Le pietre d’inciampo per Leo e Pia

Quando una storia coinvolge emotivamente il reporter che la racconta.
ANDREA MEROLA
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Due delle Pietre d’inciampo del 31 gennaio 2020 sono dedicate a Leo e Pia Mariani. Pia Cesana ha ventun anni, ha sposato Enrico Mariani, ma il 5 dicembre 1943 Enrico è arrestato e tradotto nel carcere di Santa Maria Maggiore: quando Pia ne è informata, si presenta al carcere e chiede di ricongiungersi al marito. Pertanto è arrestata, più o meno come nella storia narrata da Roberto Benigni ne La vita è bella. Ma stavolta la realtà è tragedia.

Pia infatti è al termine della sua prima gravidanza, è portata all’Ospedale Civile di Venezia, ricoverata sotto sorveglianza e il 18 dicembre 1943 viene al mondo Leo.

Pochi giorni dopo il parto, Pia e il piccolo Leo sono riportati in carcere dal papà Enrico.

In seguito tutti e tre sono internati a Fossoli, e da lì, il 22 febbraio 1944, avviati ad Auschwitz (conosciamo il numero del convoglio, 08) dove arriveranno il 26 febbraio.

Qui sono immediatamente separati: Enrico Mariani è internato con il numero di matricola 174531, e per questo la sua morte sarà registrata il 18 gennaio 1945, pochi giorni prima dell’arrivo dei soldati russi: ma di Leo e Pia non si saprà più nulla, non furono nemmeno immatricolati, probabilmente assassinati subito.

Queste le tappe accertate del loro olocausto: qualche volta il cronista però scivola in un legame empatico-simpatico con i protagonisti dei fatti che narra, l’emozione allora prende pericolosamente la mano di chi scrive.

Di Leo sappiamo che visse 71 giorni. Non sappiamo nulla invece di coloro che materialmente sbrigarono la procedura che l’annientò ad Auschwitz: non furono effettuate indagini, ma sono moltissime le testimonianze che accusano le autorità di polizia locali del tempo di complicità con le SS, nella denuncia e rastrellamento dei cittadini ebrei, come avvenne in quasi tutti i paesi occupati dai nazisti. È assai probabile che furono semplicemente questurini veneziani, e non fanatici SS nazisti, a piantonare in ospedale Leo e Pia, ricondurli a Santa Maria Maggiore e compilare i moduli per l’internamento: questa ordinaria burocrazia dell’orrore è il tarlo che oggi, mentre scrivo, mi rode in testa.

Pietre d’inciampo. La forza di un monumento scomposto di Ada Chiara Zevi


Le pietre d’inciampo per Leo e Pia ultima modifica: 2020-02-01T12:15:16+01:00 da ANDREA MEROLA

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