“Niente cambia se Non cambi niente”

Lunedì 1° giugno ci si è dati appuntamento alle ore 19 in campo SS. Giovanni e Paolo e in campo San Francesco della vigna, formando due catene umane convergenti verso le Fondamenta Nuove nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (distanza e mascherine), due braccia che s’incontrano stringendosi la mano in fondamenta, vicino all’ospedale, servizio pubblico essenziale per la cittadinanza di cui era stata ventilata una ipotesi di ridimensionamento poi ritirata.
GIOVANNI LEONE
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Dopo il lungo confinamento in casa, la popolazione è uscita allo scoperto, ha cercato conforto all’aperto e il ponte del 2 giugno è stata l’occasione perfetta: prese d’assalto località balneari, montanare e città d’arte tra cui Venezia, invasa da una marea di veneti che ha dimostrato l’alta considerazione che si ha della città del Leon. Si conferma la carica simbolica e il sentimento di appartenenza al capoluogo lagunare a cui non solo gli abitanti della provincia ma quelli dell’intera regione sono soggetti. Mentre i gitanti affollavano le calli, i veneziani montavano in barca a solcare acque lagunari per un bagno di sole e un tuffo refrigerante. In condizioni del genere convocare una manifestazione politica di carattere civico è un rischio troppo alto, un azzardo imprudente che un gruppo di cittadini ha voluto correre lo stesso alzando per giunta la posta: non una, ma due manifestazioni complementari, che partono da due punti diversi per incontrarsi e abbracciare una parte di città rivendicando i diritti del cittadino sullo spazio pubblico.

foto di Andrea Merola

Ne va della sopravvivenza della città. Per questo lunedì 1° giugno ci si è dati appuntamento alle ore 19 in campo SS. Giovanni e Paolo e in campo San Francesco della vigna, formando due catene umane convergenti verso le Fondamenta Nuove nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (distanza e mascherine), due braccia che s’incontrano stringendosi la mano in fondamenta, vicino all’ospedale, servizio pubblico essenziale per la cittadinanza di cui era stata ventilata una ipotesi di ridimensionamento, poi ritirata. 

foto di Andrea Merola

La mobilitazione di grande rilievo simbolico ha visto una partecipazione che si auspicava numerosa e invece è stata massiccia, oltre ogni previsione. Due eventi per un unico scopo: manifestare a favore di un’inversione di tendenza sul turismo, che non va demonizzato né osannato; l’acqua alta e poi il coronavirus hanno messo a nudo tutte le criticità di un’attività considerata erroneamente la panacea di tutti i mali e lasciata sviluppare senza argini. Il turismo va finalmente governato, e reso compatibile con le istanze della residenzialità e degli abitanti. Non si può continuare ad appiattire l’economia cittadina sull’industria turistica, incrementando i flussi e l’affollamento.

foto di Andrea Merola

Invece, questa è la via che sembra si voglia imboccare con:

  1. L’intervento nell’area ex-gasometri a San Francesco della Vigna, destinata a spazi e servizi pubblici, poi ceduta ai privati per costruirvi un insediamento residenziale, e in cui oggi si dice essere necessario realizzare residenze di lusso o una struttura alberghiera per coprire le spese necessarie a realizzare una palestra. Nel frattempo, si approfitta del fatto che la palestra come indicata in variante era sottodimensionata rispetto alle esigenze delle scuole e sovradimensionata rispetto agli spazi in cui andava collocata, per proporre di realizzare un Palazzetto dello Sport in due fabbricati situati in Arsenale, prima della comunità cristiano dalmata e ora di proprietà comunale.
  2. L’installazione di nuovi pontili alle Fondamente Nuove per imbarcazioni “gran turismo” che la stessa impresa beneficiaria della concessione definisce “veri e propri moderni autobus del mare”.  Il nuovo pontile genererà nuovo traffico acqueo, inquinamento acustico e atmosferico, moto ondoso, in un punto già molto trafficato. Stupisce vedere collocata una tale attività rumorosa in prossimità dell’ospedale che dovrebbe avere una fascia di rispetto intorno. L’intervento è di basso impatto fisico ma di grande impatto sociale per il numero di turisti che è in grado di trasportare, un flusso tale da stravolgere l’area. Inoltre, sulle fondamenta andava a ormeggiarsi la barca per la raccolta dei rifiuti, per la quale è stato fatto un nuovo approdo in un sotoportego, ormeggiando la barca con motore acceso, cattivo odore e rumore sotto le finestre dei residenti.
foto di Andrea Merola

BASTA sostenere l’espansione dei flussi turistici che già saturano Venezia potenziando nuovi accessi per il turismo mordi e fuggi e sostituendo servizi alla residenzialità con speculazioni immobiliari tendenti a saturare ogni area disponibile. Si dice di voler sgravare Riva degli Schiavoni e San Marco, ma in questo modo – anziché salvaguardarla – si compromette la vivibilità delle residue zone residenziali, come dichiarato dal sindaco il 28 aprile 2018 in un video postato su Facebook:

“Non possiamo e non vogliamo impedire l’accesso alla città. Però dobbiamo regolarne i flussi nei giorni di particolare intensità. Cerchiamo di direzionare i flussi in maniera diversa dal solito, invece che fare andare i turisti in un’unica direzione, li deviamo sostanzialmente in tre direzioni. Spostiamo l’approdo di lancioni che arrivano dal Cavallino che invece di passare per San Marco vanno dalle parti delle Fondamenta Nuove.

Un firmamento di stelle, segnate con un gessetto, a tappezzare il pavimento del campo, quasi a preludere una semina regolare. Così si presentava SS. Giovanni e Paolo lunedì pomeriggio, in attesa che su ogni asterisco si posizionasse una persona a distanza di sicurezza. Questo segno ben rappresenta la volontà di creare una convergenza di cittadini in un punto da cui ripartire, per andare nel territorio a portare l’azione civica e così pesare sul destino della città. 

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“Niente cambia se Non cambi niente” ultima modifica: 2020-06-03T00:02:17+02:00 da GIOVANNI LEONE

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