La Potëmkin, il moto ondoso e le oziosità di mezz’inverno

Domenica 19 gennaio. Saranno state le nove del mattino e sul canale della Giudecca transita un’enorme nave militare. Non è anche questa una Grande Nave? In quella stessa domenica le Remiere manifestano in Bacino...
ROBERTO ELLERO
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Domenica 19 gennaio. Saranno state le nove del mattino. Esco di casa e sul canale della Giudecca vedo transitare, in direzione San Marco, un’enorme nave militare. Non è la prima volta, sempre la stessa, di solito poi torna e va ad attraccare al molo delle grandi navi. Che in questo periodo svernano altrove, quest’anno soprattutto, dopo le ondate di acqua alta protrattasi per oltre un mese.

Chiaramente anche questa è una Grande Nave, monotonamente grigiastra però, e decisamente bruttina, esteticamente parlando, persino per i parametri del suo genere. Neanche troppo invulnerabile all’occhio del profano che osserva da lontano, sembra di latta. La Grande Nave di Latta: roba da fumetti. Ed anche, volendo, la Nave Senza Nome: infatti non ne ha o almeno non si vede, non si fa leggere. Soltanto un numero, Sette, stampigliato sul lato destro della prua. E sul pennone una bandierina stars and stripes. Sarà dunque americana, in esercitazione Nato o qualcosa di simile. E sarà lì per difenderci, naturalmente. Mai letto niente in proposito, peraltro. E men che meno che Venezia sia diventata anche una base militare navale. Eppure, da qualche tempo, la Seven va e viene, indisturbata, nel disinteresse dei più. Va detto che non pare nave da combattimento, piuttosto di supporto o trasporto: il grande portellone della poppa indica il possibile imbarco e sbarco di mezzi pesanti, camion, forse carri armati. La fantasia galoppa, specie di questi tempi, coi venti di guerra che ogni tanto fanno capolino dai telegiornali. Meglio darci un taglio, coi cattivi pensieri. Resta la curiosità: che ci sta a fare quella nave a Venezia? Compatibile e sostenibile, per dirla con il linguaggio del gretino che è in me?

In quella stessa domenica le Remiere manifestano in Bacino Contro il moto ondoso. Minimo duecento barche, dicono gli organizzatori, forse meno ma mica quattro gatti (che in acqua peraltro affogherebbero). La bellezza di trentotto associazioni. Sardine in barca, se l’accostamento è lecito prima ancora che gradito. La questione è annosa, la soluzione sempre di là da venire. Cambiano le giunte e il moto ondoso resta. Anzi cresce, come l’acqua alta. Ché poi è il solito ritornello: non sapevo, non c’ero, non mi hanno detto niente, mica avvisano, bisogna fare qualcosa, ora ci penso io, attenti ai ricorsi, ve l’avevo detto che si perdeva e via dicendo.

L’idea delle Remiere era di sfilare per il Canal Grande ma non si può. Certo, se uno proprio deve passarci mica lo si può costringere al periplo, trovandosi magari la Potëmkin a San Basilio. Ma mi raccomando, senza soste sospette, assembramenti o peggio: cartelli, fischietti e qualsiasi altra trovata sovversiva da radunata sediziosa. Che resta rigorosamente vietata sulle sacre acque del canale, specie a remi o in barca a vela. L’off limits del Canal Grande, del resto, fa il paio con il divieto di manifestare in Piazza San Marco, dove – com’è noto – trovano benigna accoglienza i concerti pubblicitari con aperitivo, le sfilate secessioniste di quell’altro 25 aprile, Viva San Marco e chi se ne frega della Liberazione, i baracconi scenografici del Carnevale, che mica deturpano – loro – il salotto più bello del mondo. Ma attenzione: nulla che possa turbare l’Ordine Pubblico, il sacro suolo (ripetere non è elegante ma aiuta) di una piazza super monitorata e super vigilata, dove capita peraltro che ne siano successe di tutti i colori: una tentata rapina ad una gioielleria, qualche anno fa, con fuga dei rapinatori tra i fumogeni; la “ragazzata” dei fasci la notte di San Silvestro, con inni ai forni e al duce e botte ai renitenti, prima di scappare indisturbati. Mai beccati, oltretutto, manco un daspo, che pur non si dovrebbe negare a nessuno… 

A proposito di daspo. Perché non inventarne uno per i facitori di moto ondoso? Cose che si dicono così, tanto per dire, oziosità veneziane di mezzo inverno. 

La Potëmkin, il moto ondoso e le oziosità di mezz’inverno ultima modifica: 2020-01-24T11:45:48+01:00 da ROBERTO ELLERO

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