Il gabbiano star a Rialto, lui sì che è contento dell’overtourism

Della fiera razza Reale, ovvero Magòga, ha preso l’abitudine di stazionare sulla balaustra del ponte, in attesa del selfie, che sembra esser egli stesso sollecitare; per nulla intimorito dalla brevissima distanza con gli umani, accetta pure che gli stupiti visitatori si mettano in coda in attesa del turno per la foto.
scritto da ANDREA MEROLA

Si sa, nel nostro tempo l’overtourism è quel fenomeno che modifica abitudini e trasforma fisicamente luoghi paradisiaci, o di monumentale bellezza, a misura del turista mordi e fuggi, in cerca di semplici e scontate attrazioni, così che pescatori di perle polinesiani si riciclano in guide per sub turisti, attività assai più redditizia e di gran lunga meno rischiosa, oppure trasforma fieri veneziani in servizievoli affittacamere, tanto per restare con i piedi in laguna. Esistono poi indizi che questa trasformazione culturale comportamentale, propria degli umani, stia trasmigrando anche alla fauna, perlomeno quella volatile, e una traccia porta qui a Venezia.

La Magòga di Rialto

C’è un gabbiano, della fiera razza Reale, ovvero Magòga, che ha preso l’abitudine di stazionare sulla balaustra del ponte di Rialto, rampa lato sud. Il nostro eroe, che battezziamo Jonathan, in onore al best seller di Richard Bach, ha però ben poco in comune col suo omonimo Livingston: sembra non essere interessato a perfezionare il volo, bensì a zampettare accanto al turista, in attesa del selfie, che sembra essere egli stesso sollecitare; per nulla intimorito dalla brevissima distanza con gli umani, accetta pure che gli stupiti visitatori si mettano in coda in attesa del turno per la foto; per il momento non accetta il contatto fisico, se si accenna una carezza subito si allontana, non si sa mai.

I turisti scattano foto al gabbiano “star”

Ovviamente nulla si fa a gratis, così, se dopo la foto non gli allunghi una ricompensa in cibo, ti guarda perplesso dritto in faccia: ma come, ti faccio fare una foto ricordo con tanto di sfondo sul Canal Grande e a favore di luce, e non vuoi pagare? Finché qualcuno capisce e gli allunga un residuo di pizza o focaccia, che lui trangugia immediatamente sotto gli occhi divertiti dei bambini in braccio ai papà.

Turisti con telefonino alla mano prendono una foto del gabbiano

I nonni del nostro Jonathan, dal palato più fine, probabile che per pranzo sceglievano pesciolini, che però dovevano pescarsi in laguna: mica facile, occhio aguzzo e volo acrobatico, essenziali; invece Jonathan se la prende comoda; forse mangia peggio, ma è facile come sedersi al ristorante e chiamare il cameriere, non a caso staziona sulla balaustra dalle 11 alle 14.

Alcuni turisti danno da mangiare al gabbiano “star”
Il gabbiano star a Rialto, lui sì che è contento dell’overtourism ultima modifica: 2019-07-19T10:40:04+02:00 da ANDREA MEROLA

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