Motovedette francesi per i libici

La consegna dei natanti tra le proteste delle ong. E all’ombra dell’alleanza con il generale Haftar.
scritto da Marco Michieli

[Parigi]

Parigi consegnerà alla marina libica sei motovedette. Dopo l’Italia, la Francia è il secondo paese europeo che realizza un’azione di questo tipo. L’annuncio è stato fatto dalla ministra della difesa Florence Parly durante un incontro con il primo ministro libico Fayez al-Sarraj a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. Le imbarcazioni saranno consegnate alla Libia per la prossima primavera.

La portavoce del ministero della difesa ha dichiarato che:

Quest’azione s’inscrive nel quadro di sostegno della Francia agli sforzi della marina libica nella lotta contro l’immigrazione clandestina.

Secondo Médecins sans frontières si tratta però di una scelta sbagliata poiché i guardiacoste libici portano sistematicamente le persone che fuggono via mare in centri di detenzione che non rispettano la dignità umana:

Si tratta di un passo supplementare nella cooperazione europea con la Libia per rinforzare il controllo della sua frontiera al costo però delle condizioni di detenzione abiette per i migranti.

ha dichiarato a Le Monde Michael Neuman (Médecins sans frontières).

Qualche giorno fa in una lettera aperta cinquantaquattro ong avevano fatto appello a sostenere le operazioni di salvataggio e a cessare di rinviare i migranti verso la Libia, accusando i governi europei di complicità nella tragedia dei migranti che intraprendono la rotta marina tra l’Italia e la Libia. Molti racconti dei migranti, riportati dalle ong, parlano di maltrattamenti e violenze. E della loro vendita a gruppi armati o come schiavi.

Lo stemma della Guardia costiera libica

La Francia è impegnata con gli altri paesi europei nella contestatissima operazione Sophia. Lanciata nel 2015, dopo l’operazione di soccorso e di ricerca Mare Nostrum del governo italiano e la missione Triton dell’agenzia europea Frontex, la missione aveva come obiettivo quello di porre fine al traffico di essere umani tra la Libia e l’Italia.

Dopo il ritiro tedesco dall’operazione in disaccordo con la politica migratoria del governo italiano, la fine dell’operazione sembrava imminente. Invece proseguirà ancora per tre mesi (fino a marzo 2019). I problemi tuttavia non sono risolti.

Nonostante il calo degli arrivi dei migranti, manca ancora un accordo globale per riformare il meccanismo di Dublino, la ripartizione dei richiedenti asilo e la ripartizione temporanea dei rifugiati e dei migranti che sbarcano. E con le elezioni europee in avvicinamento è difficile che si trovi una soluzione.

Nel frattempo la situazione in Libia sta peggiorando. La Francia ha da tempo individuato nel generale Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, nell’ovest del paese, e l’alleato che può meglio servire gli interessi strategici francesi nell’area. Se Haftar riuscisse a conquistare Tripoli, come pare sia intenzionato a fare, la Francia sarebbe in una posizione geopolitica rilevante per poter esercitare la propria influenza su tutto il Sahel (Ciad, Mali e Niger).

Quello che sta succedendo nel sud della Libia è quindi estremamente importante. Il sud del paese detiene i più importanti giacimenti petroliferi. Qui si rifugiano jihadisti, trafficanti e gruppi ribelli del Ciad, Niger e Sudan, che hanno approfittato delle divisioni in Libia per fare di questa regione la loro base. A questa situazione si sono aggiunte i conflitti tribali e etnici tra Toubou, Tuareg e arabi per il controllo dl potere e dei vari traffici.

Il generale Haftar

L’Esercito nazionale libico (Anl) di Haftar sta avanzando proprio nella regione del Fezzan, nel sud-ovest del paese, dove i suoi uomini sono riusciti a strappare ai tuareg l’importante giacimento petrolifero di al-Charara, sito gestito fino a qualche mese fa da una joint venture tra francesi, spagnoli, austriaci e norvegesi.

A metà gennaio Haftar aveva lanciato questa offensiva globale con l’obiettivo di rendere sicura la parte meridionale del paese. Molti osservatori internazionali pensano però che si tratti di un modo per arrivare a Tripoli, dove risiede il governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Che ci sia un ruolo francese in quello che accade nella parte meridionale del paese lo segnala anche il bombardamento che l’esercito di Haftar e l’aviazione francese hanno effettuato sui ribelli del Ciad, che cercavano rifugio nel sud della Libia. In Ciad la Francia sta conducendo l’operazione Barkhane, che punta ad eliminare la presenza salafita dalla regione del Sahel e del Sahara e ad appoggiare l’azione militare del G5 Sahel (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad) il gruppo dei cinque paesi dell’area che puntano a stabilizzare l’area del Mali e a lottare contro il terrorismo fondamentalista islamico di Boko Haram.

Motovedette francesi per i libici ultima modifica: 2019-02-22T17:50:29+02:00 da Marco Michieli

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento