Turismo, 80% piccole imprese. Le più esposte alla crisi virale

L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) ha pubblicato un comunicato con delle proiezioni legate all’effetto del COVID-19 sul mercato dei viaggi.
scritto da MARTA SOLIGO

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[LAS VEGAS]

I numeri iniziano ad arrivare, e non promettono bene. Il 6 marzo l’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) ha infatti pubblicato un comunicato con delle proiezioni legate all’effetto del COVID-19 sul mercato dei viaggi. La crescita in materia di arrivi internazionali, che a inizio anno era prevista dal tre al quattro per cento, è ora scesa dall’uno al due per cento. Tutto ciò si traduce in una perdita che va dai trenta ai cinquanta milioni di dollari.

Questa prima valutazione [spiega l’agenzia delle Nazioni Unite] prevede che l’Asia e il Pacifico saranno le regioni più colpite, con un calo degli arrivi previsto dal nove al dodici per cento. Le stime per altre regioni del mondo sono attualmente premature, data la rapida evoluzione della situazione. 

Nonostante UNWTO sottolinei che qualsiasi stima debba essere trattata con cautela e probabilmente sarà ulteriormente aggiornata, il pensiero non può non andare a quello che sta succedendo nel nostro paese. Basta dare uno sguardo veloce alle notizie per capire la disperazione di chi lavora nel turismo.

Negli scorsi giorni Confturismo-Confcommercio ha annunciato che nei prossimi tre mesi ci sarà un calo delle presenze di 31 milioni, equivalente a più di sette miliardi di euro. E in questo senso, le parole di Zurab Pololikashvili, segretario generale di UNWTO, cascano a pennello:

le piccole e medie imprese rappresentano circa l’ottanta per cento del settore turistico e sono particolarmente esposte, dato che dal settore dipendono milioni di mezzi di sussistenza in tutto il mondo, anche all’interno di comunità vulnerabili, che s’affidano al turismo.

In una situazione così difficile, UNWTO evidenzia l’importanza di sostenere la ripresa, sotto ogni punto di vista, soprattutto tenendo conto della trasversalità del settore. Avendo una profonda impronta sociale, il turismo ha un ruolo unico nell’aiutare le comunità coinvolte in termini di recupero e stabilità. Nel corso degli anni, riporta il comunicato, l’industria ha costantemente dimostrato la capacità non solo di riprendersi come settore, ma di essere in grado di guidare una più ampia ripresa economica e sociale. Ed è qui che entrano in gioco le istituzioni, poiché UNWTO spiega quanto tutto ciò dipenda da un adeguato sostegno e riconoscimento politico.

“This is not China, This is not Wuhan This was Milan in Italy today The new Ghost Town. #coronavirusitalla” [khawar Ali @Khawar786Ali]

I passi in questo senso sono tre. Prima di tutto, è fondamentale un sostegno finanziario e politico mirati all’industria dei viaggi nei paesi maggiormente colpiti. Inoltre, bisogna trovare delle misure di ripresa e altri incentivi da sviluppare e implementare attraverso un coordinamento tra sviluppo internazionale e le organizzazioni di finanziatori. Infine, è importante che nei piani di recupero dei paesi coinvolti si includa il mercato dei viaggi.

UNWTO, inoltre, non smette di sottolineare l’importanza di viaggiare in modo responsabile. Perché per evitare il contagio, le istituzioni non sono le uniche a dover intervenire. Come spiega l’agenzia, infatti, anche i gesti dei singoli viaggiatori sono fondamentali.

La responsabilità personale [spiega UNWTO] è il passo più importante che le persone possano fare per proteggere loro stesse e gli altri. I viaggiatori dovrebbero familiarizzare con le pratiche di prevenzione di base da applicare durante il viaggio e nella vita quotidiana.

Consultare i media e le comunicazioni delle varie istituzioni coinvolte diventa un passo vitale.

Com’è chiarito nel comunicato,

è essenziale rimanere informati sullo sviluppo della situazione, soprattutto durante il viaggio. I viaggiatori dovrebbero verificare regolarmente le comunicazioni dell’OMS e le altre risorse affidabili, e rimanere aggiornati sulle informazioni fornite dai professionisti della salute e dei viaggi. I viaggiatori sono responsabili non solo del proprio benessere ma anche del benessere di coloro che li circondano. Devono essere consapevoli dei sintomi e adottare tutte le misure raccomandate per l’igiene personale.

Per chi fa parte di un paese come l’Italia, per il quale il turismo è fondamentale, non è facile leggere notizie di questo tipo. Non dimentichiamo che UNWTO dichiara che, al momento, il turismo è uno dei settori a essere maggiormente danneggiati dalla minaccia del COVID-19. La soluzione, quindi, sembra essere la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

“View from the top of the Spanish Steps this evening. Rome a near ghost town #coronavirus” [ James Mates @jamesmatesitv]
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Quello che c’è da chiedersi, a livello sociologico, è come trasmettere a tutti l’importanza di cooperare.

Nel recente comunicato, UNWTO sottolinea la disponibilità a guidare e sostenere le misure di recupero dei propri membri, siano essi parte del settore pubblico o privato, compresi gli organizzatori di eventi e fiere del turismo. L’agenzia spiega che ogni informazione a riguardo sarà pubblicata sia sul sito internet sia sui social media. L’obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero di persone, e soprattutto, di viaggiatori.

È interessante notare come UNWTO stia cercando di agire a 360 gradi in termini di comunicazione. Perché l’imperativo, al momento, è l’idea che il COVID-19 non si possa sconfiggere senza la collaborazione di tutti.

Nell’immagine d’apertura: “My flight from London to Houston today. Practically empty. #coronavirus #COVID19 #CoronavirusOutbreak #Travel #tourism [Ken Hoffman@KenCultureMap]

Turismo, 80% piccole imprese. Le più esposte alla crisi virale ultima modifica: 2020-03-09T18:48:02+01:00 da MARTA SOLIGO

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