Monopoly va forte nell’era del Covid-19. Ne parliamo col campione del mondo

In questi giorni difficili di forzato isolamento chissà quanti di noi l’hanno tirato fuori dai cassetti. ytali ha incontrato Nicolò Falcone, veneziano, il numero uno di questo bel gioco.
scritto da BARBARA MARENGO
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È senza ombra di dubbio il più ricco immobiliarista del mondo, possiede terreni sui quali ha edificato case e hotel, domina il mercato semplicemente lanciando due dadi, sa a memoria decine di indirizzi, alcuni molto prestigiosi. Per questo è campione del mondo in carica, ma non si monta la testa, continua a lavorare nel suo ufficio del Comune, a Venezia. Nicolò Falcone con il gioco del Monopoly (che anche nella versione italiana termina con la y) ha conquistato il titolo di campione del mondo: ma dorme sonni tranquilli nella sua acquatica città, e si permette il lusso di andare in ufficio in barca. 

Fiero, molto fiero di questo primato conquistato a Macao nel 2015 e tuttora nelle sue mani di avvocato, giocatore e comico. Le due ultime caratteristiche sbocciate in quel magico 2015, dopo aver risposto ad un annuncio apparso su Facebook che metteva in palio un viaggio in Cina per chi avesse vinto le selezioni dei campionati prima regionali e poi nazionali di Monopoly.

La prima sfida in Friuli con tre amici, poi la competizione a Milano e la vittoria che lo vede partire per Macao. Dove Nicolò se la deve vedere con il detentore del titolo, il norvegese B. Halvard Knappskog. E vince, contro ventisette campioni internazionali, battendo il campione uscente caduto “sulle stazioni”. 

Il tableau de mariage del campione del mondo di Monopoly

Chi non ha mai giocato a Monopoly, il gioco da tavola composto da tabellone, dadi, caselle, banconote colorate, pedine a forma di edifici grandi e piccoli… che prevede il monopolio di un unico venditore sul mercato immobiliare, tramite acquisto e costruzione di terreni ed edifici su singole caselle che portano mitici nomi di “Vicolo Corto” o “Vicolo stretto”.

Il gioco più venduto al mondo, presente in oltre cento paesi e tradotto in oltre quaranta lingue, oggi distribuito da Hasbro, ideato da Elizabeth Magie nel 1903 che vedeva nel Monopoly uno strumento didattico per insegnare in America una teoria filosofico-economica. Lungo e complicato il cammino del brevetto che nel 1935 Charles Darrow registrò come se ne fosse stato l’inventore.

Complicato il percorso nel paese d’origine, il gioco da tavolo giunse in Italia negli anni Trenta del Novecento, e i nomi delle strade dovettero adeguarsi ai fasti del regime fascista, con Corso Littorio o via dell’Impero… Oggi oltre 750 milioni di persone al mondo si cimentano nel Monopoly, gioco d’intelligenza e tattica, che adegua lingua e monete al paese dove viene praticato. In Italia avvenne il passaggio da lira a euro, e alle 40.000 lire della casa sita in Viale dei Giardini o Parco della Vittoria corrisponde oggi il valore di 400 euro. 

Il campione del mondo ha portato a casa da Macao la vincita pari a 20.580 dollari, che corrispondono al valore di tutte le banconote colorate contenute nella confezione del gioco. Nicolò Falcone ricorda con stupore che ha dovuto pagare le tasse anche su questa vincita una volta rientrato in patria e che è stato sommerso da interviste e curiosità, e ancora oggi è chiamato nelle scuole, a feste o eventi durante i quali dimostra la sua tattica sopraffina di acquirente accorto.

Lamenta anche che in Italia il suo titolo è considerato con un pizzico di ironia e sufficienza, mentre ad esempio in Giappone l’associazione dei giocatori di Monopoly l’ha accolto come un eroe: e giapponese era il campione che Nicolò si è trovato di fronte a Macao nel 2015, Tsutomu Doita, sfidato assieme a un americano e al campione uscente norvegese.

La casa editrice Hasbro, in una continua evoluzione, prepara nuove edizioni e nuove proposte, per adulti e bambini.

Durante le sue numerose esperienze, Falcone ha incontrato varie personalità. Qui è con Javier Sotomayor, recordman del salto in alto

E tra le numerosissime edizioni di questi ultimi anni c’è da ricordare quella per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, che al posto dei nomi delle strade ha i nomi delle città italiane. È un percorso ideale quasi storico, che si adatta al periodo vissuto prevedendo le tendenze future. 

Nicolò Falcone prepara la nuova sfida che, tempi di coronavirus permettendo, sarà a settembre a Hong Kong. Nuovo titolo mondiale in palio per questo campione di nicchia che cinque anni fa si è portato dietro il gonfalone di San Marco, per far vedere che Venezia vive anche delle belle prove dei suoi (pochi) abitanti.

Direttore artistico della rassegna comica del teatro dell’Avogaria da cinque anni, esperienze lavorative in varie latitudini del mondo, padre di Filippo di tre anni e marito felice di Lisa, Falcone rilancia la sfida e si mette in competizione oltre che con il Monopoly anche con il mondo dello spettacolo.

Con i brevi monologhi comici di Stand-up Comedy, una comicità diversa dal cabaret, a contatto col pubblico che per un’oretta ascolta monologhi ironici e comici. Una formula teatrale di origine anglosassone recentemente approdata anche nel nostro paese che Nicolò presenta durante vari spettacoli in Italia ed è visibile anche su Youtube e in tv su Rai due, senza contare gli interventi alla radio grazie a un concorso organizzato dal canale Sky Comedy Central dedicato alla comicità. Assolutamente da vedere, soprattutto di questi tempi.

Il campione di Monopoly descrive questa “bizzarra avventura” con consapevole entusiasmo, raccontando di come il titolo e la comicità gli abbiano permesso di conoscere moltissime persone, in una catena di categorie. Dagli industriali come Tomaso Carraro (Carraro Group) ai manager come Beppe Costa (Costa Edutainment), dai campioni sportivi del calibro di Javier Sotomayor (che da quasi trent’anni detiene il record del mondo di salto in alto) alla figlia di Che Guevara in visita a Venezia.

Tra le personalità incontrate anche Aleida Guevara, figlia del “Che”

Compie ottantacinque anni, la vecchia scatola di cartone che l’editore Hasbro festeggia con le parole del suo campione: “un gioco molto divertente ed educativo nella gestione del denaro”. In questi giorni difficili di forzato isolamento, chissà quanti di noi hanno tirato fuori dai cassetti i giochi da tavola che di solito si praticano a Natale.

“Vediamo di riportare in laguna il titolo, se Dio vuole tra qualche mese”, afferma Nicolò, fedele al motto di famiglia imparato da piccolo giocando col padre e col fratello: “butta giù le case” intimato sbattendo i palmi delle mani sul tavolo, diretto a chi ha perso la partita e deve cedere le proprietà al vincitore.

Certo, Nicolò ha urlato queste tre parole anche a Macao quando ha vinto il titolo mondiale, e chissà cosa hanno capito gli avversari.

Monopoly va forte nell’era del Covid-19. Ne parliamo col campione del mondo ultima modifica: 2020-03-25T18:23:29+01:00 da BARBARA MARENGO

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