Notre-Dame, Greta e altri bersagli

scritto da ANTON EMILIO KROGH

In Italia ormai il sentimento dominante è l’odio, condito di rabbia  e frustrazione come fossero olio  e aceto  per l’insalata. Brucia Notre-Dame e i social si riempiono di commenti di una banalità sconcertante  in cui dobbiamo leggere che in fondo sono bruciate solo un mucchio di pietre, e che in altre parti del mondo si lanciano bombe, o arrivano terremoti. E giù con imprecazioni odiose contro chi ha “osato” rammaricarsi più di tanto per una chiesa distrutta. Come se  questo implicitamente rendesse giustificabile una guerra o togliesse rilievo a una calamità naturale. 

È disarmante e deprimente constatare  attraverso queste reazioni popolari sul web il livello di bassezza e superficialità nel quale siamo sprofondati. Il non riuscire a riconoscere il valore simbolico di certi luoghi  oltre che la bellezza estetica al di là di quelle che possono essere state delle ricostruzioni o sovrapposizioni nei secoli è molto triste.

Notre-Dame sta a Parigi, come il Big Ben a Londra, o il Duomo a Milano, e si può  andare avanti con centinaia di luoghi al mondo. Il più  delle volte non è tanto il valore intrinseco del bene a renderlo unico, quanto il simbolo e la storia che lo stesso rappresenta.

I fatti sono questi, ma siccome l’odio e la rabbia devono  immediatamente trovare il loro nutrimento  in un nuovo bersaglio, ecco che per la fortuna degli “odiatori” di professione arriva in Italia Greta. La campagna diffamatoria e denigratoria verso la ragazzina è già partita e sicuramente li terrà occupati per un po’ di giorni. 

Attendiamo con ansia il terzo bersaglio del mese di aprile!

Notre-Dame, Greta e altri bersagli ultima modifica: 2019-04-19T12:51:25+02:00 da ANTON EMILIO KROGH

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