Fase 2. E teatro, cultura, intrattenimento?

Grandi star a parte, il variegato mondo dello spettacolo e dello sport vive con particolare durezza l’assenza dalla scena. E chiede di essere ascoltato.
ALDO GARZIA
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Economia in rosso fisso nello spettacolo, nelle arti, nell’editoria, nello sport, settori meno decisivi e prioritari di altri per l’economia nazionale però da tener d’occhio senza sufficienza perché fanno da contorno agli stili di vita di ognuno e perché si tratta di centinaia di migliaia di lavoratori in seria difficoltà. Il blackout è materiale e creativo al tempo stesso. 

I lavoratori dello spettacolo che versano contributi Inps secondo i dati ufficiali sono oltre 260mila, ma è evidente – data la precarietà del settore – che sono molti di più. I famosi seicento euro mensili stanziati per i lavoratori in difficoltà a causa della pandemia sono previsti anche in questo settore con l’asticella posta al di sotto di cinquantamila euro di reddito annuale.

La villa di Vasco Rossi a Zocca

Gino Paoli, conversando con Repubblica, racconta che passa queste giornate di distanziamento sociale nella sua casa di Quinto, a Genova, rivedendo i film di Frank Capra e ascoltando soprattutto Mozart, oltre a prendere appunti per qualche abbozzo di canzone futura. Vasco Rossi ha fatto in tempo a tornare da Los Angeles a Zocca, paesino nativo: si fa ritrarre spesso sul balcone di casa a prendere il sole o a fare piccole passeggiate. Patty Pravo ogni tanto socializza foto di lei distesa sul divano di casa intenta a leggere in prossimità di una finestra con magnifica vista sul Foro romano con il cartello: “Restate a casa”. Gianna Nannini ogni tanto posta un video con lei che suona al pianoforte asserragliata nella casa di Milano con la figlia Penelope. Nina Zilli è a Milano, racconta a la Stampa, chiusa in casa con il fidanzato Danti con cui suona e pensa a nuovi progetti. Ornella Vanoni fa sapere, anche lei a Milano, che tra i pochi passatempi ha quello di scendere in portineria e nel giardino condominiale per qualche chiacchierata. L’elenco potrebbe continuare con nomi noti e meno noti. Sul web è un pullulare di appelli ed esercitazioni musicali da parte di personaggi noti e meno. 

Patty Pravo

I vip ovviamente se la passano bene a differenza della moltitudine che ruota nell’ambiente dello spettacolo. Il mondo della musica s’è fermato totalmente alla vigilia delle tournée estive. Pensiamo al dramma dell’indotto: manager, gruppi musicali, fonici, tecnici delle luci, teatri, auditorium, orchestre. Si prevede che il blocco potrebbe continuare almeno per l’intero 2020. Il danno è incalcolabile. Oltre che materiale, creativo. Gli artisti soffrono infatti nell’essere costretti alla non esibizione. Esibirsi serve a ricaricare le batterie. Il rapporto con il pubblico è imprescindibile, pure per avere nuovi stimoli creativi. Il circuito virtuoso rappresentazione/pubblico è perciò in blackout. 

Nina Zilli

Anche il teatro ovviamente è in sofferenza. Monica Guerritore ha scritto una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte in cui ricorda la situazione del settore e dei suoi colleghi:

Gentile Presidente… il teatro è la palestra dove si allena il sentimento ‘thymos’: animo, vita, volontà, pensiero, principio vitale, forza, ardore… Le chiedo umilmente, da teatrante, senza ruoli istituzionali, senza incarichi, di prendere in considerazione una possibilità che potrebbe coinvolgere la Rai. Se n’è parlato, c’è sensibilità. Che sia la televisione pubblica, il luogo della cultura che arriva a tutti, a riservare spazio e tempo per portare al pubblico che non può andare a teatro il Teatro.

Teatro da riportare in tv, dunque, con apposito cartellone per alleviare la sofferenze di addetti e pubblico. Ipotesi sulla carta fattibile, pur con qualche difficoltà. La scelta di evitare contatti su un set hanno per esempio interrotto le registrazioni delle puntate della seguitissima fiction Un posto al sole (vanno in televisione quella del 2002). Stesso problema per il cinema: tutte le riprese di nuovi film sono interrotte fino a data da destinarsi. Come organizzare set e riprese è un problema. È assai probabile poi che i film programmati per le uscite in sala in primavera finiscano sui network delle pay-tv: Netflix, Sky, Prime Amazon, eccetera. Crisi catastrofica per teatri, sale cinematografiche, attività musicali in genere e di danza.

Stesso discorso per l’editoria in senso lato. Giornali in flessione vendite, edicole che fanno fatica a resistere, rinvio dei libri in uscita, sballato rinnovo dei cataloghi, poco incremento degli ebook e del digitale. Uguale situazione di sofferenza per gli sport individuali, dopo il blocco di quelli di squadra. Federica Pellegrini, olimpionica del nuoto, dichiara arrabbiata: “Sento parlare solo di calcio e mi dispiace. Esistono altri sport”. L’appello è riconsiderare lo stop agli sport individuali e olimpionici e non far ruotare la discussione sportiva solo sul refrain “far riprendere o meno il campionato di calcio”. 

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Fase 2. E teatro, cultura, intrattenimento? ultima modifica: 2020-04-16T13:11:01+02:00 da ALDO GARZIA

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