Una femmi-lista per riprenderci Venezia

“All’ultimo incontro di Un’altra città possibile ho cercato di far riflettere i presenti sull’incapacità dei rappresentanti delle forze di centro-sinistra nel trovare un candidato comune. Occorre una rottura con il passato: gli uomini di partito e di movimento (lento) si facciano da parte per una lista comune veramente civica e civile”.
scritto da MICHELE SAVORGNANO

Era nell’aria, aleggiava zigzagando fra Pm10 e fumi delle Grandi navi: il candidato unico per il centrosinistra veneziano non si è ancora trovato e Bugliesi (rettore di Ca’ Foscari) ha rinunciato a rappresentare una coalizione che coesa non è. Brugnaro vola verso la vittoria schiacciante più per incapacità della controparte che per suo merito (nonostante la propaganda brugnaresca viaggi a velocità supersonica per incensare il sindaco di azioni ormai al limite dell’umano – ricordiamoci di Batman).

All’ultimo incontro di “Un’altra città possibile” ho proposto, o meglio, ho cercato di far riflettere i presenti sull’incapacità dei rappresentanti di partiti e movimenti di centrosinistra nel trovare un candidato comune. Ho creato un fotomontaggio che evidenziava la maggioranza maschile schiacciante al tavolo politico comune, l’assenza quasi totale di donne, l’età avanzata dei presenti, la pochezza di proposte innovative.

Bugliesi (non giudico la sua persona, non lo conosco) rappresenta lo stereotipo di uomo di successo del centrosinistra, manager della cultura, mezza età, colto, di idee aperte, quello che secondo i dirigenti che lo hanno scelto corrisponde meglio all’identikit del leader vincente da contrapporre all’uomo macho reazionario. 

È il principio dell’uno contro uno a cui ci hanno abituati con presidenziali, primarie e via dicendo; una teoria della competizione che ci viene instillata fin ormai dalle scuole elementari, una nefasta pratica che sta portando questa società turbocapitalistica allo sbando.

Mi sono permesso di proporre, in alternativa all’uomo forte, una squadra di donne, che unisse tutte le forze politiche, una squadra e non un nome perché credo, vivendo all’aria aperta, che la natura ci lanci dei messaggi inequivocabili: l’ecosistema è collaborativo, non esiste un centro, non esistono re della foresta ma solo elementi che convivono e che si scambiano energia, informazioni, nutrienti.

Speravo che da questa mia presentazione palesasse la necessità di tutti questi “leader percentuali” di fare un passo indietro (facciamo due), ammettendo la débâcle, lasciando fare a chi fino a ora non ha avuto il giusto spazio in città (non abbiamo mai avuto un sindaco donna).

Ho proposto anche (ispirato da qualcuno) una femmi-lista sostenuta da una moltitudine, guidata da una triade composta da una sindaca della Città di Venezia, una pro-sindaca della Terraferma e (novità assoluta) una pro-sindaca della Città d’acqua (che amo chiamare Arcipelago veneziano).

La rottura con il passato non è tanto la lista femminile ma il fatto che gli uomini di partito e di movimento (lento) si facciano da parte per una lista comune veramente civica e civile. Non un nome estratto come un coniglio dal cilindro ma un’idea diversa di città che parte dalle pulizie di casa (a cui spesso sono relegate le donne). Ogni lavoro ben fatto inizia con una pulizia di fondo, per fare chiarezza, per dimostrare al committente (in questo caso i cittadini) che si hanno le idee chiare.

Siamo ancora in tempo per scatenare l’entusiasmo (nelle giovani e nelle nonne), abbiamo la responsabilità di mantenere viva questa città, nei confronti del mondo e rispetto ai nostri figli e nipoti, dobbiamo promuovere un’idea che va oltre lo stereotipo del mercato che risolve tutto, del paron che pensa per tutti. Ognuno di noi è utile per far progredire il nostro ecosistema, dobbiamo abituarci a ragionare in questi termini e proporre Venezia al mondo come paradigma di relazione simbiotica fra essere umano e natura.

Cari Baratello, Bettin, Dodi, Ferrazzi, Gasparinetti, Leone, Martini, Mognato, Pellicani, Trabucco, Zane ammettete i vostri errori, fatevi da parte, mettetevi al servizio di un movimento di donne che possa veramente fare la differenza per risollevare le sorti di questa città. Proviamoci, diamo loro fiducia, mettiamoci al servizio. Chiediamo aiuto al mondo che ama Venezia intera (non solo i suoi monumenti) e il mondo risponderà.

Una femmi-lista per riprenderci Venezia ultima modifica: 2020-02-09T13:31:50+01:00 da MICHELE SAVORGNANO

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