Trump passerà, la “sua” Corte suprema gli sopravviverà

La nomina del cattolico integralista Brett Kavanaugh a nono giudice (a vita) del massimo organo costituzionale ne cambia i rapporti di forza al suo interno a favore della destra conservatrice
scritto da JOHN JAY DEER

Trump terminerà il suo mandato tra un paio d’anni. Potrebbe ottenerne un secondo. La sua presidenza finirebbe nel 2024. In entrambi i casi, il trumpismo gli sopravviverà per un bel po’ di anni, incarnato nella nuova maggioranza che si profila nella corte suprema (Supreme Court of the United States, SCOTUS).

La nomina di Brett Kavanaugh nono giudice della SCOTUS porta infatti questo segno inquietante. Una svolta storica, se la sua nomina – una carica a vita – sarà approvata dal Congresso.

Cattolico ultraconservatore, 53 anni, Kavanaugh è attualmente giudice presso la corte d’appello di Washington. Negli anni di Bush padre, lavorò alla Casa Bianca come consigliere giuridico. È stato inoltre nel team inquirente che ha indagato sul caso Lewinsky e sulla procedura di impeachment nei confronti di Bill Clinton.

Con Kavanaugh, che prende il posto del dimissionario Anthony Kennedy, Trump riempie una seconda casella della Corte, dopo la nomina nel 2017 del giudice conservatore Neil Gorsuch. Con la nomina di Kavanaugh si profilerebbe una solida maggioranza di cinque giudici ultraconservatori contro quattro progressisti.

L’approvazione della nomina di Kavanaugh è a rischio al senato ma dovrebbe passare per un voto, secondo i calcoli attuali, mentre non è garantita alla camera dove la maggioranza dei repubblicani è risicata. Trump deve assolutamente fare votare la nomina prima delle elezioni di medio termine che potrebbe ribaltare la situazione a favore dei democratici, con le evidenti conseguenze sulla sorte di Kavanaugh.

Sostenitore convinto dei poteri esecutivi del presidente, difensore delle ragioni della lobby delle armi da fuoco, è atteso al varco della possibile revisione del diritto costituzionale alla libertà d’interruzione della gravidanza (sancito della Corte suprema nel 1973 con la sentenza Roe v. Wade), di nuovo messo vigorosamente in discussione dalla base elettorale di Trump.

Lo scorso ottobre, Kavanaugh aveva sottoscritto l’ordine emesso da un panel di giudici, di cui era parte, che impediva a un’immigrata diciassettenne reclusa in Texas di poter interrompere immediatamente la gravidanza. Questo precedente non dice tutto sulle posizioni di Kavanaugh in materia di aborto, ma dice molto.

A giudicare dalla folla di attivisti anti-aborto con cartelli “l’aborto è un crimine” di fronte alla Corte suprema, a cui s’opponevano manifestanti pro-choice con cartelli “non criminalizzate la scelta delle donne” è chiaro che la revisione del diritto d’aborto è una delle ragioni-chiave della nomina di Kavanaugh.

Finora il voto del giudice Kennedy è stato il voto oscillante e decisivo su diverse materie rilevanti in casi nei quali il fronte conservatore e quello progressista erano in pareggio: questioni come i diritti dei gay, la libertà di portare armi da fuoco, la pena di morte, le quote riservate alle minoranze, e il diritto all’interruzione della gravidanza.

“Questioni enormemente importanti sono in bilico” con la scelta di Kavanaugh, ha detto il leader della minoranza democratica al senato Chuck Schumer annunciando una dura battaglia per impedirne la conferma.

Trump passerà, la “sua” Corte suprema gli sopravviverà ultima modifica: 2018-07-10T20:39:39+00:00 da JOHN JAY DEER

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