Alberoni. Opporsi, opporsi, opporsi allo sfregio ambientale

ytali continua la sua inchiesta, documentando l’azione civica in atto per contrastare l’autorizzazione alla realizzazione dello stabilimento balneare Acquarium all’interno dell’area protetta del Lido.
scritto da GIOVANNI LEONE
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Torniamo a documentare l’azione civica in atto per contrastare l’autorizzazione alla realizzazione dello stabilimento balneare Acquarium all’interno dell’area protetta degli Alberoni. Una certa dose di opacità sembra caratterizzare questa e altre procedure autorizzative L’opacità sembra caratterizzare vicende come questa e di altri progetti caldeggiati dall’amministrazione comunale, dove sembra che il privato goda di una condizione privilegiata e di una sorta di “statuto speciale”. Difficile per il cittadino avere informazioni certe e precise, alla richiesta di accesso agli atti si è risposto comunicando di avere trasmesso ai privati autorizzazione o se dando copia degli atti non si violino le norme sulla tutela della privacy. A Venezia dopo l’adozione del PAT (Piano di Assetto del Territorio) la trattativa pubblico/privato (P/P) è diventata un fattore prioritario, ma subordinare l’accesso ad atti pubblici (come sono quelli di un progetto) a una sorta di liberatoria dei privati che autorizzi il soggetto pubblico a render pubblici atti pubblici appare singolare.

Dopo la conferenza stampa di sabato 13 giugno l’azione di contrasto di cui continuiamo a render conto è continuata con:

  • un incontro di approfondimento il 21 giugno in piazzale del Casinò al Lido;
  • un flash-mob del gruppo Extinction Rebellion il giorno 28 giugno agli Alberoni.

Innanzitutto, per agevolare la comprensione degli interventi degli esperti è bene innanzitutto inquadrare questi e altri termini che l’esperto dà per assodato ma che all’uomo comune appaiono oscuri come SIC e ZSC, VIA e VincA. 

Il principale strumento dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità è la rete Natura 2000, rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione istituita ai sensi della direttiva 92/43/CEE del 21 maggi 1992 (nota come direttiva “Habitat”) per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario, recepita in Italia nel 1997. Ogni stato membro redige e trasmette alla Commissione europea l’elenco dei siti di propria pertinenza, rilevanti in quanto ad habitat, specie animali e vegetali. La Commissione europea predispone l’elenco dei siti SIC (Sito d’Interesse Comunitario) ed entro sei anni dalla sua pubblicazione le aree devono essere dichiarate ZSC (Zona Speciale di Conservazione). La rete europea per la conservazione della biodiversità denominata Natura 2000 è formata da ZSC e ZPS (Zone di Protezione Speciale), collocate queste lungo le rotte migratorie dell’avifauna finalizzate al mantenimento e alla conservazione di idonei habitat per gli uccelli migratori selvatici ai sensi della direttiva 79/409/CEE (nota come direttiva Uccelli).

In Italia la redazione degli elenchi SIC e ZPS è effettuata dalle regioni e dalle provincie avvalendosi di esperti. Per quanto riguarda il Veneto le aree della rete Natura 2000 si trovano nella Carta regionale dei SIC e delle ZPS ma proprio quella delle Dune degli Alberoni (IT3250034) bianche (verso il mare) e grigie (in secondo piano) ha una cartografia non validata. Questo è uno dei problemi segnalati, avere lavorato su cartografia non collaudata e anzi su mappe diverse non coerenti. 

Il problema di aree come quella in oggetto, denominate sacrificali perché proteggono dalle mareggiate, è di essere oggetto a cambiamenti continui per l’azione del mare e del vento. A differenza del litorale balneare a Nord della laguna, che richiede integrazioni della sabbia portata via dalle mareggiate invernali, il litorale degli Alberoni si è progressivamente allargato anche per via delle dighe della bocca di Malamocco, come bene illustra il professore Leonardo Filesi nel suo intervento. Negli ultimi anni l’azione di vigilanza e monitoraggio è stata carente, anche perché l’amministrazione ha ritenuto di non rinnovare le convenzioni con il WWF per gli Alberoni e con la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) per Ca’ Roman a Pellestrina.

Quindi i dati non sono aggiornati, premessa essenziale per fornire elementi di valutazione per la salvaguardia di questi siti di rilevanza ambientale, assoggettati a vari strumenti di tutela e salvaguardia il più noto dei quali è la VIA (Valutazione impatto Ambientale), ma non è l’unico. I progetti che possono avere incidenza significativa su SIC, ZSC e ZPS sono assoggettati a VIncA (Valutazione Incidenza Ambientale) procedura obbligatoria che deve esaminare le interferenze di piani e progetti non direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie ma che possono condizionarne l’equilibrio ambientale. Gli enti che propongono piani territoriali, urbanistici e di settore compresi piani agricoli e faunistico-venatori sono obbligati a predisporre uno studio apposito (relazione più elaborati grafici).

Altro strumento è la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), processo teso a supportare piani e programmi di sviluppo che ricadono nelle aree anzidette con considerazioni di carattere ambientale a cui questi devono essere assoggettati, si tratta di una valutazione ex ante, che precede cioè l’approvazione degli strumenti di pianificazione degli interventi, ed è una evoluzione della VIA. Questi argomenti è sviluppato nell’intervento della professoressa Maria Rosa Vittadini, già presidente della Commissione VIA nazionale del ministero dell’ambiente. Illuminante l’intervento di Edy Fantinato, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze ambientali dell’università Ca’ Foscari per ricerche focalizzate sui seguenti temi: ripristino degli habitat delle dune nei siti Natura 2000 della costa veneta; contributo delle interazioni di impollinazione all’assemblaggio di comunità naturali e semi-naturali; valutazione dello stato di conservazione degli habitat Natura 2000 in Italia (art. 17).

21 giugno in piazzale del Casinò, Lido di Venezia

Introduzione: Salvatore Lihard (Associazione CAAL – Comitato Ambientalista Altro Lido), Paolo Perlasca (WWF), Shamir Sartorelli (Extinction Rebellion Venezia)

Interventi: Leonardo Filesi (botanico), Edy Fantinato (ricercatore Ca’ Foscari), Maria Rosa Vittadini (urbanista ed esperta ambientale)

28 giugno, Alberoni

Flash-mob: Extinction Rebellion Venezia

Alberoni. Opporsi, opporsi, opporsi allo sfregio ambientale ultima modifica: 2020-07-01T10:15:45+02:00 da GIOVANNI LEONE

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