Banca centrale, l’indipendenza necessaria

“Metamorfosi del denaro” di Luigi Pandolfi è un testo bene scritto e utile, ma discutibile nella sua tesi centrale.
scritto da GILBERTO SERAVALLI
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Metamorfosi del denaro, di Luigi Pandolfi (manifestolibri), è un testo divulgativo bene scritto e utile, e non trascura lo spessore teorico della faccenda che ne è al centro. Quindi onore al merito. Tuttavia quando s’arriva al presente e alle istanze di riforma del sistema finanziario nazionale e globale dopo la grande recessione (sterilizzazione del moltiplicatore del credito, fine del divorzio tra Governo e Banca centrale), mi pare pecchi di ingenuità non tenendo (o almeno non dando) conto del dibattito da tempo vivo sull’argomento.

Solo per accenni, si dovrebbe ricordare perlomeno che:

1 Lo stesso Ben Bernanke (presidente della Fed dal 2006 al 2014) già nel 2013 avvertiva che sarebbe ormai il caso di ridiscutere l’utilità della indipendenza della Banca Centrale, salvo poi reagire all’insulto di Trump (“testa di legno” – 11 settembre 2019) con una dichiarazione firmata assieme ai precedenti presidenti della Fed (Janet Yellen, Alan Greenspan e Paul Volcker) a difesa di quella indipendenza;

2 questo tema si propone in realtà ciclicamente e l’indipendenza della Banca centrale (e di tutto il sistema finanziario) è apparsa più volte nella storia economica come necessaria in fasi di forte inflazione ed è stata superata in teoria e nei fatti nelle lunghe fasi di segno opposto (Paul McCulley, and Zoltan Pozsar, Helicopter Money: Or How I Stopped Worrying and Love Fiscal-Monetary Cooperation, 2013);

3 oggi convergono sulla necessità di ridiscutere quello che fino a dieci anni fa sembrava scontato anche voci non certo “di sinistra” (Ray Dalio, [fondatore del Fondo Bridgewater] È tempo di considerare con maggiore attenzione la “politica monetaria 3” e la “Moderna Teoria Monetaria” [neo-keynesiana], 2019), salvo avvertire che sarebbe pericoloso in tempi di populismo tornare semplicemente al controllo politico della moneta e del credito, così che tutti auspicano semmai progetti di riforma nel senso di una – complicata – “collaborazione” (Ed Balls, James Howat and Anna Stansbury, Central Bank Independence Revisited: After the financial crisis, what should a model central bank look like?, 2016);

4 quello che invece pochi dicono (ma lo dicono quelli che hanno conservato buon senso come Krugman e Stiglitz] è che ogni sforzo di riforma del sistema del credito non servirà a molto se non si affronta la questione salariale, se si lascia intatta cioè la coazione a indebitarsi dei salariati (Pandolfi accenna in proposito nel testo ma non nelle conclusioni).

Banca centrale, l’indipendenza necessaria ultima modifica: 2020-01-29T14:00:57+01:00 da GILBERTO SERAVALLI

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