Con Macri Argentina a rotoli

Mercati finanziari in agitazione per la costante caduta di popolarità registrata dal presidente, che nel prossimo mese di ottobre dovrà affrontare lo scoglio delle nuove elezioni.
scritto da CLAUDIO MADRICARDO

I mercati finanziari argentini hanno mandato un chiaro messaggio di preoccupazione per la costante caduta di popolarità registrata dal presidente Mauricio Macri, che nel prossimo mese di ottobre dovrà affrontare lo scoglio delle nuove elezioni. Negli ultimi sondaggi Macri è dato in continua perdita di consenso, a fronte di una sempre più chiara ascesa dell’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, che ancora non ha fatto sapere se parteciperà alla competizione. 

Il fatto che Macri voglia ripresentarsi, comincia a essere visto come un’occupazione da parte sua di uno spazio politico in cui avrebbe potuto essere chiamato a tentare la sorte un candidato a lui alternativo, non screditato e sgradito agli argentini. In molti in Argentina potrebbero essere tentati di dare il voto a Roberto Lavagna, ex ministro dell’economia del governo di Cristina, e peronista moderato. 

Da Brasilia, l’ultra destro Jair Bolsonaro cerca di dare una mano all’alleato in difficoltà, parlando di un pericolo Venezuela nel caso in cui la vedova di Nestor Kirchenr ridiscendesse in campo vincendo, 

C’è da dire che la crisi dei mercati finanziari del Paese potrebbe acuire la già gravissima situazione che s’è creata, un misto tra recessione e alta inflazione che ha colpito in particolar modo le classi popolari, e che sta alla base della picchiata di Macri in tutti i sondaggi.

Pur avendo ottenuto l’anno scorso un prestito di 56mila milioni di dollari con il Fondo monetario internazionale allo scopo di far uscire il Paese dalla grave recessione in cui versa, fino ad ora le politiche economiche di Macri hanno prodotto un generale innalzamento dei costi delle tariffe pubbliche, gravando sulle tasche di una popolazione in cui le sacche di povertà si vanno sempre più allargando. 

L’“indice della miseria” comprende i tassi di disoccupazione, inflazione e tassi d’interesse

A un anno dal prestito, il Paese continua a manifestare la sua crisi di fiducia nei confronti del governo, e sembra rivivere la stessa situazione da cui aveva cercato di uscire, con il peso in caduta nel cambio con la moneta nordamericana, una contrazione economica stimata all’1,4 per cento nel 2019, e con un’inflazione superiore al cinquanta per cento.  

La contestuale ascesa della Kirchner, che durante il suo mandato si era più volte scontrata col mondo finanziario e imprenditoriale, non fa che accentuare l’atmosfera d’incertezza del mondo economico, precipitando il paese in una spirale da cui sarà problematico uscire a chiunque esca vincitore il prossimo ottobre. 

Con Macri Argentina a rotoli ultima modifica: 2019-04-29T20:33:29+01:00 da CLAUDIO MADRICARDO

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