Battisti. I punti cardine della civiltà politica e giuridica

Lo Stato democratico non è un boia come pensa l'attuale ministro dell'interno. Lo Stato democratico esegue la sentenza affinché siano ristabilite la verità e la giustizia. Ed essa divenga patrimonio comune delle vittime (tra cui lo Stato democratico) e i colpevoli. Questo ristabilisce il corso della società civile e rende la Giustizia così diversa dalla Vendetta.
scritto da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO

Solamente dei miserabili potevano utilizzare l’atto dovuto (e ricercato negli anni – va detto per onestà intellettuale – da più governi di destra, centro e sinistra) dell’ovvio obbligo a scontare una pena da parte di un pluricondannato in processi legali – plurimi e di tutti i livelli previsti nel nostro Stato democratico con una giustizia indipendente (pure troppo a volte) dal ministro della giustizia – per atti di violenza che è stato difficile persino catalogare tra gli atti di terrorismo, tanta la loro efferatezza e crudeltà (leggetevi fatti e sentenze e poi ne riparliamo).

Vale la pena precisare alcuni punti cardine della nostra idea di civiltà politica e giuridica: negli anni Settanta e Ottanta in Italia vigeva una democrazia con libere elezioni, non c’era nessuna guerra né guerriglia in atto; gli atti di violenza furono commessi da singoli o gruppi di singoli contro persone inermi, a volte avversari, tenaci e combattivi, ma inermi; contro forze dell’ordine impegnate a fare il loro dovere al servizio dello Stato democratico, cioè di tutti.

Le “deviazioni” di servizi segreti o di singoli o di gruppi di singoli, delle forze dell’ordine e delle forze armate, di iscritti alla P2 o altre consorterie furono non “deviazioni dello Stato” ma “deviazioni CONTRO lo Stato democratico” e dunque avrebbero richiesto un di più di anima democratica e non l’abbandono del metodo democratico. Non sono dunque alcuna giustificazione a omicidi infami come quello di Guido Rossa o del fratello di Peci, a Tobagi ucciso perché amico del papà e della mamma e dunque obiettivo a portata di mano o alle rapine a mano armata per fini personali di Battisti.

Non era giustificato l’uso della violenza da parte di Renato Curcio, che ha perso la moglie in un conflitto a fuoco per questa loro scelta comune e mai ha commesso atti di sangue; che ha comunque pagato il prezzo stabilito dalle corti di giustizia democratiche del suo Stato e come altri riconosciuto la fine di una tragica illusione di guerriglia e rivoluzione attraverso le armi… può avere giustificazione non solo fuggire la pena sanzionata ma anzi irridere la Corte, le vittime, lo Stato Italiano ?

Le polemiche con gli altri Stati sono stantie e inutilmente patriottarde: la cosiddetta dottrina Mitterrand e la linea di Lula, come oggi quella di Bolsonaro e altri, risponde a criteri direttivi di politica estera e interna, se volete a realpolitik. Noi ne sappiamo qualcosa su vicende israelopalestinesi e del mondo arabo.

Battisti oggi ha il dovere e il diritto di subire la giusta sentenza e poi di potersi “rieducare” come prevede la nostra saggia Costituzione, che ha permesso di sancire il divieto della violenza e, negli anni, a prezzo di eroi, di morti che non volevano esserlo, di uomini e donne comuni, di guidare il passaggio oltre gli “anni di piombo” con leggi, istituzioni, riflessioni culturali e storiche.

Il ministro Salvini all’aeroporto di Ciampino (foto da um tweet di @fraguarino)

Tutto ciò, la grandezza di una nazione che ha passato più di un decennio in cui c’erano oltre trecento tra morti e feriti all’anno, agguati nelle sezioni di partito, bombe incendiarie, uccisioni di giovani innocenti e meno innocenti nelle strade è molto di più e oltre la miseria di chi oggi sfrutta il momento che avrebbe dovuto essere di doloroso silenzio per le vittime e per il rischio democratico corso dal nostro Paese in quegli anni.

Di doloroso e composto silenzio anche di fronte alla esecuzione di una pena che colpisce un uomo che non ha capito e non è stato aiutato a capire, che sottomettersi alla sentenza avrebbe aiutato anche lui a non ingannare e a non ingannarsi più.

Lo Stato democratico non è un boia come pensa l’attuale, inadeguato, ministro dell’interno. Lo Stato democratico esegue la sentenza affinché siano ristabilite la verità e la giustizia. Ed essa divenga patrimonio comune delle vittime (tra cui lo Stato democratico) e i colpevoli. Questo ristabilisce il corso della società civile e rende la Giustizia così diversa dalla Vendetta.

Nell’immagine d’apertura l’arrivo a Ciampino di Cesare Battisti (foto da un tweet di @carlobonini)

Battisti. I punti cardine della civiltà politica e giuridica ultima modifica: 2019-01-14T18:23:30+02:00 da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO

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