La setta cinese che tifa per Trump

Falun Gong o Falun Dafa, un’organizzazione religiosa ferocemente perseguitata dalle autorità cinesi, pubblica uno dei più diffusi giornali dell’ultra-destra americana, “The Epoch Times”.
scritto da BENIAMINO NATALE
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Oggi, uno dei più diffusi giornali dell’ultra-destra americana è il quotidiano The Epoch Times, pubblicato da esuli cinesi negli Stati Uniti. Il giornale sostiene a spada tratta il presidente Donald Trump e critica con accanimento il governo cinese. Per il giornale, il coronavirus è il “CCP virus”, cioè il virus del Partito comunista cinese.

Lanciato nel 2000 come bollettino interno alla Falun Gong o Falun Dafa, una setta religiosa ferocemente perseguitata dalle autorità cinesi, il giornale – secondo un’inchiesta che gli ha recentemente dedicato il New York Times (a cui ha risposto prontamente la setta religiosa) – ora ha milioni di lettori e supera di gran lunga la maggioranza delle altre pubblicazioni della destra repubblicana e trumpiana. A fare la fortuna editoriale del giornale, secondo il New York Times, sono stati un intelligente uso di Facebook e la decisione, nel 2016, di schierarsi apertamente dalla parte dell’allora emergente Donald Trump.

Una volta Trump e Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare e segretario del Partito comunista cinese, erano buoni amici. Sentite come Trump commentò la decisione, presa da Xi nel 2018, di abolire il limite di due termini di cinque anni ciascuno per il presidente cinese:

Ora [Xi Jinping] è presidente a vita… penso che sia grande! Una volta dovremmo provarci anche noi!

E lo scorso gennaio – pochi mesi fa ma sembra un’altra epoca, ancora non si sapeva nulla del coronavirus – parlando all’annuale “convegno delle Teste Fine” che si tiene a Davos, in Svizzera, il presidente americano si spinse ancora più in là:

La nostra relazione con la Cina non è mai stata migliore. Lui [Xi Jinping] è per la Cina, io sono per l’America, ma a parte questo, ci amiamo.


Poi, come sappiamo, le cose sono cambiate. È arrivata la guerra commerciale, sono volate accuse e controaccuse, sono cominciate le manovre delle flotte nel Mar della Cina meridionale e ha fatto la sua comparsa il “virus cinese”.

Secondo il New York Times la provenienza dei finanziamenti dell’Epoch Times non è chiara. Steve Bannon, il guru della Nuova Destra trumpiana, ha raccontato che nei suoi incontri con i responsabili dell’Epoch Times ha avuto l’impressione che avessero a loro disposizione risorse illimitate. Bannon ha prodotto un documentario con la New Tang Dinasty TV (NTD), una rete cha fa capo alla Falun Gong e ha avuto contatti con lo stesso Epoch Times. Bannon ha affermato che, quando si parlava di vari progetti con quegli interlocutori, i soldi non sono mai apparsi come un problema:

Io buttavo lì una cifra, e loro ritornavano e dicevano ‘per noi la cifra è ok’.


La Falun Dafa è una specie di setta religiosa lanciata pubblicamente nel 1992 dal suo fondatore Li Hongzhi, 69 anni, che è chiamato “Maestro” dai suoi seguaci e che dal 1999 vive negli Stati Uniti, in un compound nello stato di New York chiamato Dragon Springs. Conduce una vita ritirata e non ha fonti di reddito conosciute a parte le vendite dei suoi libri. I suoi insegnamenti si basano su una serie di esercizi di meditazione che provengono dalle antiche pratiche cinesi e indiane, dal buddhismo al qi-gong, che dovrebbero portare a un “risveglio spirituale”.

La Falun Dafa è circondata da un alone di mistero che in parte è giustificata dalla violenza con la quale il movimento è stato combattuto dallo stato cinese. La setta venne alla luce nel 1999, con una manifestazione di massa davanti a Zhongnanhai, il complesso a due passi dalla Città Proibita di Pechino che è il quartier generale del Partito comunista cinese. Nessuno – né i funzionari della sicurezza, né i leader politici, né gli osservatori stranieri – aveva non dico previsto, ma neanche pensato che fosse possibile una protesta di quella portata, decine di migliaia di persone, nel cuore del potere comunista. In seguito, migliaia di seguaci della setta sono stati arrestati, torturati, uccisi dal potente apparato repressivo cinese.

La predicazione di Li Hongzhi non si discosta da quella di un altro gran numero di maestri di meditazione e guide spirituali cinesi che non sono graditi al Partito comunista, che li controlla e spesso li reprime ma in nessun caso si è raggiunta la violenza che è stata usata contro la Falun Dafa. Nel corso dei quattordici anni che ho passato tra Pechino e Hong Kong come corrispondente dalla Cina ho incontrato una portavoce della setta a Hong Kong – una giovane donna brillante che non riuscivo a far smettere di parlare – mentre nella Cina continentale due funzionari del Partito di medio livello mi hanno fatto capire di non condividere l’opinione ufficiale del partito e del governo, secondo la quale si tratta di un “culto malefico”.

La spiegazione che mi sono dato per la popolarità della setta che, mi sembra, è arrivata fin dentro il Partito, è che la sua predicazione è cominciata nel momento “giusto”, poco tempo dopo il massacro di piazza Tiananmen, quando molti cinesi, fuori e dentro il Partito comunista, cercavano di darsi una ragione della fine del sogno di quegli anni, il sogno di una Cina che lentamente ma senza grossi tentennamenti sarebbe avanzata verso la libertà e la democrazia. Sfortunatamente, è successo il contrario, e oggi la Cina è di nuovo dominata da un presidente a vita che crede nell’autoritarismo e nella coincidenza totale tra l’interesse del Partito e quello del popolo cinese, nella repressione del dissenso e delle minoranze, nell’aggressività verso il resto del mondo.

Li Hongzhi non concede interviste dal 1999, quando rilasciò alla rivista americana Time delle dichiarazioni deliranti, dalle quali ha cercato di far marcia indietro, affermando che si trattava di “metafore”. Tra l’altro, il Maestro disse in quell’occasione che “dall’inizio di questo secolo alcuni alieni hanno cominciato a entrare nelle menti umane, nelle loro ideologie e nella loro cultura”. Nel seguito dell’intervista, pur senza dirlo esplicitamente, lascia intendere di essere lui stesso un extraterrestre venuto a salvarci dai suoi “cattivi” simili – o qualcosa del genere. Ecco un paio delle sue risposte:

[…] gli alieni hanno introdotto i macchinari moderni come i computer e gli aerei. Hanno cominciato ad insegnare agli umani la scienza, così loro credono alla scienza e, spiritualmente, sono controllati […] Lo scopo finale è quello di sostituire gli umani.

E così via. Si tratta di teorie non molto diverse da quelle diffuse dal cosidetto QAnon, l’altrettanto delirante movimento che sta dilagando nella destra americana – e negli ultimi mesi in quella europea – secondo il quale il mondo è governato da una setta di pedofili guidata dal finanziere George Soros (che è ebreo, il che in una teoria del complotto non guasta mai) e da Bill e Hillary Clinton. Potrebbero benissimo essere extraterrestri, no?

Li Hongzhi, il leader di Falun Dafa
La setta cinese che tifa per Trump ultima modifica: 2020-10-27T12:35:58+01:00 da BENIAMINO NATALE

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