Mose. Inizia un’altra storia

Le dighe mobili hanno funzionato. Un indiscutibile successo. Ora occorre procedere, con passi regolari e la continua, rigorosa verifica di ogni aspetto tecnico, ambientale, economico… e anche politico.
scritto da GIOVANNI LEONE
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Molti sono i commenti declinati con la prima persona plurale (noi, abbiamo…), anche da parte di chi non ne avrebbe titolo, non avendo avuto alcuna concreta parte in causa. Ma si sa: i successi hanno sempre tanti genitori, i fallimenti si vogliono invece orfani. I successi si moltiplicano, non sono mai figli unici, o meglio lo sono ma si prolungano e rinascono di continuo con prove e inaugurazioni successive.

Oltre ai tanti che cercano d’intestarsi una quota di successo, anche solo di riflesso, c’è chi ripropone dubbi e critiche ricordando la criticità dal metodo seguito realizzando un progetto così impegnativo senza verifiche esaustive, anche a causa del carattere sperimentale.

Di fatto, però, oggi il Mose ha fatto il suo dovere sul piano tecnico e cambia la narrazione sul piano planetario. Anzi, basta spostarsi di qualche chilometro perché la sensazione del successo assuma carattere prevalente, relegando in secondo piano la percezione dei rischi diffusa nella popolazione veneziana.

La narrazione da oggi cambia, la notizia che rimbalza a livello planetario è colta come un indiscutibile successo del made in Italy, opponendo il buon esito del test a quanti sul piano internazionale riconoscono il nostro spirito creativo, ma mettono in dubbio il rigore e la capacità di controllare processi tecnico-scientifici complessi come quello del Mose: trascurando che il nostro sapere e le nostre capacità tecniche hanno alle spalle radici e successi epocali come lo spostamento del tempio di Abu Simbel in Egitto, o l’eccellenza della nostra ricerca scientifica in campi complessi come quello della fisica. 

Bocca di Malamocco, vista dalla diga degli Alberoni (foto di Barbara Marengo)

Il confronto dovrà tenerne conto, certo si tratta del piano tecnico e molte sono ancora le insidie che ci aspettano sul piano ambientale ed economico. Inoltre non possiamo dimenticare e anzi dobbiamo far tesoro del pregresso, delle criticità nell’approccio metodologico degli aspetti procedurali e organizzativi, della corruzione, ecc. Ma un primo importante passo è stato fatto e con questo è inevitabile misurarsi.

La Bocca di porto di Lido (foto di Giovanni Leone)

Ora occorre procedere, con passi regolari e la continua, rigorosa verifica di ogni aspetto tecnico, ambientale, economico… e anche politico. Già, perché ora occorre ponderare l’assetto e le funzioni della nascente struttura tecnica incaricata della gestione dell’intera laguna, per la quale andrà fatto tesoro delle criticità metodologiche della vicenda Mose, avviando nuovi percorsi decisionali privi delle opacità e degli eccessi di discrezionalità che abbiamo visto. Ma questo è domani, intanto godiamoci il conforto di una città che ha potuto riprendere fiato e coltivare la speranza, ma specialmente valorizziamo il credito internazionale d’immagine conquistato.

Mose. Inizia un’altra storia ultima modifica: 2020-10-03T20:26:18+02:00 da GIOVANNI LEONE

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