Le ciliegie della Lega, quando politica e morale si scontrano

scritto da FRANCO MIRACCO
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Un amico mi dice di Matteo Salvini e delle “sue” ciliegie divorate da qualche parte a Verona, mentre lo sguardo del Capo leghista è quello di chi teme che ci sia qualcuno che gliele porti via, le ciliegie. Anzi, da una parte l’ansia di Salvini, dall’altra le ciliegie una dietro l’altra, compresi i noccioli, uno dietro l’altro. Gli sta seduto accanto il presidente Luca Zaia, anche lui inciliegiato ma non divorante, almeno stando al video tutto da vedere. A fare la parte del divoratore c’è soltanto il Capo della Lega, Capo anche di Zaia, che non sembra accorgersi di aver combinato un grosso guaio, di aver giocato un colossale scherzo di pessimo gusto al suo Salvini. Sì, perché mentre il “cattivo” Salvini divora il rosso frutto, Zaia il “buono” si mette a parlare del tragico caso della Sanità veronese (forse che Verona non rientra nella mirabolante Sanità veneta tampone per tampone, mascherina per mascherina per intero diretta dallo Zaia dei miracoli?). Ed è così che nella conferenza stampa delle ciliegie si dice, a dirlo meglio per la verità sono solo alcuni giornali, che a Verona ci sono stati “tre neonati morti e altri dodici con danni neurologici”.

Probabilmente l’ansia divorante e quello sguardo rabbioso, che si colgono chiaramente sul volto di Salvini, sono l’immagine di chi capisce di essere stato gettato in un trabocchetto. Ma come, vengo a Verona celeberrima per vini e ciliegie, e questo qui si mette a parlare di neonati morti o rovinati per sempre? Bravo Zaia, e sarebbe questo il gran comunicatore?, si sarà chiesto il mitico politico del Papeete. Come molti sanno tra Verona e Bibione, tra le colline del Prosecco e la Venezia capitale d’ogni Carnevale, il presidente della Regione del Veneto è signore dalle buone letture, ovviamente non sempre alla portata di tutti. Così non se ne vorrà se al posto dell’imperatore Adriano si farà ricorso a Immanuel Kant, a una sua riflessione, che Luca Zaia saprà in che libro rintracciare.

Dice il filosofo:

La vera politica non può fare nessun passo in avanti senza prima aver reso omaggio alla morale, e benché la politica in se stessa sia una difficile arte, tuttavia non è affatto una tecnica la sua unione con la morale; infatti è questa che taglia il nodo che quella non è capace di sciogliere appena l’una e l’altra entrano in conflitto.

Da una parte allora il dolore per la tragedia di quei neonati veronesi massacrati da un misterioso batterio ospedaliero, dall’altra la tristezza di quel triste banchetto con ciliegie, dove l’allucinante occasione cercata dai due Capi leghisti ha mostrato impietosamente l’enorme conflitto che può esserci tra morale e politica. Seppure, di vera politica non ci fosse nulla attorno a quel tavolo, al suo posto è apparso invece qualcosa di immorale: le elezioni vissute come mostro che non si perde nessuna occasione, nemmeno di fronte a una autentica “strage degli innocenti”; e la politica, se così può essere chiamata, vissuta come maschera della più impressionante indifferenza. Alla campagna elettorale interpretata come un mostro onnivoro da Luca Zaia, oltre alle ciliegie della vergogna, appartengono molte altre sceneggiate con esibizioni di uova, pulcini, torte e qualche bugia di troppo. Signor presidente, lei sostiene di aver fermato il Carnevale di Venezia pur di impedire il diffondersi del virus. Non è affatto vero. Lei sostiene di aver deciso “lo stop al Carnevale” [nota 1]. Non è vero. [nota 2]

Tutti sanno che lo scempio carnevalesco è durato quasi fino al martedì grasso. Allora? Se vuole riportare in Veneto settanta milioni di turisti, s’impegni a nominare una competente commissione scientifica che studi in piena indipendenza se il Carnevale non interrotto abbia causato morti e contagi. In Inghilterra l’hanno fatto per la partita Liverpool-Atletico Madrid e a seguito di ciò sono stati scoperti decine e decine di morti dovuti a un’incredibile irresponsabilità. Ecco di nuovo il divorzio tra politica e morale. E quando lei afferma di turisti che s’ammalerebbero in Veneto perché bisognosi di urgenti trapianti, lei ritiene di dire il vero quando “si vende la chiacchiera” che tutto avverrebbe gratuitamente? Ma Signor presidente, cosa va dicendo?

[nota 1]Noi i provvedimenti duri li abbiamo firmati, lo stop al Carnevale di Venezia lo abbiamo deciso, nonostante il pensarci ancora mi faccia male”. [Luca Zaia, intervistato da Marco Cremonesi, Corriere della sera, 12 giugno 2020]

[nota 2] Venezia, la vetrina d’Italia, chiude. Ma non troppo. Il Carnevale viene fermato quando ormai è agli sgoccioli dopo le due canoniche settimane di durata. Salterà il martedì grasso, ma ormai nel tempo moderno contano le due domeniche, e quelle sono state salvaguardate, con ordinanza regionale giunta a festeggiamenti in corso e mantenuti fino alla mezzanotte di ieri, quando invece sabato mattina era già stato deciso di sigillare le università. […] “Potevano pensarci prima”, dice il gondoliere di ritorno dalla corsa con la famigliola cinese. “Fermare adesso il Carnevale è come proibire Natale a Santo Stefano”. [Coronavirus, Zaia ferma il Carnevale di Venezia ma è tardi di Marco Imarisio, Corriere della sera, 23 febbraio 2020]

Dopo la valanga social che è seguita alla conferenza delle ciliegie a Verona, la Lega diffonde un poster che è apparentemente polemico con il Pd. In realtà rimarca che all’evento c’erano sia Matteo Salvini sia Luca Zaia, anche lui debitamente fornito di ciliegie.

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Le ciliegie della Lega, quando politica e morale si scontrano ultima modifica: 2020-06-16T22:08:08+02:00 da FRANCO MIRACCO

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