Venezia domani. Video-intervista con Claudio Scarpa, albergatori

Il direttore della maggiore associazione di categoria offre un punto di vista, da osservatore privilegiato, sui cambiamenti che vive la città e che ne influenzeranno notevolmente il futuro, nel breve e nel medio-lungo termine.
scritto da GIOVANNI LEONE
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In quest’intervista video, Claudio Scarpa, direttore generale dal 1999 della maggiore associazione di categoria (Associazione Veneziana Albergatori – A.V. A.), offre un punto di vista, da osservatore privilegiato, sui cambiamenti che vive Venezia nell’epoca del coronavirus e che ne influenzeranno notevolmente il futuro, nel breve e nel medio-lungo termine. Questa conversazione, suddivisa in otto sezioni tematiche, intende essere la prima di una serie, con operatori ed esponenti del mondo dell’accoglienza veneziano.

1 Come immaginate il domani che è già oggi e il domani che seguirà? Puntate sull’investimento in promozione pubblicitaria o con offerte nuove e differenziate? Gli italiani innanzitutto? a Venezia è impossibile ritornare ai numeri pre-COVID-19 con gli italiani…

L’attuale situazione durerà fino alla scoperta del vaccino, e sarà seguita da un’economia di guerra, con povertà diffusa. Puntare sulla monocultura turistica è stato un errore. Il primo a riavviarsi sarà il turismo di prossimità. Si comincerà con gli italiani (che però è il più povero turismo d’Europa), poi quello dei paesi vicini, con austriaci, svizzeri, francesi. Gli italiani avranno poco denaro e pochissime ferie, tutte bruciate in questo periodo di sosta obbligata; il mercato residuo sarà di pensionati e statali, ad ogni modo si cercherà piuttosto di risparmiare e sopravvivere. La contrazione della domanda provocherà un’altissima competizione. Sopravvivranno le strutture del lusso, i 5 stelle, e nella fascia più bassa, coloro che sapranno abbattere i costi, sarà il tempo del basso costo, che non è quello precedente ma un nuovo low-cost, delle super-offerte a sorteggio sul web.

2 Come immaginate Venezia domani?

Questa è l’occasione per ripensare la città, nel complesso. Noi abbiamo fatto proposte precise per la gestione dei flussi turistici: 

  • separare i pendolari da quelli residenziali;
  • differenziare l’accessibilità dai terminal sulla gronda lagunare (Fusina, San Giuliano, aeroporto Marco Polo, Ca’ Noghera).

L’aspetto positivo per noi è che le locazioni turistiche scompariranno, ma è inutile illudersi che facciano spazio alla residenza, troppo difficile vivere a Venezia: i costi sono alti e gli stipendi bassi, sono richiesti continui lavori ed è difficile farli. Venezia è città per benestanti, per i quali però è ancora troppo scomoda. La prospettiva è l’affitto di case a studenti. Sono necessarie politiche per la residenza che riguardino il patrimonio immobiliare pubblico e privato. Quello privato è penalizzato da una legislazione che tutela chi non paga gli affitti, le lungaggini giudiziarie scoraggiano il mercato delle locazioni.

3 Si continuano a realizzare nuovi alberghi, c’è ancora domanda? È ancora un mercato in crescita? Abbiamo visto interventi consistenti giustificati come ristrutturazione del tessuto urbano ma la costante sono i nuovi alberghi (via Ca’ Marcello, Ulloa, Gasometri).

Tutte le decisioni riguardo ai casi citati erano già prese in precedenza e forse sono oggi superate. Noi avevamo proposto la rottamazione, cioè consentire un nuovo albergo a compensazione di ogni albergo dismesso. Sotto il profilo dell’attività c’è un problema di rapporti con le banche e di accesso al credito.

4 A proposito di locazioni turistiche e B&B, gli albergatori non sono proprio esenti da responsabilità nella degenerazione di quel segmento di mercato…

Insieme al segmento alto (hotel di lusso) e basso (super low-cost), manterrà una quota di mercato quella degli appartamenti per famiglie, ma le uniche locazioni turistiche che sopravvivranno sono quelle gestite con approccio imprenditoriale, chi ha un solo appartamento è destinato a soccombere, non reggerà i costi e uscirà con le ossa rotte da questo periodo di inattività.

5 Parliamo di tutela della salute e della salute nei luoghi di lavoro, per utenti e lavoratori. Avete adottato linee guida per la valutazione dei rischi e opportune misure gestionali di riduzione dei rischi?

Stiamo lavorando con il nostro ufficio interno e in coordinamento con Federalberghi nazionale. Abbiamo organizzato un servizio di sanificazione certificato che i nostri soci potranno acquistare. Ci sono poi i cambiamenti nella gestione, ad esempio i buffet scompariranno lasciando spazio al servizio al tavolo.

6 Quale dev’essere il ruolo e il contributo del soggetto pubblico ai diversi livelli (statale, regionale, comunale)?

Quello che deve dare il contributo decisivo è lo Stato, a partire da interventi legislativi. Oggi si devono pagare i contributi prima degli stipendi, altrimenti si rischia di essere perseguiti. La Regione può far poco. A livello comunale le entrate derivanti dalle attività ricettive sono importanti, sia per il comune che per le partecipate, bisognerà capire cosa succederà al bilancio comunale a causa dell’improvviso mancato gettito (ZTL, imposta di soggiorno, ACTV, ecc.) e come sopperire in futuro alla riduzione di queste entrate. Comune, ad ogni livello, è il problema di una classe politica mediocre, indipendentemente dal colore politico o dall’ambito, in generale.

7 Parliamo della città. Come si può ripensare una città non più solo per turisti?

Non solo turismo e cultura. Cantieristica per esempio, ma bisogna fare proposte e progetti credibili, indicando coperture di spesa e ritorno degli investimenti, non può sempre pagare Pantalone! L’arsenale è una risorsa da valorizzare per attività legate alla nautica, tradizionale e non, penso alla cantieristica, anche al salone nautico, ecc. Ma la vera svolta è fare di Venezia la capitale mondiale della cultura, lo diventa nei periodi di apertura della Biennale ma dovrebbe avere quel ruolo costantemente. Portare a Venezia la sede del Consiglio d’Europa è stato un buon risultato, va nella direzione giusta.

8 C’è un grande assente tra i soggetti pubblici citati: la città metropolitana.

La città metropolitana proposta da Adriana Vigneri non serve a nulla, è una provincia sotto mentite spoglie. L’ambito della nostra associazione è quello lagunare con un perimetro che si allarga accogliendo la riviera del Brenta o Cavallino ma non arriva a Jesolo né può comprendere il Veneto orientale. L’ambito allargato metropolitano dovrebbe contenere Padova, Treviso e Venezia, a avere il suo baricento a Mestre. Un tema importante saranno le grandi opere e il loro inquadramento nella pianificazione territoriale. Il quadrante di Tessera, lo stadio, l’area dei pili con il palazzetto, sono tutti interventi che prevedranno necessariamente una quota ricettiva.

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Venezia domani. Video-intervista con Claudio Scarpa, albergatori ultima modifica: 2020-04-19T20:36:12+02:00 da GIOVANNI LEONE

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1 commento

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amos romano 23 Aprile 2020 a 16:20

“L’aspetto positivo per noi è che le locazioni turistiche scompariranno”
Complimenti ,direi proprio lo spirito giusto in questi momenti di difficoltà colletiva.,
A difesa della categoria vorrei far presente che proprio le locazioni turistiche possono essere la differenza in questi periodi in quanto portano nella città un tipo di turismo diverso da quello massificato degli ultimi anni e garantiscono uno stile di vita più sicuro evitando grandi assembramenti ( tipici degli alberghi)ed inoltre danno lavoro a tutte le piccole attività che li circondano potendo anche usufruire dei vari servizi di asporto che si verranno inevitabilmente a creare

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