Covid-19. Cile al collasso, preso in giro dal governo

La situazione nel paese latinoamericano si fa drammatica nella massima confusione, alimentata dall’incompetenza di Piñera.
scritto da MARIA FEDORA PEÑA CAMARDA
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Quella che pubblichiamo è la toccante testimonianza mandataci da Maria Fedora Peña Camarda da Santiago del Cile. Maria Fedora è figlia del più grande musicista e compositore cileno del secolo scorso, Jorge Peña Hen, ucciso pochi giorni dal colpo di stato dell’11 settembre del 1973 a La Serena dagli assassini di Pinochet. 
Nel Museo della Memoria della capitale cilena è abbondante la documentazione dedicata all’opera del padre, dove si possono leggere i giornali dell’epoca in cui una stampa di regime lo accusava di crimini incredibili per giustificare la sua sparizione. Come quello di aver portato da Cuba assieme alla sua orchestra di ragazzi armi nascoste nelle custodie dei violini. 
Il Cile post pinochetista ha riconosciuto il giusto onore a un uomo che tanto ha fatto nel suo paese, al quale ha dedicato monumenti e intestato università. Maria Fedora dei giorni del colpo di stato ha un ricordo vivido, la sua casa era vicina alla residenza presidenziale di Avenida Tomás Moro a Las Condes, bombardata come il Palazzo De La Moneda l’11 settembre, e la sua famiglia era in relazione con Salvador Allende. Spesso in questi mesi di scoppio della protesta sociale e di durissima repressione mi ha confidato di rivivere gli incubi del passato.
Rispetto a quei tempi, ora vive nella elegante “comuna” di Providencia, fatta di case moderne e grandi viali alberati. Una di quelle che sono state oggetto della quarantena da parte del governo, con lo scopo, lo si leggerà dal suo racconto, di tutelare dal contagio le zone residenziali dei padroni. [Claudio Madricardo]

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[SANTIAGO DEL CILE]

Quello che fa e ha fatto il governo è assolutamente insufficiente. Mai dato informazione in relazione alla pandemia. Zero raccomandazioni su come curarsi da sé. Neppure un minimo d’istruzione alla popolazione. Un comportamento arrogante. È un attentato alla salute pubblica, ai lavoratori della sanità, ai lavoratori di tutto il paese, agli anziani, tenuti a vivere nell’incertezza e nell’insicurezza, alla cittadinanza, è un attentato non aver ascoltato i molteplici e ripetuti allarmi di tutte le istituzioni della sanità e mediche del paese avvertendo dei rischi per la vita di tutti. Una burla per i più deboli. Qualcosa d’imperdonabile. 

Non ci sono stati saccheggi nei supermercati, nulla. Sappiamo come si producono questi saccheggi; le forze armate dovrebbero mettere al servizio della popolazione la loro logistica. Distribuendo alimenti, fabbricando mascherine che non ci sono negli ospedali tanto che la comunità medica ha manifestato la sua preoccupazione per il rischio di contagio tra i lavoratori della sanità. Dovrebbero star montando i propri ospedali da campo per diminuire il collasso ospedaliero di ogni inverno. I delinquenti non sono stupidi. Non vanno a saccheggiare e a contagiarsi con il Covid-19. È tutto show di Piñera.

Posso dire che la gente non sopporta Piñera e glielo grida in ogni parte del paese. Ha decretato lo stato eccezionale e il coprifuoco, misure che non servono a nulla in una pandemia, quando abbiamo bisogno di informazioni, educazione e prevenzione, isolamento sociale. Ci siamo reclusi volontariamente, ci curiamo tra di noi, diventiamo ogni giorno più solidali e stiamo perfezionando i protocolli, guidati da video di medici e infermieri. I cileni sono disciplinati e siamo uniti contro l’imbecille. Piñera è felice perché sono finite le manifestazioni, si è posticipato il plebiscito. 

Le misure le ha prese per mantenere il controllo, forse anche nella speranza che muoia il massimo della gente che scende in piazza e fare quello che più ha voglia, risalire nei sondaggi ecc. Però tutto gli è riuscito male, troppo male. Annunciano una cosa, e poi la disdicono, prendono misure la mattina, nel pomeriggio la ritrattano, questo fino a tre volte al giorno e con temi realmente seri, di salute, lavoro e educazione. Tutto è un’improvvisazione che sfiora la follia. L’inettitudine dei ministri ha qualcosa dell’incredibile. Sono una manica di tarati, che ovunque vadano la gente gli grida di tutto. La gente è sempre più infuriata con questo viavai. Compresi vari deputati di destra e più di duecento sindaci, tra di loro molti di ultradestra, lo hanno criticato pubblicamente. Anche buoni giornalisti. Molta della gente che lo ha votato è pentita. Secondo Cadem (un istituto di sondaggi n.d.r.) la sua approvazione è salita del 18 per cento, ma il proprietario è un suo impiegato cosicché nessuno crede ai sondaggi che fa. La notizia è passata senza pena né gloria, e non è stata data nemmeno dalla televisione. In ogni caso gli è servita come anello alo dito per uscire un poco da questo stato di morto vivente in cui era. 

“Mientras todo Chile se pelea por un alcohol gel, un almacén de barrio en población La Victoria regala bolsas con pan para que a ningún vecino le falte”. [Mentre tutto il Cile litiga per un gel alcolico, un negozio di quartiere a La Victoria regala buste di pane perché non manchi a nessuno]. @capucha_informa

La gente giovane, professionista, sta accumulando rabbia. Molta rabbia per quando tutto questo terminerà. Rabbia che si trascina dal 18 ottobre e ora di fronte a questa emergenza è cresciuta molto, per il comportamento vessatorio che il governo ha avuto con la gente specialmente povera, giovane o vecchia, che è destinata ad essere carne da cannone in questa pandemia. Per il momento si cura e attende con pazienza che questa tappa finisca per tornare in strada, anche se a volte pensa che tutto ciò sarà lungo e doloroso per le perdite umane che questo implica, che forse per questo alla fine sarà demoralizzata, consumata, con una tristezza sociale che ridurrà l’energia di quello che si era ottenuto, che riduca la forza che da priorità a quello che sarà il cambio della costituzione e a tutta quella lotta. La gente umile è indignata, ha molta paura di infettarsi nel tumulto quotidiano dell’andata e ritorno al suo lavoro, alle sue compere nei supernercati pieni di gente. Si lagna, reclama, però continua a fare tutto perché ha paura di perdere il lavoro e non aver di che dar da mangiare ai propri figli.

Questo governo ci ha tenuti sotto pressione. La società è molto divisa, la destra fascista è sbocciata ed è molto violenta. C’è molta terapia psicologica e la salute mentale è danneggiata. Dichiarare la quarantena solo in sette comunas quando la Gran Santiago ne ha 19 e arriva a 21 con quelle sub urbane, dimostra quanto classisti e settari siano. E del resto del Cile, poco o nulla si sa. La gente dice che il governo protegge le comunas dei padroni, e ha ragione. Ci sono due Cile e questo governo sfrutta questo. Abbiamo un presidente stupido, opportunista e immorale, che è la barzelletta del mondo. 

Nell’immagine d’apertura la clamorosa protesta di medici contro Piñera, definito “culiao”, nello spagnolo cileno e argentino (Cordoba) insulto pesante come bastardo, figlio di p*, disgraziato.

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Covid-19. Cile al collasso, preso in giro dal governo ultima modifica: 2020-03-27T19:07:43+01:00 da MARIA FEDORA PEÑA CAMARDA

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