Il nostro albero di Natale è in fiamme

La Cop25 di Madrid si chiude con risultati insoddisfacenti mentre l'Australia brucia per incendi e temperature record. Se i governi faticano ad agire, i margini di manovra e il tempo a nostra disposizione si riducono sempre più: sarà il caso, con l'anno nuovo, di cambiare passo.
MARCO MILINI
Condividi
PDF

Un fallimento, nonostante lo slogan fosse “Time for Action”. O comunque risultati minimi. Poco ambiziosi. La Cop 25 di Madrid si è conclusa da poco – con due giorni di ritardo, per cercare in extremis un accordo che non c’è stato – ed è difficile trovare qualche commento entusiasta o positivo sull’esito. Certo, a parte chi – come può capitare di scoprire facendo qualche ricerca in rete  – considera il riscaldamento globale qualcosa di “non scientifico”, ma solo “politicamente corretto”. Questi sono i tempi in cui viviamo. Purtroppo, come indica ormai da anni la comunità scientifica, e come ormai noi stessi ci rendiamo conto nella vita di tutti i giorni, chi più chi meno, il cambiamento climatico esiste. L’equilibrio del pianeta è fragile, e lo stiamo modificando. Certo sarebbe bello non fosse così, sarebbe comodo. Un bel regalo di Natale.

Foto di John Englart, flickr

Immaginiamo: svegliarsi la mattina, infilare le pantofole e in pigiama, sbadigliando, stropicciandosi gli occhi ancora appiccicati dal sonno, ciabattare fino in salotto come bambini. Cercare sotto l’albero di Natale un regalo e trovarlo, avvolto nella sua carta rossa (magari con le renne e Babbo Natale sulla slitta), il nastro dorato. Con gioia incontenibile scartare e scoprire… wow, un koala! E lo abbracciamo, sublimando di piacere per la morbidezza, il profumo di eucalipto. Ci sorride, e dice che era tutto uno scherzo, non è vero niente: va tutto bene, non c’è cambiamento climatico, non c’è inquinamento, possiamo continuare come prima. “Business as usual” ripete muovendo le buffe orecchie, deambulando lentamente per il salotto.

Sarebbe bello, ma a quanto pare le cronache ci dicono che il nostro albero di Natale è in fiamme e il koala non se la passa mica bene. A fine novembre, i koala che occupano un posto così carino e coccoloso nel nostro immaginario hanno commosso il mondo: il loro habitat era, ed è, sotto attacco degli incendi che infieriscono sull’Australia. Qualcuno ha parlato di estinzione funzionale addirittura, ma per fortuna non è così – per ora. Ad ogni modo, e la cosa non riguarda solo i koala, la situazione in Australia è drammatica: il 19 dicembre si sono registrate temperature che hanno battuto ogni record e il continente è devastato dagli incendi, com’era successo poco tempo fa in Siberia, in Amazzonia. Non si sa se questo sia l’anno con più incendi a livello globale, ma tanti fattori indicano che qualcosa sta cambiando, e in peggio.

Koala tratto in salvo dagli incendi in Australia

Forse non è Natale il momento migliore per pensare a queste cose. Ci si dovrebbe rilassare, riscaldati solo dal calore degli affetti. E se si pensa troppo al cambiamento climatico, all’inquinamento, alla situazione dei mari, alle nanoplastiche, ai gas serra, alle centrali a carbone, ai pesticidi, alle polveri sottili eccetera eccetera, insomma a tutte le questioni aperte che raccontano di un pianeta messo alle corde da uno sviluppo e un modello economico che proprio non va più, ci si agita. Meglio fermarsi. Meglio non aprire, proprio a Natale, questo vaso di Pandora, e limitarsi al pandoro, più digeribile.

Facile a dirsi. E forse anche a farsi. Ma la coscienza? E poi: ci dovrà pur essere una soluzione. Le cose non vanno bene, ma non ci estingueremo domani. C’è ancora margine di manovra, pare, ma bisogna darsi da fare: il mondo, l’Europa, l’Italia, ognuno. Un interessante speciale di Time racconta che forse, facendo da adesso ciò che va fatto, nel 2050 saremo riusciti davvero a sopravvivere, e potremmo anche essere soddisfatti di noi, come specie. Ottimistico, forse, ma bisogna esserlo per passare all’azione, e appare chiaro che la prossima decade sarà decisiva. Non c’è tempo da perdere, Natale si avvicina, dovremmo essere tutti più buoni: scrivere una letterina a noi stessi, promettere di impegnarci davvero. E magari fra trent’anni ci sarà ancora un albero a Natale, e ci saremo regalati un pianeta vivibile.

Il nostro albero di Natale è in fiamme ultima modifica: 2019-12-21T20:30:35+01:00 da MARCO MILINI

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento