Newsguard. La disinformazione online può essere smascherata

Dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti nel 2018 e nel Regno Unito quest’anno, arriva anche in Italia il sito lanciato da Steven Brill e da Gordon Crovitz
scritto da GIAMPIERO GRAMAGLIA

C’è chi reagisce con ironia, chi con insulti, chi con minacce. No, non sono giocatori di calcio davanti a una decisione dell’arbitro non condivisa. Sono direttori di siti d’informazione online, giornalisti, di fronte alle contestazioni loro fatte sull’attendibilità e sulla qualità dell’informazione da loro prodotta: spesso, non contestano la pertinenza di una domanda o di un’osservazione, ma semplicemente il fatto che si abbia l’ardire di verificare, controllare, esprimere dubbi, formulare suggerimenti.

Sono eccezioni, non sono la norma. E – non è una sorpresa – le eccezioni appartengono, in genere, proprio ai siti che meno curano la precisione dell’informazione o che si schierano, senza peritarsi d’alterare, o di distorcere, i contenuti di una notizia per piegarla a una tesi. I siti più seri, affidabili, di qualità, accettano volentieri il dialogo con il collega che chiede un chiarimento o offre un input.

Quella della mala educazione d’una parte dei giornalisti italiani, della cattiva tendenza a confondere libertà d’espressione con liceità d’inquinare l’informazione (e di sottrarre ai fruitori componenti dell’informazione essenziali) è una delle sfide che NewsGuard, da poco presente in Italia, sta affrontando e sta vincendo.

Niente robot e niente algoritmi: una squadra di bravi giornalisti e nove criteri guida. NewsGuard vuole combattere la disinformazione online con una “soluzione basata sull’intelligenza umana”.

Dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti nel 2018 e nel Regno Unito quest’anno, NewsGuard è attivo da maggio in Italia e si appresta a esserlo in Francia e in Germania: l’obiettivo è contribuire ad affrontare e a risolvere il problema delle notizie false o fuorvianti online. Mercoledì 12 giugno, l’iniziativa è stata presentata a Roma alla Stampa Estera.

Lanciato dall’imprenditore dei media Steven Brill e dall’ex giornalista e poi editore del Wall Street Journal Gordon Crovitz, NewsGuard fornisce valutazioni di credibilità e dettagliate schede, chiamate “etichette nutrizionali”, per migliaia di siti di notizie e informazioni: quelli con milioni di contatti giornalieri e anche quelli minori.

Le valutazioni e le schede di NewsGuard vengono concesse in licenza a provider di servizi internet, browser, aggregatori di notizie e piattaforme di ricerca e social media, al fine di rendere disponibili agli utenti le informazioni e le valutazioni sui siti di notizie visitati. Una luce verde significa che, nella stima di NewsGuard, il sito è attendibile; una luce rossa che non lo è. Scaricando una App, si può immediatamente verificare la valutazione di un sito che si sta consultando.

Solo per fare alcuni esempi: sono rossi Sputnik, che spaccia per informazione propaganda russa, e DagoSpia, che non distingue le opinioni dalle notizie e fa titoli non corrispondenti ai contenuti, e ancora SKYTG24News che gioca sulla somiglianza del nome con una testata di prestigio, che non ha, invece, nulla a che farci. E sono verdi, oltre ai siti dei media tradizionali più autorevoli – non tutti, va però detto, rispettano tutti e nove i criteri -, anche siti regionali o locali o minori, come Umbria24, che è ok al cento per cento. Ed è positivo anche il giudizio su un sito come Lercio, perché lì non c’è pretesa di fare informazione, ma c’è la volontà dichiarata di fare satira.

Prima del lancio in Italia, NewsGuard ha affidato a YouGov un sondaggio, da cui risulta che il 92 per cento degli intervistati considera un problema le informazioni false e/o fuorvianti presenti su Internet e che il 78 per cento vorrebbe più garanzie di affidabilità dai social media e il 74 per cento dai motori di ricerca *. L’85 per cento degli intervistati ha giudicato molto o abbastanza utile un servizio come quello ora fornito.

Le valutazioni non sono arbitrarie, ma sono professionali: i criteri, deontologici e non ideologici, e politicamente neutrali, rispecchiano valori e prassi del giornalismo anglosassone. Essi comprendono la trasparenza sulla proprietà del sito e su chi sono responsabili ed autori delle notizie pubblicate; l’attendibilità delle fonti utilizzate, che devono essere dichiarate; la corrispondenza fra titoli e contenuti degli articoli; la separazione fra notizie e commenti; i meccanismi di rettifica; la facilità d’accesso alla redazione.

Il sistema creato da NewsGuard non censura e non blocca alcun contenuto, ma indica l’affidabilità percepita dei siti che pubblicano notizie e che fanno informazione. Le valutazioni sono flessibili e vengono costantemente riviste: se un sito modifica alcuni suoi comportamenti, o recepisce alcune iniziali osservazioni, se ne tiene man mano conto. E le valutazioni non pretendono di essere verdetti giusti e inappellabili: nel dialogo tra NewsGuard e i siti, possono variare; ed eventuali errori vengono, ovviamente, corretti.

Prima di pubblicare una valutazione e una scheda, gli analisti di NewsGuard – la redazione ha sede a New York e s’avvale della collaborazione di giornalisti e corrispondenti nei vari Paesi coperti – contattano i responsabili del sito per eventuali chiarimenti e approfondimenti. In questo modo, oltre cinquecento siti hanno già migliorato il proprio modo di fare informazione online, prima o immediatamente dopo la pubblicazione delle schede. Un handicap, per molti siti italiani, è stata la cattiva abitudine delle redazioni e dei giornalisti di non rispondere alle richieste di chiarimenti fatte e reiterate.

La squadra di giornalisti di NewsGuard, tutti con esperienze internazionali, è attenta a identificare nuovi siti che aumentano in tempi rapidi la visibilità online: capita che siano creati e che la loro diffusione sia ‘drogata’ con l’obiettivo di diffondere informazioni errate e di fare disinformazione.

NewsGuard ha inoltre lanciato il Media Literacy Partnership Program, un programma gratuito destinato alle biblioteche italiane che sostiene l’alfabetizzazione mediatica e consente a chi vi partecipa d’impegnarsi criticamente nella valutazione dei siti di notizie e informazione in cui s’imbatte sui social media e nei motori di ricerca.

Attualmente, valutazioni e schede sono disponibili per circa i quattro quinti dei siti d’informazione più presenti e consultati in Italia e presto s’arriverà al novanta per cento: sono messe a disposizione degli utenti attraverso un’estensione che può essere installata nel browser ed è disponibile per Chrome, Safari, Edge e Firefox. Gli utenti mobile possono accedervi, per il momento, col browser Microsoft Edge.

NewsGuard è disponibile per l’utilizzo in licenza come strumento per le piattaforme digitali che rispettano il Codice di buone pratiche contro la disinformazione della Commissione europea. Ulteriori informazioni, spiegazioni e indicazioni su come scaricare l’estensione del browser sul sito newsguardtech.com

*Dettagli sul sondaggio

Newsguard. La disinformazione online può essere smascherata ultima modifica: 2019-07-01T13:24:48+02:00 da GIAMPIERO GRAMAGLIA

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