La Lega? Non c’è più, c’è il partito di Salvini

Il successo elettorale della forza politica che un tempo era il carroccio di Bossi e Maroni. Ne abbiamo parlato con Giovanni Cerruti, grande conoscitore del mondo leghista.
scritto da GUIDO MOLTEDO
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Del risultato elettorale della Lega, domenica scorsa, e delle sue conseguenze parliamo con Giovanni Cerruti, giusto il tempo di una breve conversazione prima che entri in un ristorante per un lombardissimo ossobuco con risotto. Giovannino è ancora e sempre sulla palla sui temi di cui s’occupava da inviato di grandi giornali: i temi riguardanti la Lega, quella dei tempi di Bossi e di Maroni. Quando ancora si chiamava Lega nord.

Il 34 per cento e passa preso dalla Lega ratifica il fatto che sia diventato un partito nazionale come è stato detto da Ilvo Diamanti e da altri osservatori?
La Lega c’entra poco o niente. È il partito di Salvini. Per esistere deve avere questa caratura nazionale.

Qual è la differenza tra Lega e “partito di Salvini”?
La differenza, la si può vedere nel programma e nelle persone. Il programma sulla giustizia è della Bongiorno; il programma sull’energia di Arata; il programma economico e le posizioni sull’euro di Bagnai e Siri. Tutta gente che nella Lega, fino al 2014, non ci aveva messo piede.

Tu vivi in una zona leghista. La Lega di oggi conserva la sua anima di partito territoriale, fino ace punto è ancora quella che hai conosciuto e seguito per tanti anni?
L’elettorato di Salvini è rimasto, in grandissima parte, lo stesso che votava Lega. Ma i motivi per cui le persone votano Lega o Salvini non sono gli stessi. Quelli che per anni hanno inseguito il federalismo, cosa c’entrano con il sovranismo italiano?

Il retropensiero, o la speranza, degli elettori del lombardo-veneto è che comunque il messaggio originario della Lega sia rimasto lo stesso e che quella attuale sia una posizione tattica. Per esempio, pensano che, comunque, la promessa autonomia differenziata è lì, e va solo attuata…
Lo diremo quando sarà attuata. E bisogna vedere che autonomia è. Tornando all’elettorato di Salvini, cosa c’entra l’elettorato della Lega con il reddito di cittadinanza?

Tu hai conosciuto Salvini. Secondo te dove risiede il segreto del suo successo personale? Perché è diventato un personaggio in così poco tempo?
Non in così poco tempo… È diventato un personaggio perché è uno che sa interpretare diversi personaggi in commedia. Basta vederlo quando sta in una trasmissione tv: a seconda di chi conduce il programma, lui s’adatta al target. È bravissimo ad adattarsi. Solo che adattandosi alla cosa che conviene al momento entra anche in contraddizione con le cose che dice.

Quindi abbiamo a che fare con un personaggio che non è in grado di gestire il successo che ha tra le mani perché gli deriva da posizioni á la carte.
Abbiamo a che fare con un personaggio che ha puntato molto sulla comunicazione e ha avuto come principale alleata quella che una volta erano l’informazione…  Oggi non c’è nessuno che – per dire – gli replichi “guarda non è vero” quando dice che da Bruxelles ci arriva la carne ogm.

Fakenews certificate come notizie attendibili dal sistema mediatico mainstream …
Sì, lui può dire quello che vuole. Come la famosa storia dei 35 euro che sono dati agli immigrati. È diventata una storia a cui il suo elettorato crede.

A proposito di euro. La faccenda dei 49 milioni rubati non ha pesato più di tanto. Molti temevano o auspicavano, a seconda dei punti di vista, che avrebbe avuto un impatto negativo…
Perché è una vicenda che è stata gestita sul piano della comunicazione e non dell’informazione. Non faccio il pubblico ministero ma la domanda da farsi non è a cosa siano serviti, perché la risposta è ovvia; la domanda è: dove sono finiti questi soldi?

E qual è la tua idea?
Non lo so. Non mi sono fatta un’idea e non me la voglio fare. Ma l’informazione non ha approfondito abbastanza.

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto

La vecchia guardia della Lega: penso a Zaia, Fontana. Sembrano allineati, non si fanno sentire. L’unico che si fa sentire di tanto in tanto è Maroni. Secondo te, hanno ancora un peso nel mondo leghista?
Se per mondo leghista intendi la Lega di una volta, sì. Ma se intendi il partito di Salvini, Zaia e gli altri s’adeguano perché con uno che ha preso le percentuale di domenica non puoi dirgli nulla.

È una bolla questo successo? Destinata prima o poi a scoppiare?
La prova che attende Salvini è la manovra finanziaria 2019/2020. Quella è la prova, da lì non si scappa. Un conto è fare propaganda, un conto è governare. Governare significa scegliere e quindi scontentare. Non è dicendo che s’abbatte il tre per cento, che qualcuno si commuove, o sostenendo che il complotto della Merkel e dei cattivi pluto-giudaico-massoni sia la causa dello spread risolvi le cose.

La Lega così come l’abbiamo conosciuta era un partito strutturato, il partito che hai seguito per molti anni, è diventata una forza del leader, legata a una sola persona… Cosa resta delle vecchia organizzazione e struttura?
Se vedi i risultati e le persone che si sono candidate nella Lega di Salvini, scopri che ci sono persone che con la Lega non c’entrano nulla. La Lega che abbiamo conosciuto noi, la Lega dei territori, delle sezioni, non ha nulla del partito di Salvini, non c’entra nulla con il partito di Salvini. Adesso lui si focalizza sui comizi. Politica spettacolo. Sarà forse perché non me ne occupo più come una volta, ma non vedo iniziative locali della Lega. I banchetti, li vedi solo quando ci sono le elezioni e sono anche abbastanza tristi.

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia

Perché il partito di Salvini utilizza molto i social…
Sì, e c’è meno presenza sui territori.

Dunque, forse, è una forza che ha basi effimere, se così si può dire, e che può fare il botto da un momento all’altro…
La domanda da farsi è: chi ha votato Salvini, perché l’ha votato? Qual è il motivo che porta una persona a votare Salvini alle elezioni europee? Il solito problema di Salvini: prende tanti voti e poi cosa se ne fa?

In politica è sempre meglio avere tanti voti …
Vero ma poi si devono saper usare.

E la storia del rosario nei comizi?
Siamo sempre sul piano della comunicazione. La domanda è: qualcuno ha mai visto la foto di Salvini su un sagrato di una chiesa? Ne ho parlato con dei colleghi che seguono la Lega e ci siamo detti “quella roba lì fa ridere”.

Nelle grandi città la Lega non va molto. Come Trump che va forte nelle zone rurali e non urbane.
Ma anche in altre città medie la Lega non riesce ad affermarsi. Sentivo i dati su Bergamo e il Pd è avanti. Non saprei darti una risposta, se non che, forse, nella provincia italiana le stupidaggini passano più facilmente visto che non c’è informazione ma solo la comunicazione.

La Lega? Non c’è più, c’è il partito di Salvini ultima modifica: 2019-05-27T19:32:33+02:00 da GUIDO MOLTEDO

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