Gli insegnanti. Né eroi né capri espiatori

Questa volta saranno loro a essere esaminati. Da studenti, famiglie, opinione pubblica, stampa.
scritto da SANDRA PAOLI
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Mai la vigilia del primo giorno di scuola era stata caricata di tante attese e aspettative. Nulla in confronto a quello che avviene oggi e avverrà nei prossimi giorni e settimane. L’asticella da saltare è molto alta. Per l’intero sistema scuola, per ogni istituto scolastico, per tutto il personale. Per gli insegnanti, soprattutto. Questa volta saremo noi a essere esaminati. Da studenti, famiglie, opinione pubblica, stampa. Comprensibile. Il lockdown e quel che è seguito hanno messo in evidenza, anche a chi non l’aveva capito prima, l’importanza cruciale della scuola nella società, ben oltre la sua missione d’istruire, formare, educare. E, all’interno di questo complesso sistema, del ruolo degli insegnanti. La chiusura, che resterà nella storia come evento irripetibile, ha avuto, nella sua drammaticità, il merito di averne dimostrato la funzione insostituibile al centro della vita sociale, economica, culturale dell’Italia come di ogni altro paese, e nella costruzione del futuro della nazione. Come dopo le assenze che ricordano l’importanza di cose essenziali date per scontate o acquisite per sempre, il ritorno nelle aule si carica considerevolmente di significati e simboli che riempiranno le nostre discussioni in famiglia, tra amici, sui giornali e in tv, come mai prima era avvenuto nei giorni della riapertura. E al centro delle conversazioni saremo soprattutto noi, gli insegnanti.

Già messi alla prova – come gli studenti e le famiglie – dall’inedita e complicata esperienza della didattica a distanza, da oggi in poi la nostra performance sarà valutata non solo sulla base della capacità di svolgere adeguatamente il lavoro d’insegnamento, ma anche per come e quanto saremo in grado di fare affinché le lezioni e la vita scolastica procedano normalmente verso la conclusione naturale dell’anno. Al pari degli studenti e delle famiglie, dovremo fare di tutto – noi, gli insegnanti ancora di più – perché il percorso non s’arresti, con la responsabilità di far sì che anche le minime distrazioni, in aula e nei corridoi, non producano situazioni rischiose.

Se tutto procederà come tutti noi auspichiamo, sarà l’occasione perché la categoria, che non gode dell’autorevolezza d’un tempo, torni a essere considerata centrale nella vita e nello sviluppo della nostra società, e dunque rispettata, per il suo ruolo decisivo. Questo riconoscimento non dovrà essere il frutto dell’eccezionalità della situazione in cui ci troveremo a partire da oggi. Non vogliamo essere considerati le eroine e gli eroi di una stagione eccezionale, se tutto andrà come è nei desideri di tutti noi; né i capri espiatori di criticità, anche occasionali e parziali, che inevitabilmente potrebbero prodursi in una comunità “abitata” da oltre nove milioni di persone, con relative famiglie. Vogliamo semplicemente cogliere questa strana, inedita, unica situazione, perché la scuola, docenti e non docenti, torni a essere al centro dei nostri pensieri – al pari della sanità pubblica – anche quando l’emergenza virale sarà finita.

Gli insegnanti. Né eroi né capri espiatori ultima modifica: 2020-09-14T08:59:07+02:00 da SANDRA PAOLI

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