Quel filo neroverde tra Laguna e Abruzzo

Le squadre di calcio del Venezia e del Chieti hanno gli stessi colori. C'è una ragione, c'è una storia singolare che racconta perché
scritto da G. CROVATO A. RIZZARDINI

Numerose e autorevoli sono le pubblicazioni che ripercorrono la storia e l’evoluzione degli sport moderni nella nostra area metropolitana, con particolare riguardo al gioco del calcio. È doverosa anche la citazione della ricerca curata dagli autori di questo articolo che hanno ripercorso la vita e l’opera di Costantino Reyer e Pietro Gallo, ginnasiarchi e antesignani, con Emilio Baumann, del progresso dello sport italiano, tra Ottocento e Novecento, tra la fondazione della FGI, Federazione Ginnastica Italiana, nel 1869 (a Venezia) e la nascita delle società che sviluppano specifiche attività sportive, ad esempio la “Virtus Bologna” nel 1871, e a Venezia la “Reyer” nel 1872, la Palestra Marziale nel 1892, la Juventus Venezia nel 1903, il Venezia Foot Ball Club nel 1907, il Mestre Foot Ball Club e i Volontari Venezia nel 1909. 

Personaggi diversi accompagnano Costantino Reyer e Pietro Gallo, animando trasversalmente la comunità veneta, distinguendosi con successo in variegati ambiti, dallo sport alla cultura, dalla politica all’imprenditoria, come Giovan Battista Bizzarri a Chioggia, Giovanni Orsolato con la Società Ginnastica Educativa di Padova, Francesco Fidora con la Ginnastica Trevigiana, Alberto Masprone atleta della “Bentegodi” e calciatore della Hellas Verona, Antonio Libero Scarpa fondatore della Associazione del Calcio in Vicenza, Arnoldo Cibin, Davide Fano, Antonio Fradeletto, Piero Foscari, Giuseppe Falciai, attivi a Venezia e a Mestre e numerosi altri.

Curiosa e divertente anche la produzione letteraria che riguarda il colore delle maglie, tra verità storiche, leggende e tradizioni inventate. È nota la storia del colore delle magliette della Juventus di Torino nel passaggio tra il “rosa” e il “bianconero”; con il “rosa” ereditato dalla squadra di foot ball del Liceo “D’Azeglio” di fine Ottocento. In ambito locale è interessante il passaggio tra il “rossoblu” e il “neroverde” del Venezia. Dai colori delle società fondanti la nuova squadra di calcio nel 1907, il “rosso” della “Reyer” e il “blu” della “Palestra Marziale”, al “neroverde”, dove nero è il colore della gondola e verde quello della Laguna. Presidente della “Marziale” è Antonio Fradeletto, ex allievo del Liceo “Foscarini”, che coltiva la passione di Pietro Gallo, insegnante dello stesso liceo, “allenatore” che accompagna nel 1894, a Rovigo, la squadra dei liceali veneziani ad una “esibizione” di calcio organizzata da Francesco Gabrielli. Fradeletto, studente e ginnasta modello, diventerà nel prosieguo segretario accademico dell’Ateneo Veneto, ideatore con Riccardo Selvatico della prima Biennale d’Arte, vice-presidente della “Reyer”, deputato al Regno d’Italia e ministro tra il 1917 e il 1919 del governo Orlando.

È recente e originale la ricerca dello storico teatino Marino Valentini dal titolo Chieti, Venezia e una cassa: storia di amicizia tra le due città. Il periodo storico è quello che segue la disfatta di Caporetto del 1917. Le città di Firenze e Chieti dichiarano la propria disponibilità ad aiutare i veneti, facendosi carico di dare ospitalità agli sfollati e al materiale degli archivi cittadini. A Firenze trova riparo la biblioteca della Marciana e l’amministrazione della Cassa di Risparmio di Venezia. Chieti accoglie i documenti dell’anagrafe comunale e la sede del distretto militare. Complessivamente in Abruzzo trovano ospitalità 13.300 veneti di cui 4.800 veneziani, in larga misura nella città di Chieti. 

Alla fine del conflitto i veneziani salutano con affetto la città di Chieti e lasciano in loco una cassa di legno. All’inizio i teatini pensano a una dimenticanza, ma poi scoprono che a lasciare la cassa sono soci, simpatizzanti e collaboratori del Venezia Foot Ball Club, fondato nel 1907 a Venezia. Nella fuga dopo Caporetto avevano portato anche le divise originali “neroverdi”. Per riconoscenza e per la fraterna ospitalità anche sportiva ricevuta avevano lasciato a Chieti la cassa contenente le divise originali della squadra veneziana. Le maglie vengono subito usate dalla squadra teatina che sta muovendo i primi passi nel mondo del calcio. Poco dopo, nel 1922, viene fondata la squadra di calcio di Chieti che assume, per amicizia verso Venezia, i colori “neroverdi”. I destini delle due squadre in un secolo di storia hanno alterne fortune, ma sempre accompagnate dal “neroverde” che suggella un’amicizia e un gemellaggio “secolare”. Forza Chieti e forza Venezia!

Nell’immagine in apertura il Venezia foot ball club, 1912

 

Quel filo neroverde tra Laguna e Abruzzo ultima modifica: 2018-12-10T18:19:54+00:00 da G. CROVATO A. RIZZARDINI

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