La scissione gentile di Podemos

Teresa Rodríguez, la principale rappresentante di Anticapitalistas, componente andalusa fondatrice di Podemos, non concorrerà nuovamente alla guida del partito in Andalusia. Una separazione che i protagonisti non vogliono presentare come una rottura, tanto che Rodríguez e Pablo Iglesias hanno voluto annunciarla insieme in video.
scritto da ETTORE SINISCALCHI

Teresa Rodríguez, la principale rappresentante di Anticapitalistas, componente andalusa fondatrice di Podemos, non concorrerà nuovamente alla guida del partito in Andalusia. Una separazione che i protagonisti non vogliono presentare come una rottura, tanto che Rodríguez e Pablo Iglesias hanno voluto annunciarla insieme in video. 

“In politica e nella vita le strade a volte si separano. Grazie a Teresa per la sua lealtà”, ha twittato Iglesias. “Questo addio è un arrivederci. Da spazi differenti ci incontreremo difendendo la giustizia sociale”. 

“Sei anni fa abbiamo intrapreso un cammino che ha cambiato lo scenario politico. Bisogna apprendere da questi anni senza nascondere le differenze. A Pablo e alla sua squadra auguro ogni successo”, ha detto a sua volta Rodríguez.

A costituire il motivo principale di dissenso è il rapporto col Psoe. Anticapitalistas ha sempre mantenuto la barra sull’iniziale strategia di Podemos, consentire la nascita di giunte socialiste col voto ma restare fuori da accordi di governo. Già in alcune giunte locali questo metodo era stato contraddetto, l’alleanza con Pedro Sánchez nel governo nazionale ha sconfitto definitivamente questa posizione. Podemos ha seguito l’obiettivo strategico dell’entrata al governo con l’avallo di un referendum tra la militanza, anche in Andalusia.

Se sul piano nazionale la cosa non dovrebbe avere conseguenze, maggiore sarà l’impatto locale e nella lista Adelante Andalucia, alleanza tra Podemos, Izquierda Unida e altre formazioni “andalusiste” di sinistra. L’accordo prevede la permanenza nel gruppo parlamentare andaluso degli undici deputati su diciassette di Anticapitalistas. Per ora, che al governo ci sono Pp e Ciudadanos con l’appoggio dell’estrema destra di Vox, l’opposizione è unitaria. Poi, si vedrà col prossimo voto.

Pedro Sánchez e Pablo Iglesias, seguiti dai membri del nuovo governo, in ritiro per studiare i piani d’azione dei prossimi mesi

Forse in futuro ci potremo incontrare in qualche progetto di collaborazione elettorale,

ha affermato Iglesias. Intanto a maggio quando in Andalusia, come in altre Comunità autonome, si terrà il congresso di Podemos, gli appartenenti ad Anticapitalistas si ritireranno dall’esecutivo e abbandoneranno il partito, lasciandolo a Iglesias:

Deve dirigere una nuova squadra, in sintonia con la direzione e con gli iscritti,

ha detto Rodríguez.

Teresa Rodríguez e Pablo Iglesias a Málaga, novembre 2018

Tra le figure maggiori della ormai ex componente ci sono l’eurodeputato Miguel Urbán e il sindaco di Cadice, José María González Santos, che però governa la città assieme al Psoe.

Una “scissione gentile”, dunque, nella quale Podemos si misura con la prova del governo – sia nelle conseguenze, col disaccordo che porta alla separazione, che nella sdrammatizzazione della stessa – confermando però l’incapacità di mantenere le divergenze, anche radicali, nel comune progetto politico.

Accade con Anticapitalistas, accadde con Íñigo Errejón a Madrid e prima ancora in una fitta sequenza di allontanamenti volontari, espulsioni, abbandoni che hanno caratterizzato la storia di Podemos – col fondamentale ruolo degli stessi Anticapitalistas, sempre con Iglesias nella gestione delle crisi interne. Anche per questo la separazione chiude veramente un primo ciclo della storia di Podemos, dalla nascita nel 2014 fino all’entrata nel governo col Psoe. 

Anticapitalistas era già presente e radicato in Andalusia, proveniente da IU, da prima della nascita del partito viola. Podemos ha anzi iniziato a camminare anche sulle gambe andaluse, sin dal manifesto “Mover Ficha”, che il 14 gennaio 2014 lanciò l’idea di una formazione elettorale che rispondesse alla domanda di rinnovamento politico degli Indignados, facendone proprie le istanze e la rappresentanza elettorale per “convertire l’indignazione in cambiamento politico”. Un cammino con Anticapitalistas sempre in Podemos, a sinistra, come principale componente di minoranza. Nei congressi il confronto si è tenuto a colpi di candidature e mozioni, sui temi della relazione col Psoe e dell’esigenza di mantenere la sinistra a presidiare l’opposizione sociale dall’offensiva delle destre. Iglesias è sempre uscito vincente, mentre Anticapitalistas consolidava l’egemonia dell’alternativa. Nelle crisi interne, però, sempre il maggiore e fondamentale alleato. Anche nell’isolamento e nell’espulsione della dissidenza, tanto che in rete si possono leggere ironici e amari commenti che dicono “con noi non son mica stati affettuosi come nel video”. 

Non è quindi un artificio retorico ma una constatazione dire che con la “scissione gentile” giunge a compimento la prima fase della storia di Podemos. Anticapitalistas, che è stata una colonna della nascita e del percorso di Podemos, se ne va. Ottenuto il governo, il controllo di Iglesias è pressoché totale, il partito è uno strumento compatto della scelta strategica della dirigenza per il governo del paese. Resta la “maledizione del frazionismo” della sinistra a sinistra del Psoe. Ma le sue modalità vengono agite, davanti alla responsabilità di governo, in maniera molto diversa. 

La scissione gentile di Podemos ultima modifica: 2020-02-13T17:11:47+01:00 da ETTORE SINISCALCHI

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