L’Iran cancella Conte

La conferenza stampa congiunta dopo il vertice con Trump è dominata da un tema estraneo al summit, l'apertura del presidente statunitense a un incontro con il presidente iraniano
scritto da GUIDO MOLTEDO

[BOSTON]
La vera notizia dell’incontro Trump-Conte alla Casa Bianca cancella tutto il resto, compreso il sostegno convinto dell’amministrazione americana alle politiche anti-immigrati messe in atto dall’attuale governo italiano, il tema che, altrimenti, avrebbe caratterizzato e dominato il summit nel circuito mediatico.

La notizia è che Donald Trump si dice disponibile “in qualsiasi momento vogliano [gli iraniani] e “senza precondizioni” a incontrare il presidente iraniano Hassan Rouhani.

La sorprendente apertura segue una recente mitragliata di tweet minacciosi all’indirizzo dell’Iran, un’escalation della guerra di parole che sembra preliminare alla guerra vera e propria.

Adesso la mossa del presidente ha lo scopo evidente di spostare nuovamente l’interesse mediatico dove vuole lui mentre la saga del Russiagate promette nuove ghiotte, imbarazzanti puntate. Ha anche lo scopo di dare un senso, di conferire una “logica” alla sua politica internazionale, una diplomazia basata sulle relazioni faccia a faccia personali, che spiega e giustifica anche un incontro a dir poco controverso come quello con Vladimir Putin. Un approccio che alterna alla disponibilità al dialogo diretto minacce e insulti (con tutti, ma non con Putin).

Avere scelto la conferenza stampa congiunta con Giuseppe Conte dà la misura della scarsissima considerazione nei suoi confronti e nei confronti dell’Italia. Conte scompare di fronte alla portata dell’annuncio rivolto a Teheran.

Trump, peraltro, aveva speso parole molto lusinghiere all’indirizzo dell’ospite italiano, appoggiando in toto la politica del suo governo in materia d’immigrazione.“He’s a man who is doing a fantastic job”, “è un uomo che sta facendo un lavoro fantastico”. Ma si è ben capito che le sue parole erano soprattutto funzionali alla difesa della “sua” politica anti-immigrati, in un momento in cui la questione del muro di divisione con il Messico torna al centro dello scontro con i democratici al Congresso in vista delle elezioni di medio termine. Nel merito è stato poco amichevole nel ricordare il disavanzo americano di 31 miliardi di dollari nell’interscambio con l’Italia, annunciando che andrà raddrizzato.

@lefrasidiosho

Conte non ha fatto una gran bella figura, non sapendo interagire in inglese né col presidente né con i cronisti americani, né nelle domande né nelle risposte. Ma com’è davvero l’inglese del presidente del consiglio (non vanta anche la frequenza a Yale? O non sarà un’altra bufala come la frequenza della NYU?)?

A Trump hanno dato evidente fastidio la lunghezza delle risposte di Conte e il suo linguaggio tecnocratico. Alla fine della conferenza stampa non ne poteva più dell’ospite. A Trump va a genio un altro tipo di persone. Ma, vista l’imbarazzante ansia del presidente del consiglio italiano di ricevere la benedizione presidenziale, è stato, a parole, generoso di complimenti.

Il giorno dopo, come volevasi dimostrare. Il NYT pubblica la notizia dell’incontro di Donald Trump con Giuseppe Conte, cinque righe incastonate in un articolo completamente dedicato all’apertura nei confronti della leadership iraniana.


articolo aggiornato, ore 11. 31 luglio 2018

L’Iran cancella Conte ultima modifica: 2018-07-30T22:00:46+00:00 da GUIDO MOLTEDO

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