#elezioniUsa2020. Il conto alla rovescia. Meno 75 giorni

Seconda giornata di convenzione democratica virtuale, nella quale si sono alternate le “vecchie” glorie democratiche - da Carter a un Clinton sottotono, da Kerry alla famiglia Kennedy - e repubblicani come Colin Powell e la vedova di John McCain. Gli interventi chiave di Jill Biden, la moglie di Joe, e di Alexandria Ocasio-Cortez, che sfila a Sanders la leadership della sinistra dem.
MARCO MICHIELI
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  • Il presidente Trump ha rimesso al centro del dibattito politico l’immigrazione in un discorso elettorale in Arizona, prendendo di mira il programma di Joe Biden e scommettendo che l’attenzione al tema lo aiuterà a conquistare uno stato chiave oggi in bilico. Trump ha dichiarato che “il piano di Biden è il piano di immigrazione più radicale, estremo, sconsiderato, pericoloso e mortale mai proposto da un candidato di un importante partito. Deve essere sconfitto e sarà sconfitto il 3 novembre”. In Arizona si svolge anche un’importante sfida per il seggio del senatore McCain, sfida nella quale l’astronauta e candidato democratico Mark Kelly è largamente in vantaggio, secondo i sondaggi.
  • Giornata di primarie in Florida, Alaska e Wyoming. In Florida l’attivista di estrema destra Laura Loomer ha vinto le primarie repubblicane per il 21° distretto congressuale, consegnando al Partito Repubblicano un altro candidato controverso in una circoscrizione sicura per i democratici. Loomer si è imposta in un affollato campo di repubblicani e sfiderà a novembra il deputato democratico Lois Frankel. Il distretto è quello in cui si trova il club di Mar-a-Lago, dove ufficialmente risiede Donald Trump. Il presidente e la first lady sono elettori registrati in questo distretto, ed entrambi hanno votato per posta per le primarie.
  • Donald Trump ha risposto via Twitter all’intervento dell’ex first lady Michelle Obama alla convenzione democratica. “Qualcuno spieghi a @MichelleObama che Donald J. Trump non sarebbe qui, nella bellissima Casa Bianca, se non fosse per il lavoro svolto da suo marito, Barack Obama”, ha scritto. Michelle Obama aveva definito Trump come un comandante in capo pericoloso, carente di empatia e di esperienza.
  • Seconda giornata per la convention democratica virtuale. Come nella serata precedente si sono alternati progressisti e repubblicani, con intermezzi dedicati a Biden, alla sua storia personale e i richiami ai simboli del partito, con l’intervento di Caroline Kennedy e del figlio. Tra i repubblicani hanno parlato l’ex segretario di stato Colin Powell e la vedova di John McCain, per i progressisti del partito la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. Forte il richiamo ai “disastri” di Trump sulla politica estera, con l’intervento dell‘ex segretario di stato John Kerry. Sono intervenuti anche gli ex presidenti Jimmy Carter, che non si è però visto in video, e Bill Clinton, in una performance molto diversa e sottotono rispetto a quelle a cui aveva abituato nelle convenzioni precedenti. Il keynote speech, un momento che nel passato aveva lanciato sul palcoscenico nazionale politici come Barack Obama, si è svolto in maniera completamene rinnovata: sono state diciassette le persone che si sono alternate, tutti esponenti giovani della classe politica democratica, in un mosaico di grande effetto al termine del quale ha parlato Stacey Abrams, ex candidata governatrice della Georgia. Anche il roll call, la tradizionale dichiarazione di voto dei vari stati, nel passato lunga e noiosa, è stato un momento di straordinaria comunicazione politica, con la rappresentazione della diversità del Partito democratico. Alla fine del roll call, Biden è stato ufficialmente dichiarato il candidato democratico alla presidenza.
  • Protagonista della serata è stata però Jill Biden, la moglie del candidato democratico. Con immagini di grande effetto dalle aule della scuola in cui aveva insegnato, Jill Biden si è chiesta “come si fa tenere unita una famiglia distrutta”, parlando della vita privata del candidato democratico. “Nello stesso modo in cui si tiene unita una nazione, con amore e comprensione, con piccoli atti di gentilezza, con coraggio, con fede incrollabile”.
  • L’altro momento atteso era l’intervento di Alexandria Ocasio-Cortez. La deputata ha tenuto il discorso a sostegno della nomina di Bernie Sanders, poiché secondo le regole del Partito democratico quando un candidato ottiene un certo numero di delegati ci deve essere un discorso a sostegno della sua nomina. Nei sessanta secondi d’intervento Ocasio-Cortez si è lanciata in un appello per un cambiamento sistemico del paese, quasi a presentarsi come la figura leader della sinistra democratica post-Sanders. “In un’epoca in cui milioni di persone negli Stati Uniti sono alla ricerca di soluzioni sistemiche profonde alla nostra crisi, fatti di sfratti di massa, disoccupazione e mancanza di assistenza sanitaria – e per amore di tutte le persone, con la presente appoggio la nomina del senatore Bernard Sanders del Vermont alla presidenza degli Stati Uniti d’America”, ha affermato. Ha anche ringraziato i movimenti sociali che “si forzano di riconoscere e riparare le ferite dell’ingiustizia razziale, della colonizzazione, della misoginia e dell’omofobia” e che propongono di “ricostruire una nuova politica estera lontana dalla violenza e dalla xenofobia del nostro passato”, movimenti che hanno compreso che “l’insostenibile brutalità di un’economia che premia le esplosive disuguaglianze della ricchezza di pochi, a scapito della stabilità a lungo termine per molti”.
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#elezioniUsa2020. Il conto alla rovescia. Meno 75 giorni ultima modifica: 2020-08-19T08:59:44+02:00 da MARCO MICHIELI

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