Mobilità dopo covid. Video-conversazione con M. R. Vittadini

In questa intervista il tema è declinato a scale diverse, da quella nazionale ed europea, a quella locale (regionale e metropolitana), tenendo conto delle prospettive aperte alla luce del coronavirus che ha evidenziato l’importanza della dimensione di vicinato e delle politiche per una città di prossimità capace di offrire agli abitanti i servizi essenziali entro un raggio massimo di un chilometro.
scritto da GIOVANNI LEONE
Condividi
PDF

La conversazione con Maria Rosa Vittadini verte sulla mobilità, un tema che va declinato a scale diverse, da quella nazionale ed europea, a quella locale (regionale e metropolitana) e sulle prospettive aperte alla luce del coronavirus che ha evidenziato l’importanza della dimensione di vicinato e delle politiche per una città di prossimità capace di offrire agli abitanti i servizi essenziali in un raggio di quindici minuti a piedi, quindi entro un raggio massimo di un chilometro.

Maria Rosa Vittadini è un’autorità in materia di urbanistica, mobilità e ambiente. In materia di mobilità si considera “allieva” di Guglielmo Zambrini. Dal 1998 al 2002 è stata direttore generale del Servizio valutazione dell’impatto ambientale (VIA) del Ministero dell’ambiente. In questo ruolo ha coperto numerosi incarichi di rilevo: è stata presidente della Commissione nazionale di VIA, rappresentante del Ministero dell’ambiente nel Consiglio di amministrazione dell’European Environment Agency a Copenhagen; coordinatrice, tra il 1998 e il 2000, della partecipazione del Ministero dell’ambiente alla redazione del Piano nazionale dei trasporti e della logistica (PGTL);
Dal 2006 al 2009 ha fatto parte del Nucleo di Valutazione delle opere pubbliche della regione Val d’Aosta. Dal 2007 al 2008 è stata coordinatore della sottocommissione VAS nell’ambito della Commissione tecnica di Verifica per l’impatto ambientale – VIA e VAS del Ministero dell’ambiente e della difesa del territorio italiano. Da molti anni si occupa, singolarmente o in collaborazione con i principali esperti dei diversi settori, di lavori professionali e di ricerca per enti pubblici e amministrazioni locali in materia di pianificazione dei trasporti e del territorio e di metodi e tecniche di valutazione ambientale.

Argomento 1 (durata 14:40 minuti)

Parliamo di mobilità, pubblica e privata. Partiamo dalla mitica SFMR che doveva essere la rete ferroviaria alla scala regionale, ma che non si è mai concretizzata, a Venezia non si è riusciti neanche a fare una navetta che collegasse la città insulare alle città di terraferma, l’unica novità è stata quella di consentire ai cittadini di attaccarsi al tram comunale.

dal minuto 8:23

Mi aiuti a inquadrare il tema della mobilità e del rapporto tra ciclabilità e trasporti ferroviari regionali?

Argomento 2 (durata 10:00 minuti)

Andiamo ora al tema della mobilità sostenibile, quella acquea nella città insulare e quella ciclabile e pedonale nelle città di terraferma. Proviamo a inquadrarla sotto il profilo della mobilità pubblica ma anche su quella della mobilità delle merci e dell’interscambio gomma-acqua per capire se non si riesce a mettere in atto strategie concrete per incapacità o mancanza di volontà?

Argomento 3 (durata 18:21 minuti)

La sensazione oggi è che ci sia un disegno per disarticolare qualunque tentativo di pianificazione, essendo l’amministrazione incapace di aggiornare gli strumenti urbanistici si cerca di affrontare i temi in modo separato e a sé stante, possibilmente facendo ricorso all’istituto della deroga e alla negoziazione pubblico-privato riconosciuta come prioritaria nel PAT (Piano di assetto del territorio). Succede ai gasometri, sulla gronda lagunare (Campalto e Punta San Giuliano), a Tessera e Dese dove abbiamo la proposta di collegamento ferroviario che ha la stessa funzione di una navetta ma che si dice stazione passante dove si auspica sottotraccia una stazione dell’alta velocità o la fermata di uno stadio di là da venire. 

Partiamo da qui, dal collegamento con l’aeroporto, un progetto che appare inspiegabilmente lacunoso e sbagliato ancor più sotto il profilo tecnico che su quello del confronto politico.

dal minuto 6:55

Andiamo ora al sistema regionale dei trasporti e al rapporto tra trasporti pubblici e privati.

dal minuto 11:48

Con l’emergenza sanitaria del Covid 19 è stata evidenziata l’importanza della dimensione del vicinato. Ci racconti come questa dimensione può diventare elemento di pianificazione strategica di sistema? Si possono organizzare le città con attrezzature e servizi in grado di soddisfare i bisogni a distanze percorribili a piedi?

Argomento 4 (durata 12:57 minuti)

Dalla scala minuta passiamo saltiamo ora alla grande scala: a che punto siamo con la messa a sistema di un’interazione, una sinergia, tra la rete locale, nazionale e internazionale e la velocità di percorrenza delle tratte? Questi diversi piani stanno insieme o sono meteore impazzite? Il tema è nuovamente l’inquadramento in un sistema unitario o c’è conflitto – ad esempio – tra l’alta velocità e la località intesa come scala in cui conciliare problemi e bisogni, penso alla TAV per esempio.

dal minuto 10:00

Appello alla Regione Veneto riguardo a mobilità e trasporti, grandi opere e nuove attrezzature…

Grazie al tuo sostegno
ytali sarà in grado di proseguire le pubblicazioni nel 2020.
Clicca qui per partecipare alla raccolta fondi.

Your support will give ytali the chance to carry on in 2020.
Click here to contribute to the fundraising.

Votre soutien donnera à ytali la chance de continuer en 2020.
Cliquez ici pour contribuer à la collecte de fonds
.

Mobilità dopo covid. Video-conversazione con M. R. Vittadini ultima modifica: 2020-07-20T16:38:55+02:00 da GIOVANNI LEONE

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento