“Cgil è il mio sindacato. Perché merita di esserlo”

"Nel nostro territorio, sono state centinaia le trattative e i presidi contro chiusure e licenziamenti ai quali si è opposta con fermezza, in molti casi ottenendo risultati insperati con la sola forza dei funzionari, delegati e lavoratori presenti."
scritto da ENRICO MAINI

È proprio in questi giorni che il mio sindacato si riunisce per eleggere il nuovo segretario nazionale a Bari e la situazione, che sembrava piuttosto incerta (candidati Maurizio Landini e Vincenzo Colla), va ora trovando una soluzione. La disponibilità dei delegati – ricordo 868 aventi diritto di voto – è sicuramente il valore aggiunto, tanto che già oggi le prime indiscrezioni danno Maurizio Landini – reggiano doc, operaio, ex saldatore, una vita passata nella Fiom metalmeccanici – come il nuovo segretario.

Ma ora vorrei fare alcune riflessioni, su come si è arrivati negli ultimi anni a offuscare – o meglio annebbiare, visto il clima qui nella pianura padana – un sindacato che tenta di fare da collante tra lavoratori, imprese e (perché no?) governi, in tempi in cui lo sfaldamento sociale e l’interesse individuale sembrano non aver mai una fine.

A Modena già dal 2011-12 la Cgil scendeva da sola in piazza con iniziative contro le politiche di austerità del governo Monti e la riforma Fornero; nel 2013-14 contro il governo Letta per riportare al centro del dibattito il lavoro; dal febbraio 2014 al dicembre 2016, sempre la Cgil da sola contro le politiche del governo Renzi e in particolare il Jobs Act, che ha provocato tanta incertezza nel mondo del lavoro.

Nel 2016 la Cgil raccoglieva cinque milioni di firme per presentare tre referendum di iniziativa popolare: per ripristinare l’articolo 18, per abolire i voucher e per la responsabilità in solido negli appalti da parte delle ditte appaltanti. Il governo Gentiloni riuscì a fermarli con l’abrogazione dei voucher e una riproposizione con piccole modifiche, che tradivano l’obiettivo iniziale Cgil e anche allora, fino a maggio 2018, le iniziative di protesta sono proseguite.

Maurizio Landini

Con l’avvento del governo Salvini-Di Maio, che prometteva grandi cambiamenti, la musica non è cambiata: prima la reintroduzione dei voucher in agricoltura e turismo; poi, quando in settembre dell’anno scorso Leu ha presentato un emendamento al Decreto dignità che chiedeva il ripristino dell’art.18, il governo dal pugno di ferro (soltanto coi deboli) ha votato contro al gran completo.

Sempre dal 2016 la Cgil si è attivata per una proposta di legge denominata “carta dei diritti universali del lavoro”, che prevede semplici e democratiche regole per rimettere il lavoro e il lavoratore al centro della vita quotidiana dell’Italia.

Nel nostro territorio, sono state centinaia le trattative e i presidi contro chiusure e licenziamenti ai quali la Cgil si è opposta con fermezza, in molti casi ottenendo risultati insperati con la sola forza dei funzionari, delegati e lavoratori presenti.

Direi che la Cgil ha fatto vedere coi fatti di essere presente in questo Paese e in questo territorio, e a lei – almeno una volta – qualcuno dovrebbe rendere merito.

“Cgil è il mio sindacato. Perché merita di esserlo” ultima modifica: 2019-01-24T14:05:05+01:00 da ENRICO MAINI

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