Coronavirus. India nelle mani del volubile Modi

Inizialmente il partito del primo ministro indicava soluzioni autarchiche contro il diffondersi del contagio. Le cose sembrano cambiate negli ultimi tempi dopo i 492 casi censiti e i nove morti, dati destinati ad aumentare col passare del tempo.
scritto da CLAUDIO MADRICARDO

AGGIORNAMENTO h16.45 24/3/20

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha annunciato un blocco totale per ventun giorni di tutto il paese. Un miliardo trecento milioni di indiani non potranno uscire di casa in seguito all’imposizione dell’isolamento deciso dal governo. Già nelle strade di molte città indiane stamattina erano comparsi check point della polizia che impediva il transito dei cittadini invitati anche a suon di bastonate a far ritorno nelle loro abitazioni. “Se questo paese non si ferma per ventun giorni, ha spiegato Modi, l’India rischia di tornare indietro di ventun anni”.

Da qualche tempo l’India s’è accorta del pericolo del coronavirus. Se inizialmente i militanti del Bharatiya Janata Party, il Partito del Popolo Indiano del sovranista primo ministro Narendra Modi, indicavano autarchicamente nella medicina tradizionale indiana ogni efficace rimedio contro il diffondersi del contagio, le cose sembrano cambiate negli ultimi tempi dopo i 492 casi censiti e i nove morti, dati destinati ad aumentare col passare del tempo. 

Il problema è comunque capire se non sia già troppo tardi, e il virus si sia già potuto spandere nelle campagne portato dal fiume umano che vi si è riversato con ogni mezzo appena s’è diffusa la voce dei provvedimenti restrittivi del governo. 

Per dare un quadro di cosa sta accadendo in tutta la regione, oltre a quelli indiani, devono essere citati gli 873 contagi del Pakistan i 92 dello Sri Lanka, i quaranta dell’Afghanistan, i tredici delle Maldive, i trentatré del Bangladesh, e i due per il momento registrati in Bhutan e Nepal (cifre provvisorie).

La diffusione che si sta verificando conferma l’area geografica come ad alto rischio. Vi risiede infatti il venti per cento della popolazione mondiale con dense concentrazioni nelle megalopoli. Tenuto conto che spesso le strutture sanitarie sono carenti se non inesistenti. 

Nei giorni scorsi Narendra Modi ha lanciato un appello agli altri paesi della Saarc, che con l’India raggruppa altre sette nazioni dell’area, invitandoli a cooperare creando un fondo di emergenza con contributi volontari. 

Modi ha assicurato di poter fornire medici, kit per i test, attrezzature, attività di formazione online, software per la condivisione di dati, i protocolli finora elaborati per le varie procedure, sanitarie e non. Per il futuro ha proposto una piattaforma di ricerca comune e un confronto tra esperti sulle conseguenze economiche a lungo termine.

Anche se con colpevole ritardo, il governo pare deciso di correre ai ripari, e ha avviato una campagna informativa nel paese sulla pericolosità del coronavirus. Da giorni chi usa il proprio telefonino per chiamare deve sentire il messaggio di una voce registrata che l’informa sul rischio del contagio. 

Mentre il governo ha ordinato la sospensione di tutti i voli domestici dal 24 marzo per un “periodo indefinito”. Il provvedimento esclude i voli cargo necessari per i rifornimenti. Quanto ai voli internazionali erano già stati sospesi dal 22 al 29 marzo, anche quelli con l’esclusione dei cargo. 

Foreign tourists face hostility in India amid #coronavirus panic [Turisti stranieri incontrano ostilità in India mentre cresce il panico per il coronavirus] @AJEnglish

La nuova restrizione sui trasporti nazionali segue le misure riguardanti il blocco fino al 31 marzo di tutti i collegamenti ferroviari per passeggeri, delle tratte autobus interstatali e dei servizi ferroviari metropolitani in tutto il paese. 

Ordini di chiusura delle attività non essenziali e di permanenza in casa delle persone sono stati emanati al momento in trenta tra i ventinove stati e sette territori che costituiscono l’Unione indiana, e coprono 548 distretti su 728.

Il 19 marzo scorso il primo ministro aveva annunciato il “coprifuoco del popolo”, una prova generale di isolamento per domenica 22. In tal modo tutto il paese è stato interessato dalla prima prova generale del lockdown, con tutta la gente invitata a non uscire da casa. Le foto delle trafficate strade e piazze indiane completamente vuote pullulano in rete.

Mentre proseguono gli interventi di sanificazione delle strade e le scuole sono state da tempo chiuse, i grandi centri commerciali hanno sospeso di funzionare. È prevedibile che il blocco totale dei movimenti avrà un effetto benefico sugli intollerabili livelli di inquinamento delle grandi metropoli indiane, a cominciare dall’inferno della capitale Delhi. Un beneficio già verificato del resto in Cina. 

Questa è la stazione di Pune. Pune, tra le aree urbane, ha il più alto numero di casi in India. Questi treni porteranno la gente nelle zone rurali remote dell’India dove sono al minino le strutture sanitarie e la capacità di eseguire test #CoVid19. Ditemi ancora una volta: perché non siamo ancora nel lockdown?

La stretta in atto riguarda anche l’attività politica. È notizia di oggi che la Commissione elettorale (Eci) ha deciso il rinvio delle elezioni per il rinnovo parziale del Consiglio degli Stati (Rajya Sabha), la camera alta del parlamento federale, che erano state programmate per il 26 marzo. Viene quindi rimandata ad altra data la consultazione per assegnare diciotto seggi in Andhra Pradesh, Gujarat, Madhya Pradesh, Rajasthan, Jharkhand, Meghalaya e Manipur.

La situazione di emergenza sanitaria pubblica ha suggerito di evitare le possibilità di incontri di qualsiasi natura che espongono a possibili rischi per la salute. Dal momento che le elezioni comportano il riunirsi di funzionari elettorali, militanti di partiti politici, funzionari di supporto e membri delle rispettive assemblee legislative. In attesa degli sviluppi, la situazione verrà esaminata nuovamente a fine mese.

Mentre sono annunciate misure di alleggerimento fiscale, s’attende un nuovo discorso del primo ministro Narendra Modi probabilmente in serata.


Nell’immagine d’apertura teleconferenza stampa del primo ministro Narendra Modi

Coronavirus. India nelle mani del volubile Modi ultima modifica: 2020-03-24T15:58:29+01:00 da CLAUDIO MADRICARDO

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