Marino Cortese, la forza pacata di una solida cultura

La scomparsa di una figura di spicco della politica e delle istituzioni culturali veneziane.
SANDRO G. FRANCHINI
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Sebbene fossimo consapevoli che le condizioni di salute di Marino erano preoccupanti, la notizia della sua morte ha colto molti di noi impreparati, stupiti e molto addolorati. Marino Cortese per tanti e tanti di noi, oltre ad essere l’amico con cui condividere idee progetti e ricordi, rappresenta tutta una pagina di storia della nostra città. Marino Cortese è stato uno dei protagonisti di questo ultimo cinquantennio, che va dal 1966, in una periodizzazione che per noi è imprescindibile, e che ha visto Venezia risorgere dalla catastrofe dell’alluvione e ritrovare, qualche decennio dopo, una centralità internazionale che pareva ormai non più raggiungibile.

Conobbi Marino quando era vicepresidente della Regione e fin da allora rimasi colpito dal tratto signorile, dalla pacatezza dell’analisi, dalla forza che gli veniva da una solida cultura, che affondava le proprie radici in una tradizione di pensiero cattolico profondamente vissuta.

Ma fu soprattutto negli anni del suo assessorato alla cultura del Comune di Venezia che potei sperimentare quanto sia vero che le istituzioni sono ‘fatte’ dalle persone: Cortese seppe grazie alla sua esperienza, alla sua intelligenza e al suo pragmatismo dare un impulso decisivo alla vita culturale veneziana, anche favorendo il dialogo e la collaborazione tra le istituzioni culturali della città. Cortese riuscì a fare del Comune e del suo assessorato il volano di una molteplicità di iniziative attraverso la valorizzazione – grazie a incontri periodici, confronti, e attivando sinergie tese a un collegamento dei programmi – di quello straordinario, immenso patrimonio di idee, attività e progetti conservato ed elaborato dalle oltre quaranta fondazioni, istituti, scuole, archivi, biblioteche, associazioni, cui aggiungere musei, teatri, case editrici, che fanno di Venezia, nonostante i limiti delle dimensioni fisiche, una delle prime capitali culturali del mondo. Cortese sapeva questo e seppe trasformare questa consapevolezza in azione amministrativa e di governo.

Marino Cortese, Sandro Pertini e Giorgio Longo mentre raggiungono il palco per il comizio in piazza San Marco. Venezia 25 aprile 1975

Ma il suo capolavoro, per il quale sarà sempre ricordato, è stata la pluridecennale presidenza della Fondazione Querini Stampalia. Raccolta l’eredità di personalità come Giuseppe Mazzariol e di Germano Pattaro, valorizzando la competenza di direttori quali Giorgio Busetto e Marigusta Lazzari, Cortese seppe guidare la Fondazione in anni difficili e complessi, anni di grandi cambiamenti nella città e nel paese, in cui la Fondazione ricevette impulso e ampliamento, confermando e rafforzando il ruolo insostituibile della Querini nella vita – vita senza aggettivi che potrebbero limitarne l’accezione – veneziana.

Venezia è stata data per morta tante volte nella sua più che millenaria storia. Tante morti cui poi è sempre seguita una rinascita, in forme diverse, con nuovi contenuti e nuovi progetti, ma rinascita. Marino Cortese fu tra i protagonisti di una di queste. Nel suo pragmatismo, nella sua ostinata tenacia, nella sua capacità di credere, ci ha testimoniato che rinascere si può, che le strade sono molteplici e che ognuno di noi deve portare il contributo dei propri ideali e delle proprie capacità. 

Marino Cortese accoglie il presidente Sergio Mattarella alla Querini Stampalia, 29 aprile 2016

Nella visione che Marino Cortese si è sforzato di realizzare giorno dopo giorno e che ci lascia oggi come eredità, Venezia può ancora e sempre essere grande e prospera, amata nel mondo, desiderata e invidiata grazie alla propria bellezza, sì, ma non per una bellezza del passato, bensì viva, operante, mai chiusa in sé stessa, animata da attività sostenute da una cultura solida e costruite nello studio approfondito, in un progetto di civiltà e di città i cui pilastri sono le università, le istituzioni culturali, le case editrici, i musei, i teatri, gli archivi e le biblioteche frequentate da migliaia di giovani: come la sua Querini, dove anche lui da ragazzo aveva passato gli anni più importanti e certo anche più belli della sua vita.

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Marino Cortese, la forza pacata di una solida cultura ultima modifica: 2020-04-28T16:57:08+02:00 da SANDRO G. FRANCHINI
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