Covid-19, referendum rinviato in Cile

La pandemia del coronavirus obbliga il governo a spostare a ottobre la consultazione che dovrebbe mandare in soffitta la costituzione voluta da Pinochet. Intanto è cominciata una settimana di quarantena.
scritto da CLAUDIO MADRICARDO

Causa coronavirus, il referendum con il quale il 26 aprile con tutta probabilità la maggioranza dei cileni avrebbe archiviato la vecchia costituzione di Pinochet è slittato al prossimo 25 ottobre. E la soluzione della grave crisi sociale e politica scoppiata nello scorso ottobre, che è costata una trentina di morti e migliaia di feriti, viene congelata dalla proibizione di raggruppamenti di massa determinata dalla lotta alla diffusione dell’epidemia che fino ad ora, i dati sono di ieri, ha contagiato 1142 persone provocando tre decessi. 

Il presidente del Cile Sebastián Piñera è stato criticato per aver agito in ritardo di fronte alla diffusione del Covid-19

Se nel paese inizialmente non è mancato chi ha visto nei provvedimenti del governo l’intenzione di rimandare un referendum scomodo per la destra e nel coronavirus il pretesto per spegnere la grande protesta popolare che ha portato in Plaza Dignidad milioni di persone, la maggioranza dei cileni non ha perso occasione per denunciare l’attendismo con cui il governo ha affrontato la questione, poco attento alla salute dei propri cittadini. 

Così, come del resto è già accaduto altrove, anche in Cile il governo di destra di Sebastián Piñera ha perso del tempo prezioso, e con l’intenzione di non varare provvedimenti che potessero danneggiare l’economia, ha a lungo minimizzato il pericolo del contagio, invocando come alleata del suo attendismo l’alta temperatura dell’estate australe che non avrebbe favorito l’espandersi dell’epidemia. 

Ed è sembrato dover prendere inizialmente controvoglia alcuni provvedimenti da quando, il 3 marzo scorso, si è verificato il primo caso nel paese. Primo tra tutti quello della sospensione delle lezioni scolastiche decisa lo scorso 16 marzo che ieri è stata prolungata fino alla fine di aprile, periodo durante il quale gli studenti cileni continueranno a fare lezione online. Se e dove sono in possesso dei mezzi per farlo, ovviamente. 

Con l’aggravarsi della situazione, il governo è stato costretto a mettere in campo misure sempre più dure e la notte di domenica scorsa ha decretato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino in tutto il paese. Mentre il presidente ha annunciato che “tutti gli adulti maggiori di 80 anni dovranno rimanere nelle loro case”. 

Abitanti di una città cilena richiedono l’imposizione della quarantena

Provvedimenti che sono stati considerati ancora insufficienti a contrastare il pericolo del contagio secondo molte voci critiche che si sono levate nel paese. A cominciare da quella di Jorge Sharp, giovane sindaco di Valparaíso, la seconda città cilena, il quale non ha risparmiato critiche alla “quarantena progressiva” di Piñera, accusato di muoversi senza una strategia precisa, nonostante la chiusura delle frontiere la settimana scorsa.

Se per il per il momento il governo esclude il confinamento obbligatorio di tutta la popolazione, una misura già messa in atto da paesi confinanti come l’Argentina e il Perù, fino a ieri l’aveva applicata a livello regionale, nelle località della Patagonia di Puerto Williams e di Caleta Tortel. 

L’acuirsi della crisi ha costretto ieri il ministro della salute Jaime Mañalich ad annunciare un provvedimento di quarantena di sette giorni a partire dalle 22 del 26 marzo a Las Condes, Vitacura, Lo Barnechea, Ñuñoa, Santiago e Independencia, le “comunas” della regione metropolitana della capitale dove vivono più di un milione e trecentomila persone. Località dove si è registrato il numero maggiore dei contagi. 

Dal provvedimento sono ovviamente esclusi coloro che lavorano nei servizi pubblici della salute, dei trasporti, delle telecomunicazioni e di base, che dovranno essere dotati di un permesso speciale per circolare.

Uniformandosi a quanto già in atto in Italia, i cileni che vivono nelle zone oggetto della quarantena che dovranno andare al supermercato, in farmacia o dal medico dovranno essere in possesso di un permesso, che avrà una validità di tre ore.

Code all’aeroporto di Santiago, la capitale del Cile

Contestualmente saranno messi in opera cordoni sanitari per controllare l’accesso alla capitale, mentre la quarantena potrà in caso di necessità essere estesa. 

Stando ai dati del governo, il paese ha una capacità di circa cinquemila tamponi al giorno, il cui costo nel settore privato è di trenta dollari ciascuno. Attualmente il Cile può disporre di trentotto mila letti, al settanta per cento appartenenti al settore pubblico. Mentre per arginare la possibile crisi ospedaliera, qualora il contagio fosse destinato a crescere, il governo ha deciso di aprire cinque nuovi ospedali che aumenteranno di mille e settecento letti la rete assistenziale del paese. 

Covid-19, referendum rinviato in Cile ultima modifica: 2020-03-26T21:10:32+01:00 da CLAUDIO MADRICARDO

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