#elezioniUsa2020. Il conto alla rovescia. Meno 43 giorni

La morte di Ruth Bader Ginsburg avvia una battaglia politica. Trump è deciso a trovare un nuovo giudice conservatore prima delle elezioni, i democratici sono pronti a fare ostruzionismo.
scritto da MARCO MICHIELI
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  • La morte della giudice della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg venerdì sera aggiunge un tema politico fondamentale alla campagna elettorale. A poche ore dalla morte sia Donadl Trump sia Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana al Senato, hanno detto che sarà avviata in velocità la procedura per sostituire Ginsburg, un’icona culturale e politica, soprattutto per i liberali e progressisti. Quando il giudice della Corte Suprema Antonin Scalia morì nel febbraio 2016, fu proprio McConnell a insistere sul fatto che Obama non potesse nominare un nuovo giudice a nove mesi di distanza dalle elezioni. In tutta la storia americana, solo due posti vacanti alla Corte Suprema sono stati coperti in un periodo così vicino al giorno delle elezioni. In entrambi i casi, il presidente in carica ha vinto la rielezione e ha nominato un sostituto poco dopo il giorno delle elezioni. I repubblicani controllano al Senato 53 seggi e possono permettersi tre defezioni poiché il vicepresidente Mike Pence potrebbe rompere un eventuale pareggio 50-50. Al momento due repubblicani si sono già espressi la propria contrarietà al voto: Susan Collins, senatrice del Maine in corsa per la rielezione, e Lisa Murkowski, senatrice dell’Alaska. Entrambe considerate delle moderate, hanno votato contro il tentativo di Trump di modificare l’Obamacare. Tra i possibili voti contrari anche quello di Mitt Romney, ex candidato repubblicano del 2012 e acerrimo nemico di Trump, e Cory Gardner, senatore per il Colorado, in una sempre più difficile corsa per la rielezione. Tuttavia, i repubblicani potrebbero contare sul voto del senatore democratico moderato Joe Manchin (West Virginia). La nomina di un nuovo giudice è un’enorme opportunità per i repubblicani perché potrebbero avere sei giudici “repubblicani” contro tre giudici “democratici”. Sebbene sia insolito terminare l’intero processo di conferma in meno di 43 giorni, Ciò non significa che non ci sia abbastanza tempo per Trump per confermare un nuovo giudice, ma la conferma potrebbe avvenire dopo le elezioni, durante il periodo che intercorre tra i risultati e l’insediamento del nuovo presidente e del nuovo Congresso. La scelta di Trump potrebbe avere anche conseguenze elettorali. Secondo gli analisti, se trump scegliesse un conservatore per la Corte Suprema, i senatori in corsa anche in altri statai difficili – Iowa, Arizona e North Carolina – potrebbero pagarne le conseguenze. Per altri esperti, la scelta del presidente portebbe mobilitare gli elettori repubblicani e magari conquistare qualche voto tra donne e minoranze (se con un colpo di scena Trump scegliesse una donna e magari africano-americana).
  • La morte di Ruth Bader Ginsburg ha messo in agitazione i Democratici, soprattutto ora che Trump ha deciso di avvaire la procedura per sostituirla. La battaglia che si profila al Senato potrebbe avere conseguenze maggiori per il sistema istituzionale statunitense. A differenza della Camera, dove la maggiornaza vince sempre, il Senato funziona con super-maggioranze e con regole che consentono alle minoranze di fare ostruzionismo legislativo. Dopo la decisione di Trump però alcuni senatori democratici e alcuni gruppi progressisti esterni hanno rafforzato la loro idea sulla necessità che il partito smantelli la possibilità di condurre l’ostruzionismo legislativo. Biden si è detto aperto all’idea ma Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato, non sembra essere favorevole a un cambiamento così importante nelle regole del Senato che metterebbe fine a una tradizione di duecento anni. Altri democratici hanno suggerito che, in caso di vittoria a novembre, il partito dovrebbe muoversi per aggiungere alla Corte Suprema nuovi giudici al fine di diluire il potere della maggioranza conservatrice. Si tratta di una strategia utilizzata negli anni Trenta da Franklin Delano Roosevelt, per impedire che la Corte Suprema di nomina repubblicana smantellasse le riforme del New Deal. Per farlo però i democratici devono vincere Camera e Senato, oltre alla presidenza. L’articolo III della Costituzione infatti non stabilisce le dimensioni della Corte, un potere che attrubisce al Congresso. Inizialmente la Corte Suprema era di sei membri, passò a sette nel 1807, nove nel 1837 e dieci nel 1863. Nel 1869 ritornò al numero di nove.
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#elezioniUsa2020. Il conto alla rovescia. Meno 43 giorni ultima modifica: 2020-09-20T10:11:46+02:00 da MARCO MICHIELI

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