Veritas e bugie. Video-conversazione con G. Tamino

Uomo di scienza, biologo sempre impegnato politicamente, spiega in questa intervista perché occorre alimentare l’economia circolare, far ricorso a fonti di energia rinnovabili, incrementare e migliorare il riciclo dei materiali per ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, e non invece riproporre inceneritori che richiedono d’importare rifiuti da “valorizzare” per potere mandare a regime il ciclo produttivo.
scritto da GIOVANNI LEONE
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La conversazione con Gianni Tamino verte intorno al progetto dell’inceneritore di Fusina. Spesso si scivola nel luogo comune di liquidare le critiche e le analisi degli ambientalisti descritti come appartenenti al partito preso del No pregiudiziale e a tutti i costi. Vedremo invece come le critiche e le opposizioni siano basate su ragioni precise e coerenti. Ambiente, salute, lavoro devono smettere di essere messi in contrapposizione, sono termini complementari e non concorrenziali. Risulta paradossale che da un lato si ragioni sulla riconversione Green del distretto produttivo di porto Marghera dall’altro si potenzi proprio a Marghera un impianto che costringe gli abitanti a continuare a sottostare al rischio chimico da inquinamento. Il fatto che per il momento non venga autorizzato il ciclo del trattamento dei fanghi Pfas è un compromesso che non soddisfa i critici che sostengono come occorra alimentare l’economia circolare, far ricorso a fonti di energia rinnovabili, incrementare e migliorare il riciclo dei materiali per ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, e non invece riproporre inceneritori che richiedono d’importare rifiuti da “valorizzare” per potere mandare a regime il ciclo produttivo.

Gianni Tamino è un uomo di scienza, biologo sempre impegnato politicamente con la federazione dei Verdi con i quali è entrato al parlamento europeo subentrando ad Alexander Langer. È stato vicepresidente della Commissione per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi d’informazione. Si è sempre occupato di energie rinnovabili, sostenibilità, biotecnologie e di ricerca nell’ambito degli inquinanti ambientali, studiando centrali elettriche e inceneritori e il loro impatto ambientale, approfondendo il tema dei rischi biologici e degli effetti mutageni e cancerogeni causati da biotecnologie e campi magnetici. Dal 2002 non è più parte dei Verdi ma continua a fare politica pur non avendo una “casa”, dato che la politica non si fa necessariamente partecipando alle elezioni ma spendendo le proprie forze, intelligenze ed energie, a vantaggio del bene comune.

Argomento 1 (durata 13:55 minuti)

Il tema di oggi è l’inceneritore di Fusina. Ho provato a mettermi nei panni del cittadino comune e devo dire che regna una grande confusione sulle considerazioni e descrizioni del progetto, già sui temi si subisce disorientamento: termovalorizzatore, inceneritore, e addirittura Veritas descrive il progetto come aggiornamento degli impianti, quindi vien da dire tutto bene… Proviamo a mettere un po’ d’ordine sull’inceneritore ma anche sul ciclo produttivo che gli sta dietro.

Argomento 2 (durata 13:05 minuti)

Parliamo di occupazione, fattore che si usa come clava per giustificare nuovi interventi, mentre nuove attività sostenibili ma che genererebbero posti di lavoro. 

dal minuto 3:45

Approfitterei della tua competenza per chiederti lumi sul riciclaggio: i materiali si riciclano all’infinito? la plastica, ad esempio, ha limiti di riciclo o continua a poter essere riciclata? Che differenza c’è tra economia circolare ed economia lineare, tra materia naturale e materia costruita?

Argomento 3 (durata 19:00 minuti)

Vorrei con te approfondire il tema del rapporto tra novità (fattore di mercato che indica una cosa diversa da ciò che l’ha preceduta) e innovazione (che comporta i vantaggi tipici d’innovazione e progresso) ricollegandoci al tema precedente delle differenze tra i materiali. Partirei per esempio dal classico “cappotto”, l’isolamento che si installa alle pareti per ridurre la dispersione di temperatura degli ambienti della casa e di energia. 

dal minuto 3:49

Il paradosso è che il cittadino è spesso relegato alla posizione di controparte dal soggetto pubblico, tanto che io stesso ho una causa con Veritas da qualche anno. Il problema dell’inceneritore ha a monte una responsabilità collettiva per carenze di carattere culturale di tutti noi determinata anche dalla scarsa qualità dell’informazione quando non è disinformazione. Parliamo di ecosistemi, di attività produttive, di economia e di futuro, tenendo conto delle malattie, dei virus, dell’energia, degli ecosistemi, ecc.

dal minuto 15:39

fermiamoci un momento sul binomio tradizione-innovazione spesso considerato sinonimo di conservazione-progresso. A esempio, le vere da pozzo nei campi, per attingere acqua dalle sottostanti cisterne, soluzione di grande modernità e sostenibilità ma abbandonata, oppure ai microdispositivi bioclimatici.

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Veritas e bugie. Video-conversazione con G. Tamino ultima modifica: 2020-07-20T19:13:44+02:00 da GIOVANNI LEONE

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1 commento

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Alessio Bonetto 22 Luglio 2020 a 9:49

Francamente il professor Tamino dimostra di avere una conoscenza parziale e distorta di come funzionano i meccanismi delle filiere Veritas, non essendosi probabilmente preso la briga di leggere la documentazione sull’argomento.

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