El Salvador. La destra “social” vola nei sondaggi

Se i sondaggi saranno confermati, nelle presidenziali di febbraio il piccolo paese centroamericano virerà a destra. Il trentasettenne Nayib Bukele, ex sindaco di San Salvador che si presenta come il “nuovo”, grazie anche alla comunicazione che corre nelle reti sociali, sembra ampiamente in testa.
scritto da CLAUDIO MADRICARDO

Se i sondaggi saranno confermati dal voto dei circa quattro milioni di salvadoregni che il 3 febbraio 2019 andranno a eleggere il nuovo presidente, il piccolo paese centro americano confermerà la nouvelle vague che da qualche tempo pare si stia imponendo in America Latina e virerà a destra. Seguendo la scia di Argentina, Colombia e per ultimo Brasile, metterà probabilmente fine al governo del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (Fmln), gli ex guerriglieri che hanno governato per anni El Salvador.

Per quanto piccolo geograficamente, il paese centroamericano testimonia quindi di un fenomeno che pare diffondersi a macchia d’olio nel continente, e naviga in mezzo alla profonda disillusione per uno sviluppo di là da venire, taglieggiato dalla corruzione e dalla violenza delle “pandillas” e delle “maras” che hanno instaurato un’economia illegale parallela che si sovrappone a quella ufficiale. Su una popolazione di poco più di sei milioni di abitanti, secondo dati della polizia risalenti al 2017, nel paese vivono 64.587 appartenenti alle bande criminali, di cui 41.151 liberi, mentre 21.426 sono in carcere.

In questa situazione, il governo del Fmln è accusato di non aver saputo agire per far uscire El Salvador da una condizione vissuta con sempre più con insofferenza da parte dei cittadini, e di non aver fatto nulla per modificare la struttura economica del paese che in larga parte si basa sull’agricoltura da piantagione concentrata nelle mani di pochi latifondisti. Non deve quindi sembrare strano se l’ultimo sondaggio condotto dai gesuiti della Universidad Centroamericana (Uca) tra la metà di novembre e l’inizio di dicembre ha assegnato a Hugo Martínez, ex ministro degli esteri e attuale candidato alla presidenza, solo il 10,6 per cento delle intenzioni di voto.

Hugo Martínez, ex ministro degli esteri e attuale candidato Fmln alla presidenza, sembra guadagnare solo il 10,6 per cento delle intenzioni di voto.

Se le inchieste demoscopiche si riveleranno esatte, a disputarsi la carica di presidente del Salvador saranno quindi le destre. Quella di Carlos Calleja, candidato di Alianza Republicana Nacionalista (Arena) e proprietario di una catena di supermercati, si attesta su un 19,7 per cento delle preferenze. Per lui si profila un modesto risultato che si può comprendere se si pensa al fatto che Arena non appare certo una novità nel panorama politico del paese, stanco e sempre più voglioso di voltare pagina.

Carlos Calleja, candidato di Alianza Republicana Nacionalista (Arena) e proprietario di una catena di supermercati, si attesta su un 19,7 per cento delle preferenze.

Si spiega così, allora, come il vero favorito appaia sempre più Nayib Armando Bukele Ortez: personaggio “nuovo”, o che almeno – come molti suoi concittadini sono disposti a pensare – possa portare quella scossa capace di cambiare la situazione stagnante del paese. Trentasettenne, Bukele ha governato come sindaco di Nuevo Cuscatlán dal 2012 ed è stato eletto sindaco di San Salvador nel marzo 2015, sempre con i voti del Fmln.

Con l’andar del tempo, però, i rapporti tra il giovane imprenditore – proprietario di Yamaha Motors El Salvador, un conglomerato di media mainstream e diverse altre aziende – e il Frente si sono andati via via raffreddando, fino a quando nell’ottobre 2017 Bukele è stato espulso con l’accusa di fomentare divisioni all’interno della formazione dell’ex guerriglia. Bukele ha saputo conquistare la popolarità tra i suoi concittadini per il buon governo, durante i suoi incarichi amministrativi, e per l’uso della rete, grazie a una comunicazione che in breve gli ha consentito di apparire, a confronto dei due partiti tradizionali, come l’uomo nuovo di cui El Salvador può aver bisogno.

Se prima Bukele ha dovuto salire sull’allora torpedone vincente del Fmln per affacciarsi alla politica, con l’andar del tempo ha espresso posizioni che male si conciliavano con la sinistra, per quanto annacquata com’è quella degli ex compagni di cordata. Alla fine, la decisione di presentarsi a capo di Gran Alianza por la Unidad Nacional (Gana), una formazione di destra differente da quella tradizionale rappresentata da Arena, appare come il risultato di una lunga marcia il cui obiettivo era l’affrancarsi dal politichese e dalle indeterminatezze del Fmln per affermare se stesso come leader di statura nazionale all’altezza della situazione.

Bukele ha saputo conquistare la popolarità tra i suoi concittadini anche grazie all’uso della rete, che gli ha consentito di apparire come l’uomo nuovo di cui El Salvador può aver bisogno.

Ora l’ultimo sondaggio gli assegna addirittura un 44,1 per cento delle preferenze dei salvadoregni, stufi dell’offerta politica “istituzionale” e desiderosi di affidarsi alle ricette tecnocratiche del giovane Nayid Bukele che, come già Jair Bolsonaro in Brasile, ha modernizzato il suo messaggio facendolo correre sui social, dove ha pure fatto pesare l’avvio d’importanti opere infrastrutturali al tempo in cui era sindaco della capitale.

Se tutto procederà come da copione, il paese avrà voltato pagina decidendo di affidarsi a un “nuovo” all’apparenza affidabile e in parte collaudato, archiviando forse definitivamente il passato, alla fine dei conti deludente, in cui era chiamato a scegliere tra due schieramenti che si erano prima combattuti per dodici anni nella guerra civile e poi alternati al governo dopo la firma degli accordi di pace nel 1992. Senza riuscire, però, a mettere freno alla deriva criminale per cui El Salvador è noto in tutto il mondo, e soprattutto senza riuscire a individuare chiaramente il volano per una crescita economica della quale ci potrebbero essere tanti presupposti.

 

Nell’immagine di copertina, una schermata del profilo Instagram di Nayib Bukele.

El Salvador. La destra “social” vola nei sondaggi ultima modifica: 2018-12-14T19:48:37+01:00 da CLAUDIO MADRICARDO

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1 commento

El Salvador, la destra “social” vola nei sondaggi | Claudio Madricardo - Giornalista, scrittore e viaggiatore 18 Dicembre 2018 a 18:18

[…] Se i sondaggi saranno confermati dal voto dei circa quattro milioni di salvadoregni che il 3 febbraio 2019 andranno a eleggere il nuovo presidente, il piccolo paese centro americano confermerà la nouvelle vague che da qualche tempo pare si stia imponendo in America Latina e virerà a destra. Seguendo la scia di Argentina, Cile, Colombia e per ultimo Brasile, metterà probabilmente fine al governo del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (Fmln), gli ex guerriglieri che hanno governato per anni El Salvador. Il mio articolo su ytali. […]

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