1980, quando le volanti arrestarono il calcio

Nella storia dello sport più popolare in Italia il calcioscommesse fu uno dei primi grandi scandali di illeciti sportivi e partite truccate. Che travolse squadre come il Milan, tra le altre, e star come Enrico Albertosi e Paolo Rossi.
scritto da ROBERTO BERTONI

Le volanti all’interno degli stadi, lo sguardo attonito del grande Paolo Valenti alla conduzione di Novantesimo minuto, l’incredulità di Tito Stagno alla Domenica Sportiva, il coinvolgimento di squadre importanti come Perugia, Avellino e, soprattutto, Milan che, non a caso, al termine di quella stagione fu retrocesso in Serie B insieme alla Lazio.

Fu un qualcosa di sconvolgente, forse persino più dello scandalo di Calciopoli, in quanto andò a colpire l’immaginario collettivo in un momento di estrema tensione nella vita del paese. Oltretutto, coinvolse campioni amatissimi come Albertosi, l’eroe di Messico ’70, e Paolo Rossi, il futuro “Pablito”, squalificato per due anni e destinato a risorgere solo nel luglio dell’82 grazie alla paziente attesa della Juventus e al coraggio visionario di Bearzot, che lo convocò per i Mondiali di Spagna e lo difese contro tutto e tutti.

Gli attaccanti della Nazionale Bruno Giordano e Paolo Rossi, due dei nomi illustri coinvolti nell’inchiesta (Foto di Umberto Pizzi, Giacominofoto/Fotogramma, Wikipedia)

Quell’inizio primavera di quarant’anni fa, quella domenica tragica, destinata a restare nella memoria di tutti gli sportivi come uno dei punti più bassi mai raggiunti dal nostro calcio, testimonia anche la fragilità di un sistema che da allora non si è mai davvero ripreso, non è riuscito a emendarsi, non ha avuto la forza di cambiare.

Ciò che emerse, drammaticamente, in quell’occasione fu la fragilità di un mondo che già allora aveva smarrito genuinità e spensieratezza per affogare nel denaro, negli eccessi, in un divismo da strapazzo che nulla ha a che spartire con i valori dello sport, nella follia di un modo di vivere e concepire i rapporti umani che ha condotto il calcio nel baratro in cui è sprofondato negli ultimi quarant’anni, tra fallimenti, calendari impazziti, partite rinviate, società storiche piombate nell’abisso e un disastro morale, culturale, sociale e, naturalmente, anche politico che ben rispecchia ciò che è accaduto nel frattempo in tutti gli altri ambiti della società.

I giocatori italiani coinvolti in un momento del processo per le scommesse clandestine (Foto Ansa, Wikipedia)

Quarant’anni fa, con le volanti della polizia negli stadi, gli arresti, i calciatori tradotti a Regina Coeli, le squalifiche durissime, le retrocessioni d’ufficio e la sconfitta di una certa idea del mondo, pulita e perbene, ebbe inizio la mutazione genetica del nostro stare insieme. Oggi non si gioca per altri motivi, purtroppo assai più seri, ma ciò non attenua in alcun modo il dolore e il rimpianto per quella storia sbagliata.

1980, quando le volanti arrestarono il calcio ultima modifica: 2020-03-23T15:32:05+01:00 da ROBERTO BERTONI

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