo e il raccoglitore di pomodori ultima modifica: 2018-07-06T19:56:20+00:00 da MARIA LUISA SEMI

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